lunedì, 9 Marzo 2026

Donato Telesca sul tetto d’Europa

Un successo fatto di muscoli, testa, cuore e determinazione. Il Presidente della Regione, Vito Bardi, accoglie con entusiasmo la notizia dell’ennesima impresa dell'atleta di Pietragalla, Donato Telesca, neocampione europeo di sollevamento pesi nella categoria 80 kg...

Nel giorno in cui si celebra la Giornata internazionale della donna, la Fondazione Sassi richiama l’attenzione sul tema della parità di genere e delle disuguaglianze ancora presenti nella società contemporanea promuovendo un momento di confronto pubblico. L’appuntamento è fissato per mercoledì 19 marzo alle ore 17.00, nella sede di Matera della Camera di Commercio della Basilicata, con l’incontro dal titolo “Stereotipi, disuguaglianze, violenze di genere”.

Se la Costituzione italiana, all’articolo 3, sancisce l’uguaglianza senza distinzione di sesso, e all’articolo 37 tutela il lavoro femminile in condizioni di parità, la realtà quotidiana restituisce ancora un quadro segnato da divari salariali, minore partecipazione femminile al mercato del lavoro e persistenti stereotipi culturali.

L’incontro intende analizzare il gender gap da una prospettiva giuridica e sociale, con il contributo di Danilo Staffieri, consigliere della Terza Sezione Penale della Corte d’Appello di Bari, Ivana Pipponzi, consigliera regionale di Parità della Basilicata, e Patrizia Minardi, componente del Comitato Pari Opportunità Soroptimist International e direttrice della Fondazione Sassi. Nel corso dell’appuntamento sarà presentato anche il volumetto “Pillole di Po”, raccolta di riflessioni dedicate ai temi della dignità, della giustizia e dell’uguaglianza.

Anche questo momento si colloca nel percorso che accompagna Matera verso il 2026 come Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, riconoscimento che richiama la città a un ruolo attivo nella promozione di una cultura della parità e del rispetto.

«La parità non è una conquista definitiva ma un processo da difendere ogni giorno  – afferma la dottoressa Patrizia Minardi, direttrice della Fondazione -. È scritta nella Costituzione, ma rischia di restare principio astratto se non viene tradotta in scelte concrete, culturali e istituzionali. Gli stereotipi irretiscono le opportunità, limitano le carriere, talvolta alimentano violenza. L’8 marzo non è una ricorrenza retorica, è un richiamo alla responsabilità collettiva».

Due linguaggi diversi – la testimonianza e l’analisi giuridica – per un unico obiettivo: ricordare i diritti conquistati dalle donne e rinnovare l’impegno a renderli effettivi nella vita sociale, economica e istituzionale del Paese.

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