giovedì, 13 Agosto 2026

Premio Siris 2026 all’Innovazione Tecnologica all’architetto Giuseppe Trabace: “Grande professionista e mente visionaria”. Tra i premiati anche la giornalista Sissi Ruggi, presidente dell’ODG Basilicata

Un Premio, dalle parole del sindaco di Episcopia Egidio Vecchione, che ha l’obiettivo di dar ulteriore valore alle eccellenze lucane “perché la lucanità la portiamo nel mondo, il lucano è una persona davvero laboriosa”. Si è svolta ieri la XIII edizione del Premio...

Ricordo di Antonella Pagano, poetessa e artista tutto tondo

Una poetessa e artista a tutto tondo che sorprendeva per i suoi versi delicati e autentici, l’innata vivacità artistica e l’entusiasmo contagioso. Antonella Pagano pugliese di nascita e materana di adozione si è spenta ieri mattina a Roma all’età di 72 anni. Autrice...

C’è anche Metaponto tra le 33 aree italiane esposte a particolare rischio di sommersione a causa di mareggiate.  Lo ha annunciato ieri a Taranto Giuseppe Mastronuzzi, geomorfologo dell’Università di Bari, coordinatore del gruppo di ricerca sulla morfodinamica delle coste, presentando “Start – Sistemi di rapid mapping e controllo del territorio costiero e Marino”, lo studio sulla fascia costiera italiana realizzato dai geomorfologi.
Secondo una stima, nel 2100 il livello del mare potrebbe alzarsi dai 16 centimetri a un metro e trenta.
“Adesso abbiamo lo strumento scientifico che permette di dire in maniera standard a tutte le amministrazioni del territorio quali sono i caratteri dinamici della fascia costiera, e quali i rischi rispetto ad erosione, mareggiate o addirittura di Tsunami come nel caso dell’Italia Meridionale. Per esempio sappiamo che con il manifestarsi di una mareggiata che abbia onde al largo di 6 metri di altezza lungo le coste del Golfo di Taranto la penetrazione del mare, in funzione della morfologia locale può arrivare sino a 15 metri dalla linea di riva”.

Anche Gilberto Pambianchi, presidente nazionale dei Geomorfologi italiani lancia l’allarme: “Ondazioni eccezionali sono sempre più frequenti e in continuo aumento lungo le coste italiane. Tali studi – ha dichiarato – sono provati dai profondi fenomeni di erosione e di inondazione della fascia costiera italiana che si materializzano con l’impatto sempre più frequente di ondazioni eccezionali legate ad eventi meteorologici estremi connessi al cambiamento climatico”.

“Il manifestarsi di precipitazioni intense sempre più concentrate – ha conluso Pambianchi – amplifica l’effetto delle mareggiate e quindi lungo la fascia si scarica l’energia del sistema marino e di quello continentale determinando condizioni di alluvionamento e di inondazione, come avvenuto nel recente passato lungo le coste della piana di Taranto e Metaponto, lungo le coste del Gargano, della Liguria e della Messinese in Sicilia”.

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