domenica, 27 Settembre 2026

Sabato 26 settembre l’antico rito di luce e di musica ha trasformato il Sasso Barisano in un cielo di stelle. È tornato Matera Cielo Stellato®, promosso dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 e dal Comune di Matera nell’ambito del programma di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. In migliaia, tra cittadini e turisti, hanno seguito l’evento dagli affacci cittadini e dai vicoli del rione.

Allo squillo di tromba, 2026 candele hanno illuminato strade e scalinate grazie alla straordinaria collaborazione di 45 associazioni cittadine, di 728 residenti del Sasso Barisano e del Piano, insieme a 86 strutture ricettive, 32 attività di ristorazione, 16 esercizi commerciali, 6 botteghe artigiane e 5 società. Per una sera il rione ha rinunciato a 2500 luci elettriche, comandate da mille interruttori, e si è affidato alle 2026 fiamme accese una a una. Visto dall’alto, il Barisano è apparso come un cielo stellato.

L’usanza è documentata a Matera dalla metà del Quattrocento e si accompagnava alle visite di personaggi illustri. Nel Cinquecento Leandro Alberti descrive il banditore che al tramonto ordinava a ogni famiglia dei Sassi di esporre un lume davanti casa: dalla parte alta della città sembrava di avere il cielo sotto i piedi. Le ultime notizie risalgono ai primi dell’Ottocento. Il rito è tornato nel Barisano nel 2013 da un’idea di Francesco Foschino, negli anni della candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura. Nel 2019 i lumi si sono accesi per la cerimonia inaugurale, nel 2021 e nel 2022 nella notte di San Lorenzo e lo scorso settembre sono tornati nel Barisano per salutare l’arrivo della Capitale Mediterranea. Da quell’edizione Matera Cielo Stellato® si tiene ogni anno, l’ultimo sabato di settembre.

Sul sagrato della Cattedrale, in Piazza Duomo, l’Associazione Corale Cantori Materani, diretta da Alessandra Barbaro, e il Coro della Polifonica Materana Pierluigi da Palestrina, diretto da Carmine Antonio Catenazzo, hanno intonato canti della tradizione materana, rielaborati per coro, accanto a brani in spagnolo, francese, ebraico e arabo e nei dialetti napoletano, sardo e siciliano. Sono lingue che portano nel lessico e nelle cadenze secoli di scambi tra i popoli del Mediterraneo. I due cori si sono alternati come in un dialogo a distanza e si sono riuniti nel brano conclusivo, An Irish Blessing. Tra l’uno e l’altro si è inserita la voce di Badrya Razem, cantante italo-algerina e docente di Canto Jazz al Conservatorio Cilea di Reggio Calabria, che con le sue inflessioni microtonali ha legato i passaggi del percorso musicale. Razem ha aperto il programma con la ninna nanna palestinese Yumma Mwel el hawa e ha eseguito poi l’Ave Maria in lingua araba.

Dalla Polifonica sono arrivati il canto popolare materano La Candenére, la tarantella napoletana Cicerenella, Luna di Michele Turnu, E si fussi pisci nell’elaborazione di Luciano Berio, Esta tierra di Javier Busto e Canto di fraternità, costruito su una melodia ebraica. I Cantori Materani hanno portato due pagine della tradizione cittadina elaborate da Damiano D’Ambrosio, Cupa cupa e la ninna nanna U ‘llup s’è manget la pichiredd. A queste si sono aggiunti il canto sardo A Diosa, Santa Lucia luntana, la chanson rinascimentale Je ne l’ose dire di Pierre Certon e Le voci del creato, musicata da Saverio Mercadante su versi di Silvio Pellico.

“Per un’ora il Sasso Barisano ha spento le luci elettriche per accendersi di una luce diversa, quella delle fiaccole e delle candele”, ha dichiarato il Sindaco di Matera Antonio Nicoletti. “Ha restituito così a cittadini e visitatori un’immagine di Matera suggestiva e poetica, ma anche autentica, se si pensa a quanto sia antica questa tradizione. Proprio per questo abbiamo scelto di recuperarla e di farne un appuntamento fisso, anno dopo anno, simbolo di identità e condivisione”. Il Sindaco ha poi aggiunto: “Come un anno fa, anche questa sera l’atmosfera è stata accompagnata dalla musica e dalle voci di diverse tradizioni del Mediterraneo. È un nuovo momento in cui Matera, Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, si apre all’incontro, alla conoscenza e alla condivisione tra popoli e culture. Grazie a tutti i residenti e agli operatori del Sasso Barisano che, spegnendo le proprie luci e accendendo le candele, hanno reso possibile questa magia”.

