domenica, 29 Marzo 2026

Studenti e docenti dell’Istituto Comprensivo Semeria Minozzi Festa di Matera incontrano il primo aprile il campione paralimpico di nuoto Marco D’Aniello in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo

In occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo (2 aprile), per sensibilizzare gli alunni sul Disturbo dello Spettro Autistico, mercoledì 1 aprile alle 9, il plesso di Semeria dell'I.C. "Semeria-Minozzi-Festa" di Matera ospiterà l'atleta...

È raccapricciante leggere Nobody’s Girl. La mia storia di sopravvivenza in nome della giustizia  (Bompiani, traduzione di Studio editoriale Littera – Elena Cantoni, Rachele Salerno, Lucia Visonà, Roberta Zuppet) l’autobiografia di Virginia Roberts Giuffre, la donna nota come la vittima di Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell: ce la ricordiamo tutti, la sua foto – era appena diciassettenne, un sorriso smagliante a mascherare l’orrore che subiva – con il principe Andrea ha fatto il giro del mondo. Nell’aprile di quest’anno Virginia, attivista in difesa delle vittime di traffico sessuale, si è tolta la vita a soli 41 anni, lasciando tre figli.

“Il peso degli abusi è così pesante che per Virginia è diventato insopportabile gestirlo”, aveva dichiarato la sua famiglia. Perché se è vero che per l’opinione pubblica internazionale il nome di Virginia si associa a quello di Epstein e Maxwell, solo leggendo Nobody’s Girl ci si accorge che lei, fin da piccola, aveva vissuto un inferno già tra le mura domestiche, subendo abusi e violenze dal padre e da amici della famiglia d’origine. La madre alcolizzata e anaffettiva non la protegge come avrebbe dovuto ma la definisce ingestibile rinchiudendola in un centro di riabilitazione. Da un inferno a un altro, per la piccola Virginia, che quando riesce a fuggire cade nelle mani di nuovi sfruttatori, subendo altri abusi. La passione per i cavalli è l’unica cosa che la rasserena.

È davvero difficile andare avanti nella lettura del memoir che non contiene solo le accuse contro Epstein e il principe Andrea – che ha negato di averla abusata quando era minorenne e ha evitato il processo pagando un cospicuo risarcimento. Ceduta da Epstein e Maxwell ad altri uomini potenti, Virginia, oltre alle violenze, ha spesso sfiorato la morte. Accadeva negli incontri con un “primo ministro”, del quale non svela il nome – “mi strangolò ripetutamente fino a farmi perdere i sensi (…)” –, tanto che scongiurò, invano, Epstein di non mandarla più da lui.

“Il resoconto personale di Virginia del suo periodo nell’or­bita di Epstein e Maxwell è suffragato da migliaia di pagine di documenti processuali, comprese le deposizioni giurate e i registri di volo di Epstein. Questi contenevano nomi e cognomi di molti degli uomini con i quali Virginia è stata costretta ad avere rapporti”, scrive la coautrice Amy Wallace.

A diciannove anni, la fuga dal controllo del magnate americano e una nuova vita. A lungo indifesa e sostanzialmente sola, Virginia ha dimostrato un coraggio incredibile nel voler metter nero su bianco il suo vissuto. Lo ha fatto per aiutare altre donne, e lottare per un mondo più giusto e più sicuro.

Rossella Montemurro

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