venerdì, 16 Ottobre 2026

Allarme carburanti, vertice in Prefettura a Matera

Si è tenuta questo pomeriggio presso il Palazzo del Governo una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduta dal Prefetto, Maria Carolina Ippolito, al fine di esaminare la situazione legata all’emergenza carburanti. All’incontro...

Bardi “spiega” i 25 milioni per l’agricoltura

Il Presidente Vito Bardi precisa che un pacchetto complessivo di 25 milioni di euro è destinato a sostenere le imprese agricole lucane tra risposte immediate all’emergenza e interventi a medio termine. È il quadro finanziario complessivo delineato dalla Regione...

Arriva per la prima volta in chiaro, in prima tv su La7, la serie cult Chernobyl, ispirata all’incidente nucleare occorso nel 1986 nell’Ucraina allora Sovietica. In onda da oggi, 18 giugno, alle 21.15 su La7, dopo l’esordio dello scorso anno su Sky Atlantic, la serie in tre puntate racconta l’accaduto a partire dal momento dell’incidente: durante un test, esplode il reattore numero 4 della centrale nucleare ucraina di Chernobyl, situata a pochi chilometri di distanza dal confine con la Bielorussia.

All’alba del 26 aprile 1986, all’01:23:40, Aleksandr Akimov preme l’interruttore per l’arresto di emergenza del quarto reattore nucleare di Chernobyl.
 
Quel gesto costringe alla permanente evacuazione di una città e sancisce l’inizio di un disastro nucleare che ha segnato la storia del mondo e il destino dell’Unione Sovietica. Seguiranno decenni di storie contraddittorie, esagerate e inesatte.
Chernobyl 01:23:40 (Salani) di Andrew Leatherbarrow è il risultato di cinque anni di ricerca, è un resoconto accessibile e completo su quel che accadde realmente. Dalla disperata lotta per evitare che il nucleo di un reattore in fiamme irradiasse l’Europa, al sacrificio e all’eroismo degli uomini che raggiunsero le zone colpite da un tale livello di radiazioni che gli strumenti non riuscivano nemmeno a registrarlo, fino alla verità sui leggendari ‘liquidatori di Chernobyl’, passando dal processo portato a termine dall’URSS e dalle relative bugie. La narrazione storica si alterna al racconto del viaggio dell’autore nella città ucraina di Pripyat, ancora abbandonata, e nell’estesa Zona di esclusione di Chernobyl. Un reportage completo che comprende fotografie dell’attuale paesaggio di Pripyat e che si legge come un romanzo.

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