martedì, 30 Giugno 2026

Al via la 15esima Edizione del Premio Moda Matera 2026

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“Donne e tecnologie emergenti”: le opinioni di Patrizia Minardi, direttrice della Fondazione Sassi e fondatrice del Soroptimist Club International di Matera e Antonella Corbacio, studentessa dell’Istituto del Design

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Prosegue, nell’incantevole scenario di Palazzo Malvinni Malvezzi, la rassegna organizzata dall’associazione Amabili Confini, dedicata ai traduttori e alle traduttrici dei classici della letteratura o di quelle opere della narrativa contemporanea appartenenti al cosiddetto “canone letterario”. “Si entrerà nel vivo delle storie e si scopriranno gli aspetti peculiari del lavoro di traduzione, un viaggio periglioso ma strabiliante dalla lingua di partenza a quella di arrivo” – afferma il direttore artistico Francesco Mongiello.

Giovedì 14 settembre alle 18:30, l’ospite del secondo appuntamento, Daniele Petruccioli, parlerà di 1984 di George Orwell, in un monologo dal titolo “La traduzione come distopia”. Il romanzo, pubblicato nel 1949, è considerato un’opera profetica che ha previsto con almeno cinquant’anni di anticipo cosa sarebbe successo con l’avvento di un mondo dominato dalla tecnologia.

L’incontro sarà introdotto da Rita Montinaro.

Daniele Petruccioli è nato e vive a Roma. Traduce da portoghese, francese e inglese. Insegna Traduzione Editoriale dal Portoghese e Teoria della Traduzione all’Università di Roma «Unint». Ha vinto i premi di traduzione «Luciano Bianciardi» 2010, «Annibal Caro» 2021, «Semeria casinò di Sanremo» 2022. Ha pubblicato i saggi Falsi d’autore. Guida pratica per orientarsi nel mondo dei libri tradotti (Quodlibet 2014), Le pagine nere. Appunti sulla traduzione dei romanzi (La lepre 2017), i romanzi La casa delle madri (TerraRossa 2020, nella dozzina dello Strega), Si vede che non era destino (TerraRossa 2023) e il racconto Sotto la città (Tetra- 2022).

1984 (sinossi). È guerra perpetua, nel mondo, tra Oceania, Eurasia ed Estasia. E Londra, capitale europea dell’Oceania, è una città in rovina, stremata dalla dittatura del Grande Fratello e dalla miseria. In questo scenario cupo e desolato, entrato ormai a pieno titolo nel nostro immaginario e nella cultura popolare, Orwell disegna il futuro della società moderna. La tragica ribellione di Winston Smith al Grande Fratello e la storia del suo amore per Julia sono lo specchio in cui Orwell riflette in modo lucido e senza sconti sul destino che potrebbe attendere un’umanità che ha fatto di tutto per eliminare se stessa: libertà personali controllate dall’autorità, storia e memoria riscritte e manipolate, e un linguaggio, unico baluardo di libertà, asservito al potere. Riproposto in una nuova traduzione, che ne restituisce le atmosfere cupe e allucinate e il linguaggio a volte brutale, 1984 è uno dei classici moderni più letti e citati, perché ci ricorda ancora oggi cosa può accadere quando l’esercizio del pensiero viene impedito e dire la verità diventa un atto rivoluzionario.

Qui, di seguito, il calendario degli incontri successivi della rassegna “Scrittori allo specchio”:

giovedì 21 settembre,“Il volto crudele della gente per bene”, a cura di Gaja Cenciarelli. Monologo su Un brav’uomo è difficile da trovare di Flannery O’Connor. Introduce l’incontro Selena Andrisani (associazione Amabili Confini);

giovedì 28 settembre,“Passi e pensieri in una giornata londinese. Giugno 1923”, a cura di Anna Nadotti. Monologo su La signora Dalloway di Virginia Woolf. Introduce l’incontro Agnese Ferri (associazione Amabili Confini);

giovedì 5 ottobre, “Una scatenata danza comica”, a cura di Marco Rossari. Monologo su Il circolo Pickwick di Charles Dickens. Introduce l’incontro Francesco Moro (associazione Amabili Confini);

Scrittori allo specchio” è realizzata con il patrocinio del Comune e della Provincia di Matera. Il programma completo della rassegna è online su https://www.amabiliconfini.it/scrittori-allo-specchio-2023/. L’ingresso a tutti gli appuntamenti sarà libero fino ad esaurimento posti. Le registrazioni delle dirette saranno disponibili sulla pagina facebook dell’associazione Amabili Confini.

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