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Un 2026 ricco di progetti per l’Eledorado Ranch Asde di Matera. Lamacchia: “Il cavallo strumento di sviluppo sostenibile, verde e resiliente”
Nel 2025 ha organizzato con successo il “Matera Haflinger Festival” coinvolgendo l’Anacrhai, i rappresentanti delle istituzioni, gli allevatori, i veterinari, addestratori, cavalieri, agonisti ed esperti di turismo equestre.
Per l’anno ormai alle porte, il dott. Emanuele Lamacchia – medico veterinario, istruttore e giudice federale equitazione western Fitetrec, membro della Commissione Tecnica Centrale Anacrhai Haflinger Italia, Presidente e Quadro tecnico Eledorado ranch Asde – nel suo Eledorado Ranch Asde ha progetti ancora più ambiziosi, tutti che vedono protagonista la filiera cavallo: “Abbiamo capito – spiega – che il cavallo può giocare un ruolo fondamentale nel life coaching e nel mindful set di cui tanto si sente parlare in questo periodo. Ci siamo formati e presto inizieranno i nostri percorsi dedicati: il cavallo, nella sua natura ed etologia, può aiutare a conoscere meglio se stessi e ad affrontare meglio le varie difficoltà della vita”.
Il dott. Lamacchia ha le idee chiare: “Abbiamo deciso di riportare al centro il cavallo, restituendogli la dignità che merita e il giusto utilizzo nel rispetto della sua natura e del suo benessere. Deve essere lui il perno delle nostre attività, un animale così nobile non può essere ridotto a strumento di videomaking o semplice contenuto per fare like. Deve invece ritornare a essere compagno di avventura, collega di lavoro, strumento di ricerca di benessere, guida nell’esplorare posti nuovi: in sostanza, strumento di sviluppo sostenibile, verde e resiliente”.
Per l’Eledorado Ranch Asde di Matera questo è stato un anno di transizione in cui si è pensato soprattutto a riorganizzarsi e a migliorarsi per il futuro, rimodulando la propria attività e riponderando i propri obiettivi: “Abbiamo cercato di capire quale avrebbe potuto essere il nostro ruolo ai fini di un concreto e reale sviluppo sostenibile della nostra terra, e di un sincero e leale aiuto ai nostri giovani.
Abbiamo realizzato che, ancora una volta, il nostro credo e la nostra passione ci portano ad andare contro corrente in un periodo in cui l’unico interesse generale sembra quello di apparire il più possibile, sempre e comunque, anche all’interno del mondo dell’equitazione. Un mondo in cui, purtroppo, non conta più il progetto, l’intento e la concretezza del percorso ma in cui ci si svende senza alcuna riflessione e senza nessun minimo ripensamento alla corsa spasmodica del chi pubblica di più, con più frequenza e con più follower – anche se dietro di concreto ormai non c’è più niente.
Si è arrivati a pubblicare eventi, presentazioni, dimostrazioni relative al mondo equestre in cui non era presente nemmeno un cavallo! Sembra di ascoltare la famosa canzone di Jannacci in cui a fare il palo di una rapina avevano messo un cieco….
In questa situazione di sterile e convulsiva iperproduzione di visibilità, da sempre visionari, abbiamo deciso di rallentare, studiare, analizzare e cercare di comprendere quale possa essere oggi, nel nostro contesto sociale ed economico, il ruolo reale, utile e concreto di un’associazione sportiva equestre come la nostra.
Abbiamo deciso di rimettere al centro il cavallo e la buona equitazione. Abbiamo deciso di ripartire in modo ancor più serio dall’educazione dei giovanissimi, invitandoli fin da subito alla lentezza, al concreto rispetto dell’animale, al piacere di vivere la natura e all’attitudine a rispettare il proprio ruolo e quello degli altri per il benessere reciproco e il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati, aumentando l’autostima e migliorando il rapporto con il prossimo.”
Dalle parole del dott. Lamacchia traspare un’attenzione marcata ai valori che va in parallelo con le iniziative ormai consolidate dell’Eledorado Ranch Asde: le attività canoniche dell’Associazione con la scuola federale, il rilascio patentini e brevetti riconosciuti Coni, l’attività di equiturismo con nuovi itinerari e nuove attività per gli ospiti: “Per il 2026 è che ci proponiamo come trait d’union tra i vari protagonisti di quella che abbiamo definito “filiera cavallo”. Abbiamo già iniziato a tracciare tematiche e percorsi comuni che diventeranno presto progetti in vari ambiti del mondo equestre per portare in primo piano il cavallo, la buona cultura equestre e per rafforzare l’idea della possibilità di uno sviluppo diverso e sostenibile per un futuro sicuramente migliore!”
Foto in copertina Martina Riva
Rossella Montemurro

