Prestigiosa vetrina internazionale per il dott. Nunzio Longo, farmacista e studioso materano. Il dott. Longo è stato infatti intervistato dal Correo Farmacéutico, la principale rivista spagnola specializzata nel settore farmaceutico e sanitario, punto di riferimento...

“Immaginate di essere assaliti alle spalle da qualcuno mentre siete assorti in un compito: il livello di spavento e angoscia è ben maggiore rispetto a un’aggressione agita di fronte mentre avete la possibilità di osservare l’aggressore che si avvicina. La mente reagisce meglio se può metabolizzare l’informazione e prepararsi. Ma il trauma è la negazione di ciò: la sua potenza distruttiva è legata all’effetto sconcertante, che sorprende una mente impreparata che cercherà di difendersi attivando uno stato di emergenza, con reazioni profondamente diverse da quelle ordinarie, straordinarie appunto.” Eccolo, il trauma, spiegato in modo sorprendentemente chiaro nel saggio Oltrenero. Come rinascere dal trauma con l’EMDR (Edizioni San Paolo) dalla dottoressa Maura Anfossi psicoterapeuta rogersiana, referente del Servizio di psicologia ospedaliera e Trauma Center dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo. Dalle parole di Isabel Fernandez, che ha firmato la prefazione, Oltrenero premette al lettore di “osservare concretamente come l’EMDR agisce nella pratica e come può accompagnare una persona nel proprio percorso di elaborazione e di cura e come la mente riesce a riparare le ferite e permettere una rinascita”.
“La mente è meravigliosa”, ribadisce la dottoressa Anfossi, “ogni persona riesce a trovare una strada originale, e tutta sua, per uscire dal dolore”. Eppure, leggendo queste storie accomunate da alcune tra le esperienze traumatiche più incisive, i cosiddetti T grandi, sembrerebbe impossibile riabbracciare una quotidianità senza scossoni psicologici. Ma tornare a vivere dopo un trauma si può iniziando un percorso con i professionisti adeguati: “Guarire è possibile: non è ovviamente cancellare ciò che è successo, ma rielaborarlo. È ridare movimento alla mente e alle sue reti di memoria”, precisa la dottoressa.
A ripristinare la flessibilità delle reti neurali e a contribuire la guarigione è L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing, strumento entrato nella storia della psicoterapia nel 1989, quando Francine Shapiro pubblicò sul Journal of Traumatic Stress i risultati dei suoi studi sull’efficacia del metodo nel trattamento del trauma): il dolore può essere rielaborato, il buco nero può lasciare spazio ai colori delle nostre risorse come il giallo oro dell’empatia, il rosso del coraggio di ritrovare l’energia vitale e il verde della consapevolezza, che ricuce tutte le parti di noi trasformando le cicatrici in ricami.
In ogni capitolo di questo saggio prezioso è esposta una storia vera, ci sono le voci dei pazienti, un dolore tangibile che arriva con tutta la sua potenza al lettore. Incidenti stradali e incidenti sul lavoro, catastrofi in montagna, morti in utero, i lutti neonatali, il suicidio, la violenza di genere, la diagnosi di tumore, gli interventi chirurgici invasivi, il lutto traumatico, il trauma generazionale e il trauma vicario degli operatori impegnati nell’assistenza.
Dottoressa Anfossi, come è nata la decisione di scrivere Oltrenero?
“Da anni sentivo che le storie di rinascita non potevano rimanere chiuse nel mio studio dell’ospedale. Sono storie potenti che emozionano chiunque le incontri e testimoniano la forza riparatrice che ci appartiene. Sono spesso osservatore partecipe del percorso della mente che riemerge da un mare di dolore e riparte, ritorna a sperare e credere nella vita. È qualcosa che mi emoziona tantissimo e che da sempre ho avuto voglia di condividere e diffondere. Ricordo in un viaggio verso la Svizzera con amici quando uno di loro, docente universitario di diritto, rimase colpito dalle esperienze del trauma center psicologico e mi disse che quelle storie dovevano essere raccontate.”
Tra i casi narrati, qual è quello a cui è più legata?
“Tutte le storie di cui ho scritto le porto nel cuore. Non riesco a scegliere. Di Aldo, il primo paziente a cui ho fatto l’EMDR, conservo la fiducia con cui si è affidato a me e la rapidità con cui dopo una sola seduta ha ripreso a dormire dopo 20 giorni di insonnia perché era perseguitato dall’immagine dell’incidente in cui il suo trattore lo aveva schiacciato.
Di Marco custodisco la domanda che mi ha posto prima di essere dimesso: ma l’uomo che mi ha investito si ricorderà qualche volta di me? E a causa di quell’incidente, Marco ha perso un braccio e una gamba. Alla mia risposta che quell’uomo ogni giorno si sarebbe confrontato con quel tragico ricordo Marco ha risposto che non aveva rabbia e che si sentiva fortunato perché la sua anima era leggera senza sensi di colpa.
Di Cinzia porto con me la testimonianza di un momento (immediatamente dopo la perdita del figlio) in cui ha sperimentato il contatto con una dimensione di luce, piena di pace, perdono, priva di odio e conflitto. E la sua sensazione che quella sia la nostra dimensione vera, dalla quale ha attinto forza per riprendere a vivere.”
La terapia EMDR è una strada efficace per riemergere. Ci sono controindicazioni o possono beneficiarne tutti?
