Stasera, sul fronte del contatto pieno, torna in scena un nome che non ha bisogno di presentazioni. Torna un uomo che non entra mai sul ring per caso. Torna Danilo Andrulli, il pluricampione materano, categoria -66.800 kg, specialità K-1. Danilo, guidato dal Maestro...
Oggi vorrei proporre alla vostra attenzione una parabola che appartiene a quel grande patrimonio della tradizione ebraica che è il “Midrash”.
Parallelamente alla formazione della Mishnà e poi del Talmud, attorno al 200 d.C. lo sviluppo e lo studio della Torah orale diede luogo a un altro genere letterario, che è nello stesso tempo un altro metodo ermeneutico: il Midrash.
Da questo nucleo fioriscono racconti affascinanti, molte volte affidati al bagliore dell’intuizione.
E questo è il caso della parabola che vi propongo:
“Quando Dio creò il mondo, creò dieci porzioni di bellezza: ne attribuì nove a Gerusalemme e una sola al resto del mondo.
Creò dieci porzioni di scienze: ne attribuì nove a Gerusalemme e una sola al resto del mondo.
Dio, però, creò anche dieci porzioni di dolore: ne attribuì nove a Gerusalemme e una sola al resto del mondo.”
Che sorpresa!
Gerusalemme è anche il compendio della sofferenza del mondo e non solo della sua bellezza e della sua scienza.
È come dire che a Gerusalemme si condensa la storia intera con le sue gioie e i suoi dolori.
La religione biblica è un continuo appello alla fedeltà senza facili evasioni nell’illusione.
Avete mai riflettuto che la religione è illuminata costantemente dall’utopia che non è fantasia, miraggio, ma è partecipazione al progetto di Dio, un progetto in cui deve vincere la vita sulla morte, il bene sul male, la grazia sulla sofferenza.
È con questa certezza che l’Apocalisse ci fotografa la Gerusalemme celesta voluta da Dio:
“Il Signore E tergerà ogni lacrima dai loro occhi;
non ci sarà più la morte,
né lutto, né lamento, né affanno,
perché le cose di prima sono passate!”
Nicola Incampo
Responsabile della CEB per l’IRC e per la pastorale scolastica

