sabato, 7 Marzo 2026

Il prof. Incampo: “Se lo sport insegna che si può competere restando umani, forse la sfida più grande della politica internazionale è trasformare i conflitti in competizioni di idee, diplomazia e cooperazione”

C’è una frase di Shimon Peres che mi ha fatto sempre riflettere. La frase è la seguente: “Nello sport si vince senza uccidere, in guerra si uccide senza vincere” – è una di quelle citazioni capaci di attraversare il tempo, mantenendo intatta la propria forza morale....

La stazione spaziale cinese Tjangong 1 è entrata in collisione con l’atmosfera terrestre alle 2,16 ora italiana e quaranta minuti dopo i frammenti si sono dispersi nell’oceano Pacifico. La notizia è stata data dal Comando strategico degli Stati Uniti e dall’Ufficio spaziale cinese secondo il quale la sonda si è immediatamente incendiata e distrutta quanto ha impattato il primo strato della nostra atmosfera. I detriti, quindi, si sono dispersi nel Pacifico senza provocare danni. 
Le previsioni fatte nei giorni scorsi avevano ipotizzato che anche l’Italia potesse essere interessata dalla caduta dei detriti. Con un rischio bassissimo fino a diventare quasi nullo alla mezzanotte di ieri, con una finestra infinitesimale di probabilità per l’isola di Lampedusa. La Tjangong-1, ossia il ‘Palazzo celeste’, è stata la prima stazione spaziale cinese. Era una sorta di cilindro lungo 10,5 metri, con un diametro di circa tre metri e due pannelli solari delle dimensioni di sette metri per tre. Al momento del lancio pesava otto tonnellate e mezzo. Non era fra i veicoli spaziali più grandi, rispetto ad altri che in passato hanno subito lo stesso destino. La Tjangong-1 ha concluso così la sua storia, dopo avere trascorso in orbita 2.375 giorni e 21 ore.
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