lunedì, 28 Settembre 2026

“L’adolescenza era così, era un vestito bucherellato e rattoppato. Un ragazzo non era ancora niente, era uno straccione, una specie di clown, uno che ancora non stava bene in nessun vestito.”

I chiaroscuri dell’adolescenza e i grandi temi che l’accompagnano – le incertezze, la costruzione di una propria identità, i primi amori, il bullismo… – sono, insieme alla musica, il filo conduttore di Lovers rock (De Agostini, collana Svolte diretta dal dott. Alberto Pellai), il nuovo romanzo dello scrittore Antonio Ferrara. Protagonista e io narrante è il 13enne Ugo. Vive solo con la mamma, rimpiange l’assenza del padre che li ha abbandonati e vive male questa assenza, la mancanza di una figura maschile nella quale identificarsi. Ha una passione fortissima per il canto, che però non è approvata né dalla madre né dagli amici, e una cotta per Laura. Vive su un’isola nella quale si conoscono tutti e tutti stanno alla larga dal Cannibale, uno strano personaggio che va in giro con una cassa da morto sulle spalle. Un giorno la madre gli regala un ukulele e per Ugo si apre un mondo: la musica è la via di fuga perfetta per le giornate pesanti dell’adolescenza, per il clima che si vive a scuola, con professoresse ottuse e poco empatiche e compagni che spesso danno sfogo alla propria perfidia. Ed è in questo contesto che, all’improvviso, Ugo si accorge che anche il Cannibale –  nella sua quotidianità in apparenza al limite, in un garage nel quale brucia formiche con l’alcol – prova il suo stesso amore per la musica.

“Per strada, rientrando a casa, pensai che nella vita ci voleva qualcuno che ti spingesse a trovare il coraggio di essere te stesso, essere libero, ormai l’avevo capito. E mi sembrava anche di aver capito che per essere libero dovevi sempre perdere qualcosa – o qualcuno. Non era facile, anzi era doloroso, ma era così che funzionava. Forse.”

Nessuno approva questa amicizia, questo scambio allievo/maestro sulle note dei successi rock degli anni Ottanta. Eppure per Ugo significa poter contare su una figura paterna, confidarsi, avere un porto sicuro.

“Ascoltavo, guardavo il mare e m’immaginavo da grande cosa mi sarebbe capitato, che cantante sarei diventato, e leggevo nelle onde tutto l’irrequieto che avevo dentro e che ogni tanto mi agitava.

Era bello parlare insieme a qualcuno che conoscesse la mia stessa lingua. E che la conoscesse mille volte meglio di me”.

Lovers rock è un romanzo delicato, una storia sulle difficoltà di crescere “dal punto di vista maschile”. Ferrara, che è anche formatore nelle scuole, conosce bene l’universo adolescenziale e ha saputo dargli voce nel modo migliore.

Come ha scritto il dott. Alberto Pellai nella prefazione, “In Lovers rock c’è tutto quello che un adolescente vive quando va a cercarsi dentro una vita che a sua volta lo sta cercando. In questo gioco di nascondino e rincorse, avviene l’incontro sorprendente con Serafino, l’adulto che incarna ciò che impaura e attrae al tempo stesso, proprio come fa il futuro quando bussa alla porta del cuore degli adolescenti”.

Antonio Ferrara è un autore napoletano di narrativa per ragazzi. Scrive, illustra e lavora come formatore nelle scuole, e ha tenuto anche laboratori di scrittura nelle carceri. Nel 2012 ha vinto il Premio Andersen con Ero cattivo, nel 2017 il Premio Cento con Il fiume è un campo di pallone, nel 2018 il Premio Bancarellino con Pusher, nel 2020 il Premio Gigante delle Langhe con Vivavoce.

Rossella Montemurro

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