Tra le mura del Colosseo, dove migliaia di spettatori si radunavano per assistere agli spettacoli più cruenti dell'antichità, si consumò secondo la tradizione uno degli episodi più sorprendenti mai tramandati: quello di Androclo e il leone. Androclo era uno schiavo...
In occasione della festa di San Francesco d’Assisi, il 4 ottobre, e nell’ambito delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte del Santo, l’artista materano Franco Di Pede propone una riflessione affidata alla materia e alla forma, attraverso tre opere che testimoniano il suo personale rapporto con la figura del Patrono d’Italia e con i valori della spiritualità francescana.
Al centro di questo percorso vi è il tufo, materiale profondamente legato alla storia, all’architettura e al paesaggio di Matera. Una scelta non soltanto estetica, ma fortemente simbolica: una materia povera, semplice, estratta dalla terra, che nell’opera di Di Pede diventa il tramite per evocare quella povertà francescana intesa non come privazione, ma come essenzialità, rinuncia al superfluo e rapporto autentico con il creato.
La prima delle opere è una rappresentazione della Porziuncola di Assisi, realizzata nel 2013 in tufo e ferro e successivamente donata dall’artista al MUSMA – Museo della Scultura Contemporanea di Matera. La piccola chiesa della Porziuncola, luogo profondamente legato alla vita di San Francesco e alla nascita dell’esperienza francescana, viene riletta da Di Pede attraverso materiali che appartengono alla sua ricerca artistica e, nello stesso tempo, alla cultura materiale della sua terra.
La Porziuncola viene trasformata da edificio a simbolo, luogo essenziale, luogo della scelta francescana, luogo dell’incontro con il sacro.
Alla stessa immagine l’artista è tornato nel 2024, realizzando una seconda opera dedicata alla Porziuncola, questa volta attraverso materiali come tufo, tufina e plexiglass. La ripresa dello stesso soggetto a distanza di undici anni testimonia una tensione alla ricerca continua che punta ad interrogare, attraverso la materia, il significato più profondo del luogo francescano.
In questo caso Franco Di Pede porta la piccola architettura francescana a una dimensione ancora più essenziale: una rappresentazione della Porziuncola come luogo minimo, umile e universale, nel quale la povertà francescana si fa scelta di essenzialità.
A completare questo percorso è “Tra cielo e terra”, opera del 2013 realizzata in tufo e ferro, nella quale il rapporto tra la dimensione terrena e quella spirituale diventa elemento centrale della composizione. Una composizione sobria nella quale Di Pede affida alla materia il senso di una tensione spirituale tra ciò che appartiene alla terra e ciò che tende al cielo. L’opera diventa così una metafora della spiritualità di Francesco: profondamente radicata nella terra e nella povertà, ma continuamente protesa verso Dio e verso il creato.Tre opere, dunque, accomunate dalla presenza del tufo e da una riflessione sulla figura di Francesco, ma capaci di sviluppare tre differenti modalità di incontro tra terra, materia e trascendenza.«Ho scelto il tufo perché è la materia della mia terra – spiega Franco Di Pede – una materia semplice, povera, che appartiene profondamente a Matera. Utilizzarla per rappresentare idealmente San Francesco significa per me mettere in relazione la sua scelta di povertà con una materia che nasce dalla terra e che, nel territorio materano, è stata utilizzata per costruire case, chiese e luoghi di vita. È una materia umile che può diventare arte senza perdere la propria identità».
Nella ricerca di Franco Di Pede, il tufo materano assume così una duplice valenza. È innanzitutto materia concreta, legata alla storia di Matera e alla sua millenaria cultura rupestre; ma diventa anche materia simbolica, capace di richiamare la semplicità e l’essenzialità che costituiscono uno dei nuclei fondamentali del messaggio francescano.
Il percorso artistico di Franco Di Pede diventa così anche un ideale dialogo tra Matera e Assisi, due luoghi nei quali la pietra e la materia hanno costruito nel tempo una parte fondamentale della memoria e dell’identità dei territori.
Nel celebrare l’800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, l’artista non ricorre all’iconografia tradizionale ma ne ricerca il senso attraverso la materia: una materia povera, locale, quotidiana, capace di riportare la riflessione alla terra, alla semplicità e alla responsabilità verso il creato.
È proprio nel dialogo tra cielo e terra, tra la spiritualità francescana e la materia del territorio materano, che le opere di Franco Di Pede trovano oggi una rinnovata attualità.
Le opere dedicate a San Francesco e, più in generale, la ricerca artistica di Franco Di Pede, hanno avuto nel corso degli anni una significativa presenza nel panorama espositivo nazionale e internazionale. Le opere qui richiamate sono state esposte in passato e continuano a essere presenti in musei e gallerie, in Italia e all’estero, entrando in dialogo con differenti contesti culturali e confermando la dimensione internazionale di una ricerca che mantiene tuttavia nella terra materana, nella sua pietra e nella sua cultura, uno dei propri riferimenti fondamentali.

