Questa mattina la Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, ha arrestato, in esecuzione di un’ordinanza che dispone la misura cautelare degli arresti domiciliari, undiciannovenne cittadino italiano, residente a Pavia, ritenuto responsabile...
Se c’è una cosa che proprio non manca al cantautore Giuseppe Povia è la spontaneità e lui, con spontaneità, promuovendo il suo disco autorpodotto, “Imperfetto”, in uscita a breve, annuncia che insieme alle undici tracce ci saranno anche le basi per poter cantare le canzoni senza ricorrere a YouTube: “Le potrete cantare in una serata in cui siete particolarmente ispirati o brilli – spiega – perché per cantare le canzoni di Povia bisogna essere o intelligenti o ubriachi”.”
Oltre alla copertina, le foto, i testi come fosse un cd e una videodedica personalizzata.
Non sarà un cd ma una chiavetta usb coi brani formato wav 24bit (quindi qualitativamente più alta di un cd, che è a 16bit) ad arrivare a quanti prenoteranno “Imperfetto” – è possibile farlo inviando una mail all’indirizzo giuseppepovia@vodafone.it.
Il cantautore sarà affiancato per la distribuzione e la promozione sulla stampa da Marzia Boni.
Ci saranno 11 brani: Italia ciao, Fanculo il debito, Tutto cambierà, Brutto sogno, Non so cos’è l’amore, Dito medio, 2011, Torneremo Italia, Come Dio, Immigrazìa e Cameriere.
Secondo il cantautore sono cinque i motivi per cui si dovrebbe prenotare “Imperfetto”: “È bellissimo e imperfetto come il mondo. – conclude – La maggior parte dei temi trattati, non li tratta nessuno in musica. È un disco libero da vincoli discografici e manageriali. Non vi impoverite voi e non mi arricchisco io, ma almeno mi aiutate a continuare a pensare in musica. È un disco pop, realista, positivo, orecchiabile, coraggioso, che vi farà sorridere, pensare, sognare, incazzare e sentire differenti dalla massa grassa”.
“Imperfetto” giunge a conclusione di una stagione difficile, con un tour annullato (che sarebbe stato targato anche per quest’anno dalla montalbanese “Italia Eventi” di Beppe Passarella e Ugo Valicenti) e prospettive ancora incerte: “È un disco importante fatto in un periodo particolare della nostra vita. Un periodo per me bruttissimo da una parte, perchè mi ha lasciato a piedi senza lavoro, nessun guadagno, nulla. Dall’altra parte ho riscoperto la voglia di arrangiarmi le canzoni da solo, ad ogni ora, come, dove e quando voglio, mettendo in discussione quello che in un primo momento mi piace e poi non mi piace più. Senza dipendere da nessuno e decidendo ogni suono e dettaglio”.
Rossella Montemurro
