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Per tre giorni a Matera, in piazza San Giovanni XXIII, davanti alla chiesa di San Pio X, si gioca a morra, lippa, strummolo e lotta col bastone, accanto ai giochi tradizionali di Catalogna e Croazia. È Mediterranean Playground, Festival di giochi antichi e di strada, dal 6 all’8 novembre, realizzato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 in collaborazione con l’Associazione Giochi Antichi (AGA) di Verona, che dal 2003 organizza Tocatí, Festival Internazionale dei Giochi in Strada, e guida il programma Tocatí, rete di comunità di gioco di tutta Italia, iscritto nel Registro UNESCO delle Buone Pratiche di Salvaguardia, primo riconoscimento italiano in questo registro. Con loro ci sono le associazioni materane Zio Ludovico, Giallo Sassi, e il Comitato UISP Matera che cura anche il supporto tecnico del festival.
Mediterranean Playground, Festival di giochi antichi e di strada, fa parte del programma di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, progetto del Comune di Matera e della Fondazione Matera Basilicata 2019, con il sostegno del Ministero della Cultura.
Venerdì 6 novembre la mattina è per le scuole. Gli studenti di quattro istituti scolastici della città, tra scuole secondarie di primo e secondo grado, imparano regole e tecniche dei giochi dalle delegazioni di Catalogna e Croazia e dall’AGA. Alle 18.30, nella Sala Conferenze dell’Open Space APT Basilicata in piazza Vittorio Veneto, l’Open Talk “Trasmissione e salvaguardia dei giochi tradizionali come patrimonio immateriale” mette a confronto chi questi giochi li pratica e chi li studia. Dopo i saluti istituzionali prendono la parola le comunità di gioco di Croazia, Catalogna e di diverse regioni italiane. L’approfondimento scientifico e la moderazione sono a cura dell’Università degli Studi della Basilicata e dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura.
Sabato 7 novembre, dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30, e domenica 8 dalle 10 alle 13, la piazza è divisa in postazioni dove le comunità spiegano regole e gesti e chi passa entra in gioco con loro. San Mauro Forte porta la morra, sfida di dita e numeri gridati. Da Manfredonia arriva la lotta col bastone, da Fossato Ionico la Bbrigghja, il gioco di birilli. Catania porta lo strummolo, la trottola di legno, e l’AGA gioca a lippa. La delegazione croata presenta la pljočka, il lancio di piastre dell’Istria, quella catalana il Llançament d’espardenya, il lancio dell’espadrillas. Sabato alle 16 i gruppi di Monteroni di Lecce e Villa d’Almè salgono sul Palo della cuccagna.
Matera risponde con i suoi giochi. Sabato pomeriggio Giallo Sassi riporta in piazza tre palle un soldo, il tiro alla piramide di lattine nato nelle fiere, e il gioco del cerchio, che si fa correre con l’asta come nei vicinati dei Sassi. Il Comitato UISP Matera propone percorsi di gioco per tutte le età e, con il progetto AGE, porta in piazza nonni e nipoti a giocare insieme. Per tutta la giornata di sabato c’è anche ChitChat Audio, il dispositivo ideato da Studio Antani che trasforma i luoghi pubblici in punti di dialogo. Domenica Zio Ludovico arriva con il Lucamper, una giostra senza corrente: gioco come energia, risate come musica, insieme come calore.
Si ringraziano l’APT Basilicata, che apre la propria sede all’Open Talk, e la Parrocchia di San Pio X, che mette a disposizione i suoi spazi e riserva alle comunità di gioco un’accoglienza generosa. Un ringraziamento va anche alla Provincia di Matera e agli istituti scolastici coinvolti e ai volontari dell’Associazione Open Culture 2019, presenti in piazza per tutta la durata del festival.
Le attività per il pubblico sono a ingresso libero.
Il Sindaco di Matera Antonio Nicoletti dichiara: «Mediterranean Playground si inserisce al meglio nel percorso di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, contribuendo a valorizzare il patrimonio culturale immateriale attraverso la riscoperta e la trasmissione dei giochi tradizionali. L’incontro tra comunità provenienti da diverse regioni italiane, dalla Catalogna e dalla Croazia rappresenta un’importante opportunità di scambio culturale e di dialogo tra territori, generazioni e identità. I giochi di strada diventano così un’occasione per animare la città e i suoi quartieri, strumenti di partecipazione, inclusione e condivisione, capaci di custodire la memoria delle comunità e, al tempo stesso, di costruire nuove occasioni di relazione nel segno della comune identità mediterranea».
«Il Festival è stato pensato per la Capitale Mediterranea poiché il gioco è uno strumento potente di coesione sociale e di dialogo perché tutti possono parteciparvi, anche parlando lingue diverse. Una trottola o un lancio cambiano nome e regole da un paese all’altro, eppure chi gioca li riconosce subito» dichiara Rita Orlando, Direttrice Fondazione Matera Basilicata 2019. «La scelta di AGA come partner attraverso il format “Tocatí” intende inoltre valorizzare il gioco come patrimonio immateriale, che viene tramandato e custodito attraverso le comunità di gioco che, sui territori, anche in Basilicata, contribuiscono a preservare pratiche antiche che sono parte della storia delle comunità. L’auspicio è che si possa realizzare un “Tocatí a Sud” anche grazie al contributo scientifico dell’Università di Basilicata, per mettere a valore i giochi antichi della Basilicata».
Diego Caloi, Presidente Associazione Giochi Antichi, dichiara: «Abbiamo accolto con molto piacere l’invito della città e di Fondazione Matera Basilicata 2019. Sarà un’importante occasione di scambio e dialogo tra comunità che, pur provenendo da luoghi diversi, condividono nel Mediterraneo e nel gioco tradizionale radici e matrici comuni. Un patrimonio di relazioni, saperi e pratiche da valorizzare e salvaguardare».

