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“Dodici pastelli inediti e forse inattesi che, pur emergendo dal presente degli anni Ottanta, condensano l’intero arco evolutivo della sua poetica, incrinando la patina della consuetudine come se, nel ritrarre i ragazzi degli anni Ottanta, Guerricchio tornasse ad ascoltare la voce lontana del proprio passaggio nel mondo. È un Ginetto insolito, ironico e intimo, energico che si rivolge non più ai simboli eterni della maternità o della civiltà contadina, bensì ad un tempo transitorio: all’adolescenza, quindi.”
Con queste parole la storica dell’arte Milena Ferrandina descrive la mostra “I ragazzi di via Roma” di Luigi Guerricchio, inaugurata questa sera nello storico Studio Arti Visive fondato dall’artista materano Franco Di Pede.
L’esposizione, curata da Giuseppe Miriello e Michele Saponaro, è promossa dall’Archivio Luigi Guerricchio, portato avanti con dedizione e impegno da Antonio Guerricchio.
La mostra, nel trentennale della scomparsa dell’artista, nasce nel solco dell’insegnamento di Bruno Munari, autore del libro Da cosa nasce cosa, come precisa il co-curatore Michele Saponaro: “La celebre citazione chiarisce bene l’origine e il senso di questa mostra, nata non da un progetto espositivo preordinato, ma da una concatenazione di gesti concreti, di attenzioni e di scelte che hanno progressivamente preso forma. L’occasione iniziale è stata la realizzazione di un piccolo calendario da scrivania, concepito come gadget aziendale da Miriello, che da anni lavora su questo genere di edizioni per diverse realtà produttive”.
I pastelli sono stati realizzati negli anni in cui Matera conosce profondi mutamenti del proprio tessuto urbano e sociale: i ragazzi sono colti nei momenti del passeggio e dello stare insieme, testimoni silenziosi di un tempo di transizione.
“Le opere di Luigi Guerricchio dedicate agli adolescenti, forse anche un po’ legate al ricordo dei suoi allievi, – sottolinea Ferrandina – documentano con attenzione i gesti, le posture e le interazioni dei giovani, cogliendo momenti sospesi che restituiscono la complessità di transizione tra infanzia e adolescenza. I corpi, rappresentati con precisione e partecipazione, non sono considerati come singoli individui, ma come elementi di un fenomeno collettivo che riflette le trasformazioni sociali e culturali del tempo.”
Per il sindaco della città dei Sassi, Antonio Nicoletti, “questa mostra riporta Matera a guardarsi nello specchio della propria memoria, attraverso l’opera di un artista che ha saputo raccontarla con sensibilità profonda e sincero affetto”.
Questi i titoli delle opere esposte: Ci siamo tutti, Le due ragazze, L’incontro, Il tuo sorriso, La vittoria, La ragazza del panino, Bagnanti, Il tuo sguardo, Oltre la luna, Con lo zaino, Il rock, Io canto.
La mostra si avvale del patrocinio morale del Comune di Matera e della Ferrandina, autrice del saggio critico pubblicato nella plaquette-catalogo, che contiene anche una poesia inedita di Roberto Linzalone, amico fraterno di “Ginetto”.
Hanno reso possibile “I ragazzi di via Roma”: Franco e Cosimo Damiano Di Pede, che hanno condiviso sin dal primo momento il progetto espositivo; gli autori delle fotografie storiche riferite a quegli anni: Elio Arico (per concessione dello Studio Arti Visive), Francesco Cappiello, Vito Michele Di Lecce, Giuseppe Maino, Michele Masciandaro, Roberto Paolicelli (su indicazione di Emanuele Giordano); Francesco Adorisio per la grafica e l’impaginazione; Selecta per gli allineamenti cromatici; Centrostampa per la stampa dei calendari e della plaquette-catalogo, edita da Libri a Km Zero; Bottega d’Arte per la fornitura delle cornici; e, non ultimi, i ragazzi del servizio di accoglienza alla mostra: Marco Amendolagine, Francesca Destena, Noemi Scarano.
Si può visitare “I ragazzi di via Roma” in orario pomeridiano fino a martedì 24 febbraio 2026, dalle ore 17.00 alle 20.30. Ingresso libero.
Rossella Montemurro

