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Guardiamo tutto. Ma quanto riusciamo davvero a vedere?
Questa domanda è il cuore pulsante del libro Sine cura. Guardare oltre l’evidenza (VivereIn, Collana Sine cura) dell’ingegnere e docente universitario Gianluca Giagni.
“Questo libro nasce come continuazione di un percorso che ho intrapreso ormai da alcuni anni. Nel tempo ho sentito il bisogno di allargare lo sguardo: non parlare soltanto di sicurezza, ma provare a guardare al cittadino nella sua interezza, a come si muove, a come interpreta ciò che accade intorno a lui e, soprattutto, a come impara a fare delle scelte consapevoli – ha spiegato Giagni.
Nasce pensando soprattutto alle nuove generazioni, ma credo possa parlare anche agli adulti. Educare alla sicurezza non significa, del resto, soltanto trasmettere regole: significa costruire consapevolezza. E questa è una responsabilità che riguarda tutti, perché il cittadino del domani si forma anche attraverso il modo in cui oggi impariamo a leggere la realtà.
Detto in altre parole, la sicurezza non dovrebbe essere percepita soltanto come qualcosa che interviene quando accade un problema. Comincia molto prima: nella capacità di riconoscere ciò che ci circonda, di comprendere le conseguenze delle nostre azioni e di fare scelte responsabili. In questo senso, educare alla sicurezza significa anche educare il cittadino del domani”.
È necessario soffermarsi sulle sfumature di tre termini chiave: guardare (fermare lo sguardo su ciò che appare, vedere (andare oltre l’evidenza, comprendere ciò che spesso sfugge ai nostri occhi) e osservare (trasformare ciò che abbiamo compreso in consapevolezza, responsabilità e cura).
Con un linguaggio semplice, diretto e ricco di esempi pratici, capitolo dopo capitolo, l’Autore affronta scenari nei quali tutti ci ritroviamo (la casa, la strada, il mare e il cielo) accomunandoli dalla stessa domanda: “Quanto conta ciò che abbiamo davanti agli occhi e quanto, invece, il modo in cui scegliamo di guardarlo?”
“Quando un luogo diventa parte della nostra routine, – scrive – tendiamo a dare per scontato che tutto sia sotto controllo. Così, un gesto abituale può trasformarsi in una distrazione, un dettaglio può passare inosservato e un piccolo imprevisto può interrompere la serenità di un momento qualunque. La prevenzione nasce prima di tutto da questa consapevolezza. Non significa vivere con il timore che qualcosa possa accadere, ma imparare a guardare gli spazi che abitiamo con occhi nuovi, senza perdere quella naturale serenità che rende la casa un luogo speciale. La sicurezza, infatti, non è fatta soltanto di regole o dispositivi, ma di attenzione, cura e rispetto per i gesti quotidiani: una cultura che si costruisce giorno dopo giorno e che ci permette di vivere ogni ambiente con maggiore tranquillità”.
Particolarmente interessante è il capitolo dedicato alla guida, con un’illuminante e molto spesso trascurata disamina sul comfort di cui sono dotate la maggior parte delle auto: “Il comfort agisce come un mediatore che rende l’esperienza più piacevole, ma anche potenzialmente più ingannevole. Quando il senso di sicurezza deriva più dalla qualità dell’esperienza che dalla reale attenzione al contesto, si crea uno scarto pericoloso tra ciò che percepiamo e ciò che accade realmente intorno a noi. La tecnologia e il comfort non eliminano il rischio: spesso lo rendono semplicemente meno visibile”.
Nell’ambito della sicurezza stradale, “la fiducia non consiste nel sentirsi sicuri, ma nel riconoscere che la realtà può essere diversa da come la immaginiamo.
Guidare in sicurezza significa allora convivere con l’incertezza, accettando che il comportamento degli altri non sia mai completamente prevedibile. Non basta conoscere le regole o avere esperienza: è necessario mantenere uno sguardo aperto, capace di cogliere anche i segnali più deboli, quelli che spesso precedono una situazione critica. La vera competenza non consiste nell’avere tutto sotto controllo, ma nel riconoscere che una parte del controllo ci sfuggirà sempre”.
Gianluca Giagni
Gianluca Giagni (1973), ingegnere laureato al Politecnico di Bari, opera da oltre vent’anni nel campo della salute e sicurezza sul lavoro ed è stato tra i primi in Italia a porre il fattore umano e la percezione del rischio al centro della prevenzione. Da questa visione nasce, nel 2019, il progetto nazionale La sicurezza a partire dai banchi di scuola, da lui ideato per il CNI e successivamente riconosciuto attraverso un protocollo d’intesa con MIUR e Protezione Civile, che ne ha promosso l’attuazione nelle scuole.
È docente presso l’Università degli Studi di Brescia, l’Università Politecnica delle Marche e l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Collabora inoltre con diverse realtà aziendali, ricoprendo ruoli di responsabilità nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro, tra cui quello di CEO for Safety presso Cobar S.p.A.
Fa parte del comitato di redazione del Giornale degli Ingegneri e collabora con Ingenio nella divulgazione tecnico-scientifica sui temi della prevenzione e della sicurezza.
Con questo volume firma la sua sesta pubblicazione e prosegue un percorso editoriale e divulgativo che, negli anni, lo ha portato e continua a portarlo in convegni, fiere, incontri radiofonici ed eventi culturali, con un obiettivo costante: contribuire alla diffusione di una cultura della sicurezza sempre più consapevole e condivisa.
Rossella Montemurro

