venerdì, 30 Ottobre 2026

Materadio comincia oggi: tre giorni di Rai Radio3 in diretta da Matera

Materadio comincia oggi. Alle 14 al Cineteatro Guerrieri la diretta di Sancho con L’Idealista apre i tre giorni in cui Rai Radio3 trasferisce a Matera gran parte del suo palinsesto. La festa di Radio3 torna in città dopo sette anni, e la prima giornata si chiude alle...

Il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, a Matera la dottoressa Maura Anfossi, psicoterapeuta rogersiana, ospite della Fondazione Sassi per presentare “Oltrenero. Come rinascere dal trauma con l’EMDR”

Mercoledì 25 novembre p.v. alle 17.30, nell’ambito della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne, la Fondazione Sassi in via San Giovanni Vecchio 24/27 a Matera ospita la dottoressa Maura Anfossi, psicoterapeuta rogersiana,...

“Se vuoi diventare un vero cercatore della verità, almeno una volta nella tua vita devi dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose.” Lo scriveva René Descartes, per noi Cartesio, nel Seicento. Oggi, in un mondo pieno di notizie false e di informazioni che corrono più veloci dei fatti, questa frase sembra quasi un consiglio pratico.
Ma cosa voleva dire davvero?
Cartesio non chiedeva di diffidare di tutto per sempre. Proponeva un metodo, un esercizio da fare una volta. Prima di tutto, mettere da parte ogni cosa di cui si può dubitare. I sensi, per esempio, a volte ci ingannano: un bastone immerso nell’acqua sembra spezzato, una torre lontana sembra più piccola. Anche il ragionamento può sbagliare. E perfino la realtà potrebbe essere solo un sogno molto convincente.
A quel punto, cosa resta?
Resta una cosa sola: il fatto che sto dubitando. E se dubito, vuol dire che sto pensando. E se penso, allora esisto. È la celebre frase cogito, ergo sum, “penso, dunque sono”. Quella certezza diventa il punto di partenza per ricostruire tutto il resto, mattone dopo mattone.
Il dubbio di Cartesio, quindi, non è un gioco e non è pessimismo. È una forma di onestà. Vuol dire guardare con attenzione anche le idee che abbiamo ricevuto da altri senza mai sceglierle: quello che ci hanno insegnato da piccoli, quello che “si è sempre detto”, quello che ci sembra ovvio solo perché lo ripetono tutti. Non per buttarlo via, ma per capire se regge.
Nella vita reale non possiamo dubitare di tutto nello stesso momento.
Ogni dubbio, per funzionare, si appoggia su qualcosa: il linguaggio che usiamo, le regole della logica, i criteri con cui giudichiamo. Se togliessimo tutto, non avremmo più nemmeno gli strumenti per dubitare. Per questo alcuni pensatori hanno suggerito un dubbio più modesto e più quotidiano: mettere in discussione una cosa alla volta, e farlo sempre, senza aspettare di rifondare l’intero sapere.
Il messaggio, in fondo, è semplice.
Prima di accettare una verità, vale la pena guardarla bene in faccia.
Farsi qualche domanda in più, chiedersi da dove viene una notizia, chi la racconta e perché.
Non significa non credere a niente, ma credere con più consapevolezza.
Oggi, tra social network, titoli urlati e opinioni travestite da fatti, è un’abitudine che non è mai stata così utile. Quattrocento anni dopo, Cartesio ci ricorda che pensare con la propria testa comincia spesso da una domanda: “Ne sono davvero sicuro?”

Nicola Incampo

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