Simona Orsi, Assessore alla cultura, ha commentato: “Matera Cielo Stellato parla della nostra storia, ma ogni volta trova un linguaggio nuovo per dialogare con il presente. Quest’anno, accanto ai canti della tradizione materana, il programma mette in relazione repertori e lingue diverse, dal napoletano al sardo e al siciliano, dallo spagnolo al francese, dall’ebraico all’arabo. Sarà un vero percorso di ascolto, nel quale le differenze non vengono semplicemente accostate, ma diventano parte di un unico racconto. È proprio questa la dimensione culturale che vogliamo valorizzare nel 2026: una Matera consapevole delle proprie radici e capace di riconoscersi in una storia mediterranea fatta di scambi, contaminazioni e incontri”.

“Matera Cielo Stellato è un rituale di accoglienza che ben rappresenta lo spirito della nostra Capitale mediterranea” ha affermato Rita Orlando, Direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019. “Per questa edizione abbiamo scelto di affidare l’accompagnamento performativo a due cori storici che custodiscono il repertorio tradizionale e che, con maestria, hanno saputo aprirsi alla sperimentazione: un intreccio di canti dialettali e sonorità che sono patrimonio comune del Mediterraneo. Il nostro settore culturale continua a dimostrarsi pronto a raccogliere nuove sfide e ad elevare la qualità dell’offerta, valorizzando quella matrice radicata nel mare nostrum da cui attingere per creare nuove produzioni”.

La Fondazione Matera Basilicata 2019 e il Comune di Matera ringraziano l’Arcidiocesi di Matera-Irsina e la parrocchia di San Giovanni Battista, il Parco della Murgia Materana, la Soprintendenza di Basilicata, la Fondazione Sassi, La Porta dei Parchi e Oltrelarte. Un ringraziamento va alla Polizia locale per il presidio degli accessi, agli steward e ai Volontari Open Culture 2019 per l’assistenza al pubblico, a City Green Light per lo spegnimento della pubblica illuminazione, ai tecnici del service per l’amplificazione, alla Cosp per lo smaltimento delle candele e all’ingegner Alessandra Pierucci per il piano di sicurezza. Un grazie anche ai giornalisti che hanno raccontato la serata e a chi ne ha condiviso immagini e parole sui social.

Sono 45 le associazioni che hanno curato l’illuminazione del rione e che si occuperanno anche della raccolta delle candele: AIGA Associazione Italiana Giovani Avvocati di Matera, Alma Calcio asd, Altra Spesa, Amabili Confini, Amici del Borgo, ANMIC Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili, Associazione di Quartiere Lanera, Casa Netural, Ceas il Carrubo, Centro di Educazione Ambientale Mario Tommaselli, Amici del Cea, CSV Centro Servizi Volontariato, CISOM Ordine di Malta gruppo di Matera, Culture Lucane, Drop Four Peace, Ergghiò, Fede e Tradizione, Gruppo Informale Tiziana & co., GTA Guide Turistiche Abilitate di Basilicata, Intercultura centro locale Matera, Io sto con te, La Lupa, Le Sciarpe rosa LILT, Lega Navale Italiana sezione Matera Magna Grecia, Matera Letteratura, Materacqua, Mt Europe, Muv Museo Virtuale della Memoria Collettiva, Onyx Jazz Club, Ordine dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Matera, Protezione Civile Gruppo Lucano, Raggio di Sole odv, Risvolta, Rotary Club Matera, Scout Agesci 3, Spazio Casa Teatro, Sportivamente asd, Gruppo spontaneo Quelli del Mercoledì, Stella Polare, Tourpass.it, UISP Matera, Vecchio Cuore biancazzurro Curva Sud, Verde Colle Timmari, Virtus Matera pink asd, Volontari odv 2019.

Nato da un’idea di Francesco Foschino, Matera Cielo Stellato® è un marchio registrato da Francesco Foschino, Vito Cappuccio e Saverio Tarasco, che ne firmano la cura scenografica.

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