lunedì, 9 Marzo 2026

Donato Telesca sul tetto d’Europa

Un successo fatto di muscoli, testa, cuore e determinazione. Il Presidente della Regione, Vito Bardi, accoglie con entusiasmo la notizia dell’ennesima impresa dell'atleta di Pietragalla, Donato Telesca, neocampione europeo di sollevamento pesi nella categoria 80 kg...

“Quando tornava in stanza, Dennis mi abbracciava come fossi una splendida sorpresa, un segreto da custodire, e allora non me ne importava più niente del mondo là fuori, perdeva ogni attrattiva rispetto al mio confinamento, mi sembrava quasi un privilegio quel senso di attesa che poi sarebbe diventato la mia tortura.”

Dennis May, diventato attore e regista di culto grazie al discutibile film Lark, è morto. Per S., cameriera 35enne, questa notizia – che per i più ha un semplice valore mediatico – è sconvolgente: lei, con Dennis, ha vissuto una storia strana, è stata la sua amante (una tra tante?) ma anche la sua vittima. Un divo – lei ne conserva i messaggi in un vecchio Nokia, e custodisce in cantina – tra “una collezione degli orrori” – anche una locandina autografata di Lark: per S., appunto, era un divo nonostante le stroncature ai suoi film, le dichiarazioni imbarazzanti alla stampa e gli atteggiamenti palesemente ostili nei suoi confronti. Nonostante la violenza.

Non scrivere di me (Einaudi) di Veronica Raimo è la storia, intima e contraddittoria, di un autoinganno. S. ha continuato ad aspettare Dennis fin quando, poi, è morto. Avrebbero dovuto andare insieme al Festival del cinema di Venezia, sarebbe stata il suo “+ 1”, aveva comprato un vestito per l’occasione, aveva architettato il viaggio trovando una scusa sufficientemente credibile per Gionata, il suo ragazzo, e poi, senza una spiegazione plausibile, Dennis le aveva detto di voler rimanere solo. Nell’attesa di un ritorno di Dennis, la vita di S. è andata avanti quasi a tentoni, priva di legami seri, senza progetti. Con la sua morte, S. incomincia ad andare a ritroso, ripercorrendo una relazione – che probabilmente non è mai esistita – nella quale è stata umiliata e ha fatto solo rinunce. È impietosa con sé stessa quando ricorda, eppure è come se non se ne rendesse conto e spettasse al lettore, testimone inconsapevole, tirare le fila di una storia – una tra tante – nella quale una donna è stata trattata alla stregua di un oggetto. Lo stile della Raimo è pungente, talvolta ironico, ma toglie il fiato quando diventa narrazione della violenza subita. Dennis si trasforma in un uomo spregevole, eppure S. vive (sopravvive) in una bolla, indifferente a ciò – affetti, amicizie – che la circonda. Eccetto Dennis.

“Ricordo tutto. Il corpo, l’odore, il piacere. La luce molto chiara della stanza. Perfetto bilanciamento del bianco. Un cesto di frutta fresca che sembrava pronto per uno still life. Le lenzuola di cotone tesissime, immuni all’attrito. Non avevo mai fatto l’amore in un albergo, figuriamoci in un albergo di lusso. Il mio nome in una pausa di silenzio, il mio nome con l’accento americano. Lo stupore e la commozione. Un pensiero semplicissimo: sono innamorata. Fin troppo semplice. Essere innamorata per la prima volta. Essere chiamata per la prima volta. La verità di quella scoperta, essere innamorata in una lingua straniera. Mi veniva da piangere. Posso tornare lì anche ora. È tutto presente, vivido, come le coese che non esistono più, e per questo esistono, sempre. Presenti, vivide. Un tempo fuori dal tempo, un tempo che non fa parte della storia. Un tempo immodificabile. Posso tornare lì quando voglio, e questa cosa mi devasta. Se torno lì, non è cambiato niente. Non devo farlo, ma posso farlo.”

Non scrivere di me può essere definito solo in un modo: inquietante e bellissimo.

Veronica Raimo è nata a Roma nel 1978. Scrittrice e traduttrice, collabora con diverse testate. Ha tradotto, tra gli altri, F. Scott Fitzgerald, Octavia E. Butler, Ray Bradbury e Ursula K. Le Guin. Per Einaudi ha pubblicato il romanzo Niente di vero (2022 e 2024, Premio Strega Giovani, Premio Viareggio Rèpaci, longlisted all’International Booker Prize), tradotto in diversi paesi, la raccolta di racconti La vita è breve, eccetera (2023 e 2025, Premio Chiara, Premio Scuola Karenin, Premio Fucini), e Non scrivere di me (2026). Ha scritto i romanzi: Il dolore secondo Matteo (minimum fax 2007), Tutte le feste di domani (Rizzoli 2013) e Miden (Mondadori 2018), uscito in UK, Usa e Francia. Nel 2019 ha scritto il libro di poesie Le bambinacce con Marco Rossari (Feltrinelli). I suoi racconti sono apparsi su diverse antologie e riviste, sia in Italia che all’estero. Ha cosceneggiato il film Bella addormentata (2012) di Marco Bellocchio. Si occupa di giornalismo culturale per diverse testate. Ha tradotto dall’inglese, tra gli altri: Francis Scott Fitzgerald, Octavia E. Butler, Ray Bradbury. Per Einaudi ha pubblicato Niente di vero (2022, Premio Strega Giovani e Premio Viareggio-Rèpaci sezione Narrativa, e 2024), tradotto in diversi Paesi, e La vita è breve eccetera (2023 e 2025, Premio Chiara e Premio Scuola Karenin).

Rossella Montemurro

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