Il Mediterraneo come grande laboratorio di storie, culture e nuovi linguaggi televisivi. È questo il filo conduttore di Matera Fiction, la manifestazione che dall'11 al 16 ottobre trasforma la Città dei Sassi in un punto d'incontro della serialità internazionale, tra...

Lo sapevate che ci sono i bambini-piccoli e i bambini-grandi? E che i bambini-grandi siamo in fondo tutti noi, gli adulti che sotto i volti seriosi e segnati nascondono invece tutte le fragilità, le paure ma anche i sogni e l’entusiasmo dei bambini-piccoli?
Lo spiega bene, in un romanzo bellissimo – probabilmente il suo più bello – e destabilizzante la scrittrice Chiara Gamberale in Liberi tutti (Feltrinelli).
Lo stile è quello diretto, spiazzante, un po’ “bambinese” – “perché. Se sai il bambinese, vi assicuro che non c’è niente che a un bambino devi tenere nascosto in quella soffitta dove altrimenti un giorno, se non gli dai in tempo la chiave, si ritroverà bloccato per sempre, torturato dai fantasmi delle cose importanti che nessuno si è preso la briga di spiegargli – della scrittrice romana che presta la voce alla maestra Titti, docente di prima elementare nella scuola Rocco Carbone di Roma.
Sullo sfondo, una tragedia avvenuta cinque giorni prima, con “tutto quel sangue. Tutto. Quel. Sangue.” Titti lascia in sospeso ciò che è accaduto per entrare nell’intimità di ciascuna famiglia: convoca infatti i genitori e, con incredibile captatio benevolentiae, si addentra tra i segreti di ciascuno. Titti riesce a farli confidare, a farli aprire – fin troppo – come se fosse normale che una maestra conosca i lati più privati di ogni coppia genitoriale. E li racconta, è un fiume in piena, sa di unioni di facciata, famiglie che hanno vissuto lutti indicibili, tradimenti, problemi… Più di una psicologa, ha indaga nelle loro vite e lo fa per avere una chiave di lettura dei comportamenti dei bambini. C’è, infatti, chi è come se avesse un arbitro dentro di sé, alla ricerca affannosa della perfezione, chi è un bugiardo cronico, chi non si lascia sfuggire nulla, chi “sente” ogni cosa sulla propria pelle… I bambini-piccoli, insomma, sono la cartina tornasole del mondo dei bambini-grandi ed è proprio grazie a loro se vengono fuori quegli stereotipi che, purtroppo, sono il marchio di fabbrica della maggior parte delle famiglie. Ci sono i “Tuttobeeene”, famiglia che sembra invidiabile ma che se sotto sotto si guarda meglio, squarciando quel velo di “benessere”, si scopre essere piena di problemi; c’è la madre-single morbosamente legata alla figlia; c’è la coppia complementare e quella che, inconsapevolmente, trascura… Su tutte incombe, pesante, la voglia di comunicare dei bambini, troppo spesso trascurata e l’auspicio a non “trasformarsi in una persona a forma di una ferita”.
Da leggere, assolutamente, “per liberarci da quello che da troppo ci imprigiona”.
Chiara Gamberale è nata nel 1977 a Roma, dove vive. Con Feltrinelli ha pubblicato Per dieci minuti, Adesso, le nuove edizioni de La zona cieca e del suo esordio Una vita sottile, L’isola dell’abbandono, Come il mare in un bicchiere e Il grembo paterno. I suoi libri sono tradotti in sedici paesi. È autrice e conduttrice di programmi televisivi e radiofonici, come Io, Chiara e l’Oscuro, e del podcast Gli Slegati. Collabora con “La Stampa”, “7 – Corriere della Sera” e “Donna Moderna”. Ha ideato e dirige il festival Procida Racconta e la scuola di orientamento creativo CreaVità.
Rossella Montemurro

