La città di Matera è stata inserita tra le sette meraviglie del mondo 2026 secondo Condé Nast Traveler, prestigioso magazine internazionale di riferimento nel settore turistico e dei viaggi. Un riconoscimento che proietta Matera al centro...



Opere dai colori vivaci, con ambientazioni della Festa della Bruna ovunque nel mondo e con volti senza identità dei personaggi ritratti, in primis la folla oceanica del 2 Luglio, a indicare, ha spiegato l’artista Tony Montemurro, “che il popolo di Maria è tutto uguale di fronte a Lei. Non sono necessarie, insomma, le caratteristiche individuali”.
C’è tempo fino al 30 gennaio per visitare nell’Open Space dell’APT in piazza Vittorio Veneto n. 1 (Palazzo dell’Annunziata) a Matera La Festa della Buna naif nell’arte di Tony Montemurro.
L’allestimento, promosso dall’Associazione Maria SS. della Bruna e curato da Franco Moliterni – responsabile del settore Cultura dell’Associazione e autore dell’omonimo volume pubblicato grazie al contributo della Camera di Commercio di Basilicata –, offre l’occasione per approfondire la radicata devozione dei materani per la Madonna della Bruna, così come vissuta nel periodo storico immediatamente precedente lo svuotamento degli abitanti dei Sassi. Oltre ad acquerelli e a sculture in argilla, sono esposte anche tele a olio di medio e grande formato.
Tony Montemurro, artista noto in campo internazionale, ha creato centinaia di opere sulla Bruna e sui santi venerati a Matera.
Poter assaporare la saggezza dei materani di un tempo, “fatta di semplicità, non più percepibile ora con immediatezza tra le vie e nelle case, è possibile se ci si sofferma a osservare i dettagli della quotidianità e dei giorni festivi degli abitanti dei Sassi fissati nelle opere di Tony Montemurro, ovvero anche, una volta all’anno, se si impara a leggere il senso dei riti della Festa della Bruna i quali, custodendo l’anima arcaica di Matera, non a caso costituiscono il soggetto principale della vasta produzione dell’artista. Poiché, infatti, l’arte di Tony e la festa della Bruna, soprattutto il suo carro trionfale, sono tra loro in perfetta sintonia di significato”, spiega Moliterni nel volume.
Sono una cinquantina le opere in mostra, realizzate tra il 1955 e gli anni Novanta. Per l’esposizione si è scelta una narrazione in due ambienti distinti che simboleggiano due fasi. Nella prima, quando l’artista era un adolescente e i materani vennero trasferiti dai Sassi ai nuovi rioni, sono raffigurati la devozione popolare, il rituale e la vita nei vicinati in prossimità del 2 Luglio. La seconda, invece, rappresenta un periodo “avveniristico” nel quale Montemurro ha precorso i tempi rappresentando la festa della Bruna nelle capitali europee, in Egitto, nello spazio – con un Carro-navicella spaziale che lascia la Terra per andare a festeggiare la Bruna su Marte, Venere e Saturno perché, quando potremo viaggiare nello spazio, potrà essere celebrata anche sui pianeti! – anticipando così la contemporaneità nella quale l’Associazione Maria SS. della Bruna è al lavoro sulla candidatura della Festa a Patrimonio culturale immateriale Unesco.
Nell’Open Space Apt, inoltre, è stato predisposto ad hoc uno spazio immersivo nel quale la posizione delle tele fa sentire il visitatore “circondato” dalla folla del 2 Luglio.
L’esposizione è aperta tutti i giorni dalle 9,30 alle 13,30 e dalle 15,30 alle 19,30.
Rossella Montemurro

