Ieri, sbato 28 marzo, presso la sala del Capitolo in Abazia a Montescaglioso si è svolta la premiazione di Martina Perrucci, atleta della Athena Ssd Cam allenata dal maestro Gino Clemente.L'atleta è stata premiata dall'assessore allo sport Pietro Buonsanti per la...
“Sono diventato l’agente dello spettacolo più importante d’Italia, racconto la mia storia perché ne ho viste tante e perché la mia vita è unica: nel bene e nel male, pur con tutti gli scontri, le cause legali, le litigate furibonde, pur con tutte le soddisfazioni, i successi, le gioie.”
Vulcanico, professionale, carismatico ma soprattutto molto umano: è questo il ritratto che viene fuori di Lucio Presta – noto manager che on la sua agenzia Arcobaleno Tre, ha gestito gli interessi di alcuni dei volti più noti della televisione italiana – nella sua autobiografia L’uragano. Sole, fulmini e saette (Piemme).
Ex ballerino – ha infatti partecipato a diverse edizioni di trasmissioni popolari come Fantastico – ha poi intrapreso la carriera manageriale, diventando in breve tempo un punto di riferimento per molti artisti. Ed è una carrellata di volti noti quella che, senza filtri e con molta intelligenza, presenta ne L’uragano. Heather Parisi, Lorella Cuccarini, Massimo Ranieri, Paola Perego (sua moglie), Roberto Benigni, Belèn Rodrìguez, Maria De Filippo, Paolo Bonolis solo per citarne alcuni… Il gotha del mondo dello spettacolo è passato da lui. Oltre il rapporto professionale, ha sempre consolidato un’amicizia forte che però, in alcuni casi, è sfociata in una definitiva frattura. È accaduto con Amadeus, secondo Presta per colpa della moglie del conduttore, e con Paolo Bonolis, anche con lui a causa della moglie.
Presta non usa mezzi termini, è un fiume in piena quando racconta, non edulcora nulla ma si lascia andare ai ricordi e alle “sensazioni”. Ad esempio, nonostante il “bene dell’anima” che c’è stato tra lui e Bonolis, la sete di poter, il “voler apparire” di Sonia Bruganelli e il fatto che “il successo di Paolo per lei non è una gioia ma un problema”, a poco a poco logorano irrimediabilmente il rapporto trentennale con il conduttore, portando a una brusca rottura: “(…) Penso che Paolo stia male quanto me. Devo illudermi di questo perché se non lo credessi dovrei fare i conti di aver consegnato il mio cuore e tutto me stesso, la mia professionalità, la mia vita, la mia etica, la mia onestà a una persona che non lo avrebbe mai meritato.
Voglio continuare a illudermi perché la sua è la sindrome di Stoccolma, probabilmente è perdutamente innamorato del suo aguzzino ed è prigioniero di un maleficio. Perché solo a causa di un maleficio puoi comportarti così con chi ti ha amato per tutta la vita”.
Tradimenti e retroscena – ogni cosa narrata è documentabile, sottolinea l’Autore – sono il cuore pulsante di questa autobiografia piena di ritmo e scritta in modo estremamente accattivante.
Nato a Cosenza nel 1960, Presta ha anche curato la produzione di importanti show televisivi e di eventi come diverse edizioni del Festival di Sanremo. Sposato, ha due figli, Niccolò e Beatrice.
Rossella Montemurro

