Le persone che la circondano ama definirle a seconda del "cioccolatino interiore" che le contraddistingue: cremino, al latte con nocciola, al liquore, al pistacchio... Isabella Perfetti, psicoterapeuta, sembra la prima ad aver bisogno di aiuto: si ostina a portare...

“La vita potenziale è il simulacro di ciò che vorrei fosse il mio quotidiano: la capacità di intercettare le vibrazioni di chi mi sta attorno, volgendole a mio beneficio, suscitando amore e devozione.”
La vita potenziale è una vita dietro lo schermo, a intrecciare relazioni virtuali destinate a diventare molto fisiche, in una continua tendenza a osare, senza alcun pudore perché “la sessualità è il miglior terreno sul quale dare sfogo al sé primordiale. Il merito risiede nel non lasciare che tale potenziale distruttivo ci soggioghi. Non lasciare che sfugga al nostro controllo. Tenerlo a bada, addomesticarlo e conviverci. La sfida è non essere se stessi.”
Lavinia è preda del sesso e del culto del corpo come antidoto alla morte. Il suo modus vivendi è lontano anni luce dalla morale imperante. Si lascia guardare, usare da uomini sconosciuti. Ama giocare online nascondendosi assumendo altre identità, si diverte a studiare le reazioni di quanti iniziano a chattare con lei rimanendo spesso coinvolti – e increduli – in una spirale di eccessi. Disinibita, sicura di sé.
Al di là della trama, forte e dissacrante, de La vita potenziale (Feltrinelli Gramma), l’esordio brillante di Lavinia Bianca (uno pseudonimo), colpisce lo stile: ricercato, colto, curato nei dettagli, piacevolissimo da leggere, ricco di citazioni psicanalitiche.
La morte prematura del padre, avvenuta per un infarto quando lei è adolescente, le lascia una ferita impossibile da rimarginare. Dalla provincia nella quale vive si trasferisce a Roma, e lì si lascia andare alla sua dissennata vita potenziale. Le crescenti insidie della vita virtuale la indurranno a prendersi una pausa dal web e ad affrontare la vita reale, fatta di corpi e desideri concreti – con l’inevitabile corollario di dolori, lutti, ombre e fragilità insopportabili. Lavinia decide allora di ritornare nell’unico luogo per lei sicuro e in fondo appagante: seduta di fronte alla luce blu del monitor.
La vita potenziale può essere definito la rivelazione 2025 della narrativa italiana.
“Questo romanzo – spiega l’Autrice – è il resoconto di quel paradosso perturbante: la vita che si volge a beneficio della letteratura, e la letteratura che fagocita la vita senza tuttavia mai estinguerla. É la storia di un doppio: Lavinia e Federica. Lavinia scrive l’indicibile, attraversa il confine del buon gusto, del buon senso, del Super-Io. Più che un travestimento, è un alter ego che si è fatto corpo. Non una maschera da indossare, ma una voce che pretende di parlare anche quando le convenzioni sociali suggerirebbero di tacere.
Ma si badi bene: ciò che Lavinia dice non coincide con ciò che Federica pensa”.
Lavinia Bianca vive e lavora a Roma, ed è un personaggio che nasce su un blog nei primi anni 2000 e si trasferisce sui social dopo il 2010. Alter ego e pseudonimo dell’autrice, ha un debito con la narrativa di Philip Roth e si ispira più direttamente al sarcasmo tagliente dei comedians inglesi. Le sue storie provano a esplorare le intricate sfumature dell’animo umano e in particolare l’inevitabile intersezione tra sesso e morte, con un tono di voce marcatamente audace e sfrontato.
Rossella Montemurro

