sabato, 14 Febbraio 2026

“Non esiste chi è superiore e chi è inferiore, basta essere veraci, essere se stessi e accettarsi per quello che si è.” È stato il nuotatore paralimpico di Taranto Marco D’Aniello – campione nazionale, noto per la sua storia di forza e resilienza nel superare l’autismo grazie allo sport – il testimonial d’eccezione, dell’avvio del progetto sperimentale previsto da un innovativo protocollo di collaborazione già sottoscritto tra la Questura di Barletta-Andria-Trani e l’O.d.V. Gruppo di Volontariato e Protezione Civile dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato – sezione di Barletta, insieme ai partner Work-Aut, AIPD Barletta, Fondazione Pugliese per le Neurodiversità e Centro Zenith di Andria.
Il progetto consente a giovani con disabilità, accompagnati da tutor qualificati, di svolgere attività di accoglienza e orientamento al pubblico negli uffici aperti ai cittadini: l’obiettivo è promuovere l’inclusione sociale, l’autonomia e la partecipazione attiva, migliorando al contempo l’esperienza dell’utenza all’interno della Questura.

Grazie a questo progetto, “anche chi è speciale, chi non aveva un posto dove dimostrare le proprie capacità, oggi può farlo nel modo migliore, indossando una divisa, quella della Polizia di Stato, e aiutandoci nelle nostre mansioni”, ha sottolineato il questore della BAT Alfredo Fabbrocini.

La Polizia di Stato conferma così il proprio impegno nel garantire un modello di sicurezza partecipata, capace di valorizzare la dimensione umana e relazionale del servizio pubblico.

Marco si è avvicinato al nuoto ispirato anche dalla fiction “Come un delfino” e sostenuto dalla famiglia e dalla squadra Mediterraneo Sport. Ha conquistato numerosi successi, inclusi record italiani e medaglie internazionali, e ha raccontato la sua vita nel libro Il mio tuffo nei sogni (Altrimedia Edizioni, prefazione di Mara Venier) della giornalista e scrittrice Rossella Montemurro.

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