C'è un trait d'union marcato tra i colori e le emozioni tanto da poter parlare di "termometro emozionale" attraverso i vari colori. I concetti di psicologia del colore possono essere applicati nella vita di tutti i giorni per liberarsi da tensioni e condizionamenti e...
Il 29 novembre alle ore 17.30, presso il TAM – Tower Art Museum in via Ridola, a Matera, il Gruppo FAI Giovani di Matera dedicherà una intera serata al rapporto tra cinema arte e paesaggio attraverso un viaggio dentro il cinema di Alessandra Lancellotti, regista di origini lucane che ha fatto del paesaggio – naturale, urbano e interiore – il filo conduttore della sua produzione. Verranno presentati estratti da alcuni suoi lavori e in particolare da “Il re fanciullo”, in un percorso che consona con la visione del FAI, volta a custodire e valorizzare il patrimonio culturale e ambientale italiano. La proiezione sarà arricchita dal commento dal vivo della regista, che guiderà il pubblico in un dialogo intimo con le immagini, trasformando la visione in un’esperienza di condivisione e di riscoperta del nostro paesaggio, reale e simbolico.
C’era una volta un castello su una montagna, con dentro un uomo. L’uomo mise dentro al castello tutto il conflitto e tutta la bellezza del mondo. Il suo nome era Franz, era giunto ai piedi delle Alpi lasciandosi alle spalle una storia di violenza. Fuggiva dalle brutalità perpetrate dal regime durante la guerra e, come riscatto da quel trauma, aveva deciso di dedicare la sua vita alla creazione di un cenacolo d’arte. Alla fine dell’Ottocento, il castello era già stato sede di una scuola di pittura, che aveva avviato una rivoluzione sul paesaggio dipinto dal vero. Tra i maggiori esponenti, vi era l’eclettico Alfredo D’Andrade, anche restauratore della preziosa dimora. La confessione di Franz inizia quando un’ultima artista compie uno scavo nella memoria del luogo. Nel corso di un racconto lungo un decennio, mentre si vede la giovane crescere, il gallerista si impossessa dei suoi ricordi e si avvicina alla morte.
Tra il documentario e la fiaba, Il Re Fanciullo è un osservatorio sul Castello di Rivara ai piedi delle Alpi piemontesi. Oggetto di culto per architetti e artisti, in quanto opera prima dell’eclettico Alfredo D’Andrade, custodisce nel silenzio la vita ordinaria di un vecchio gallerista che è stato pirata, visionario, mecenate, ultimo dei romantici. Per un decennio lo si segue fino alla morte, mentre tenta di invertire il suo destino verso una nuova fanciullezza. Ne emerge un’opera testamento che si sedimenta negli anni diventando un film d’archivio, in cui i personaggi mutano tanto da riconoscersi infine trasfigurati. Un’operazione nella stratigrafia del tempo come in uno scavo archeologico che sublima la memoria.
Alessandra Lancellotti è architetto, archivista e regista di documentari. Studia architettura alla Technische Universität di Vienna e al Politecnico di Torino. In questo ateneo svolge un dottorato di ricerca ed è curatrice della cineteca del Dipartimento di Architettura e Design. Dal 2014 lavora per la produzione cinematografica Caucaso. È regista insieme a Enrico Masi del film Lucus a Lucendo. A proposito di Carlo Levi. Presentato al Torino Film Festival nel 2019, il film è stato prodotto da Caucaso insieme a Luce Cinecittà, anche distributore. Il Re Fanciullo, il suo lavoro successivo prodotto da Caucaso e distribuito da Ant!dote, è stato presentato in prima mondiale a DocLisboa 2023. Nel 2024 è uscito The city is lost. La Venezia di John Ruskin, una produzione Caucaso e FoRS – Università Ca’ Foscari. Il suo lavoro successivo è dedicato al paesaggio rurale dell’entroterra lucano e alla figura di Rocco Scotellaro, poeta della libertà contadina.
Sarà possibile iscriversi al FAI in loco.

