È uno dei primi imprenditori di Scanzano Jonico, la sua licenza ha 48 anni e la sua partita IVA è la più “vecchia” della cittadina: oggi Donato D’Amico è meritatamente in pensione ma non smette di dedicarsi agli impianti di irrigazione per il comparto agricolo, settore nel quale è specializzato. A lui si rivolgono dal Metapontino e non solo; nei periodi critici dal punto di vista idrica, gli agricoltori del Materano sanno che Donato ha gli “strumenti” e i consigli giusti per piante e raccolti.
“Purtroppo sono disperati, vogliono l’acqua. – sottolinea – Ci sono grosse difficoltà: se in prima battuta è vero che si vuole tutelare il frutto o il raccolto, occorre invece pensare alla sopravvivenza della pianta. Un raccolto si riesce a far sopravvivere, ma poi? Fai seccare piante che hanno 40 o 50 anni? In tanti cercano di arrivare all’anno venturo ma dimenticano l’importanza di preservare l’intera pianta”.
Una curiosità, negli anni Settanta/Ottanta lo spot che accompagnava l’attività di Donato era: “L’acqua che non viene dal cielo”, ancora attualissima.
68 anni, sposato con Maria e papà di Gaia e Teresa, Donato ha quella saggezza che deriva dall’esperienza di una vita.
Come è emerso dall’edizione 2025 del Festival torinese Coltivato, il Festival Internazionale dell’Agricoltura, in Italia l’agricoltura è il primo settore per prelievo di acqua con 16 miliardi di m3 annui, il 40% del totale: i danni provocati dalla prolungata carenza idrica ammontano, negli ultimi anni, a miliardi di euro.