“La terapia EMDR è indicata in ogni età e per ogni persona che abbia subito un trauma. La si può somministrare immediatamente dopo l’evento o anche a distanza di tempo: più il ricordo dell’evento è contestualizzato più è facile che la rielaborazione sia efficace in pochissimo tempo. È la terapia di elezione soprattutto per i traumi maggiori (incidenti, aggressioni, infortuni, catastrofi naturali, lutti improvvisi) e permette rapidamente di sbloccare il ricordo dell’episodio traumatico e di ridurre il senso di angoscia, impotenza, rabbia e di dare sollievo. Il ricordo non viene cancellato, non viene modificato, ma si può elaborare sciogliendo quel senso di blocco e congelamento che spesso tiene agganciati al giorno in cui il trauma è accaduto. Quando il ricordo viene rielaborato, può finalmente perdere il senso di minaccia e integrarsi nella storia della persona. Lo slogan dell’EMDR è: lasciare andare il passato nel passato.
Lo dimostra Fabrizio, ora cinquantenne, che a 12 anni è stato il primo donatore italiano di midollo osseo in età pediatrica. Ha subito la procedura di prelievo e ha donato il midollo al fratello di un anno più giovane. Nonostante il trapianto il fratello è morto il giorno successivo. Fabrizio ha vissuto un’adolescenza in cui si è dedicato a sostenere la mamma e il papà ma con gli anni ha sviluppato ansia e ipocondria, sintomi di un disturbo da stress postraumatico. Quando la situazione è stata insostenibile, il curante lo ha indirizzato a me per una terapia EMDR. la prima seduta è stata molto intensa e catartica: ha avuto una reazione di enuresi. Da quel momento i sintomi ipocondriaci sono via via diminuiti ed ora ha ripreso con naturalezza le attività sportive che per anni aveva evitato perché confondeva i normali sintomi di attivazione corporea con segnali di allarme.”
Uno dei capitoli riguarda il trauma vicario degli operatori. Lei ha scritto: “L’empatia è come un tuffo in piscina: mi immergo, percepisco la temperatura dell’acqua, poi esco e mi asciugo: solo così posso riprendere il mio compito e rientrare in un’altra piscina”. In concreto, probabilmente, anche per esperti come lei non sempre è immediatamente attuabile questo atteggiamento. Cosa consiglia?
“Ci sono situazioni che ci agganciano, storie che ci interrogano, persone che involontariamente lasciano alcuni frammenti del loro dolore dentro di noi. Non è detto che siano le storie più dolorose; sono storie che per ragioni misteriose si agganciano a parte di noi vulnerabili, sofferenti, irrisolte. Credo che l’unica soluzione sia affidarsi alla nostra intelligenza emotiva, che ci permette di essere consapevoli, momento per momento, di ciò che ci accade dentro. Serve l’onestà intellettuale di riconoscere quando siamo rimasti agganciati in modo personale nella vicenda di qualcun altro e ci vuole il coraggio di chiedere aiuto e la voglia di non smettere mai di imparare. Il mio lavoro mi ha insegnato che immergersi nel mistero della mente propria e altrui è una sfida impegnativa, ma anche la garanzia di continuare a crescere e il miglior antidoto all’invecchiamento cerebrale e alla rigidità giudicante.
Mi continua ad accompagnare ogni giorno la frase di Publio Terenzio Afro che scrive: ‘Nulla di ciò che è umano mi è estraneo’. È per me il modo per sentirsi parte di una comune umanità che soffre lotta, spera e rinasce ogni giorno.”
Come in Emozioni a colori, emerge l’importanza dei colori, dell’arte – si ricorda nel libro il recente Protocollo di intesa, siglato il 29 aprile 2026, tra il Ministero italiano della Cultura e il Ministero della Salute, che identifica Visite ai musei e concerti, conferenze e passeggiate attività come via di benessere. Qual è il ruolo della prescrizione culturale in persone che stanno vivendo situazioni di disagio?
“La bellezza cura. Avere la possibilità di ammirare un quadro, contemplare una tela colorata, ascoltare le melodie ad un concerto, assistere ad un’opera teatrale sono occasioni potenti per stimolare la creatività e restituirci un senso di benessere che ci trasporta in un mondo magico e misterioso che nutre mente, cuore e anima.
Le due opere che mi hanno colpito di più e testimoniano la forza di rinascita del trauma sono le tele in cui l’oro risplende sul nero nell’opera di Alberto Burri e l’oltrenero dell’artista francese Soulages, che riconosce nelle scanalature del nero la luce che si riflette e permette di andare oltre il nero e ritrovare luce e colori.
Chi le piacerebbe leggesse Oltrenero?
“Vorrei che lo leggesse ogni persona delusa, triste, scoraggiata e che, a causa di troppo dolore, ferite o delusioni, teme che il buio sia per sempre. Ho scritto per testimoniare che ognuno di noi ogni giorno può uscire dal proprio piccolo, grande oscuro abisso, perché oltrenero esiste e il nero non è altro che il vortice che assorbe tutti i colori ma può in un attimo restituirci la ricchezza della policromia.
E mi piacerebbe che lo leggesse ogni donna, giovane o adulta che sta combattendo per affermare sè stessa, per rinascere di fronte alle sconfitte e ai soprusi. Molte storie nel libro sono al femminile, ma ne riparliamo insieme in occasione della presentazione di Oltrenero a Matera il 25 novembre alle 17.30 alla Fondazione Sassi con la presidente Maria Giovanna Salerno e la direttrice Patrizia Minardi.”
Rossella Montemurro

