venerdì, 13 Febbraio 2026

“Cambio vita cercasi”, l’esordio brillante di Francesca Safina

Le persone che la circondano ama definirle a seconda del "cioccolatino interiore" che le contraddistingue: cremino, al latte con nocciola, al liquore, al pistacchio... Isabella Perfetti, psicoterapeuta, sembra la prima ad aver bisogno di aiuto: si ostina a portare...

Pensiamo alla possibilità di individuare il primo filo da tirare in una matassa aggrovigliata, o a un passe-partout in grado di aprire innumerevoli porte del nostro mondo interiore (se non avessimo questa chiave, lo guarderemo solo dal buco della serratura): le costellazioni familiari possono essere definite così. Si tratta di una tecnica che “consiste nel rappresentare situazioni e dinamiche attraverso persone (ma anche oggetti) che vengono chiamati rappresentanti. In questo senso sono come fotografie viventi che rivelano le intricate trame della nostra esistenza”.

A introdurci nel mondo affascinante e al tempo stesso complesso delle costellazioni è L’eco degli antenati. Guarire il passato, comprendere il presente, creare il futuro con le costellazioni familiari (Bompiani, illustrazioni di Darkam) di Valeria Curzio, direttrice del centro “Eco degli antenati” di Torino, che tiene in tutta Italia seminari ed eventi di costellazioni familiari e aziendali.

È una tecnica che consiste nel rappresentare situazioni e dinamiche attraverso persone (ma anche oggetti) che vengono chiamati rappresentanti. In questo senso sono come fotografie viventi che rivelano le intricate trame della nostra esistenza: “(…) La costellazione ha una regia (e un ufficio casting) che non sbaglia un ciak. Anche chi è molto rigido e resistente sarà perfetto, perché verrà chiamato a rappresentare qualcuno che ha esattamente quelle caratteristiche.

Possiamo dire che il rappresentante è come un diapason che è nella stessa frequenza di chi sta rappresentando, e inizia a vibrare anche se non viene colpito direttamente, e la nota emessa è quella giusta, sempre.

La costellazione familiare ha un linguaggio specifico che il costellatore comprende e può tradurre per chi si affaccia a questo strumento”.

Curzio evidenzia che “le rappresentazioni costellative sono sorprendentemente accurate, ma non sono solo istantanee di una dinamica; sono delle vere e proprie immagini viventi con cui possiamo interagire.

In questo senso le costellazioni sono anche un viaggio interiore verso l’integrazione, la consapevolezza e la guarigione”.

Secondo Bert Hellinger, considerato il padre delle costellazioni – è lui, sottolinea l’Autrice, ad averle rese “il cuore di uno sguardo del tutto nuovo che racchiude scienza, filosofia e misticismo” – “non sono solo una “tecnica” o uno strumento di indagine (pensate a un microscopio, per intenderci), ma sono diventate anche un vasto impianto teorico e metodologico (potremmo paragonarle alla microbiologia, che si serve del microscopio)”.

Le dinamiche inconsapevoli che si muovono nelle nostre relazioni; le lealtà familiari transgenerazionali; ciò che è nascosto alla nostra conoscenza, ma presente nell’inconscio collettivo come segreti, esclusioni, ingiustizie; aspetti di noi stessi che non riusciamo a vedere a causa delle nostre difese (ad esempio traumi, ferite, disequilibri sistemici…) sono solo alcuni dei movimenti interiori che possiamo riconoscere (con precisione quasi chirurgica, secondo Curzio) grazie alle rappresentazioni costellative.

Ricco di esempi concreti – racconti di genitori e figli, relazioni complicate e percorsi di crescita personale – e narrato con uno stile semplice e diretto, L’eco degli antenati riesce a catturare chi si accosta per la prima volta a questo argomento e, nello stesso tempo, ad arricchire quanti invece già lo conoscono: a volte basta cambiare prospettiva per riscrivere la propria storia.

Valeria Curzio, dottoressa in scienze della formazione, conduce e divulga le costellazioni familiari, sistemiche e spirituali. È ideatrice del podcast “Eco degli antenati” e del format “Ritagli” su YouTube, che hanno conquistato migliaia di appassionati in pochi anni. Ha fondato “Grembo sospeso” ed è formatrice del percorso “Il cerchio”.

Rossella Montemurro

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