Domenica prossima 15 febbraio 2026, con inizio alle 9, la Sezione CAI – Club Alpino Italiano di Matera “Falco Naumanni” ha programmato una camminata denominata “L’allegro cammino del Cai “tra le strade tipiche del Carnevale” – 2^ Edizione” altrimenti detto in...
“Non mi sono mai pentito di essere un ottimista, anche se poi è finita come è finita. Un ottimista è un idealista, è uno che ha i sogni allenati, è uno che fa paura a chi ha i sogni mangiati dalla disillusione o dalla sete di potere o denaro.”
Possono la mafia e alcuni dei giorni più bui della nostra storia essere raccontati con i toni morbidi di una fiaba? Il giudice Paolo Borsellino, nelle parole dello scrittore Paolo Levantino, si ritrova in Paradiso e viene incaricato da Dio di occuparsi del piccolo Di Matteo. Un’ambientazione surreale e fiabesca per una vicenda tragica, in un romanzo pieno di sfumature, Il giudice e il bambino (Fazi Editore), nel quale risaltano i valori, in primis l’amicizia (“Una battuta, una nuotata nel mare sardo, una sigaretta assieme. – scrive – È vero, forse è difficile parlare delle persone a noi care, perché è impossibile governare la complessità delle emozioni, ma quelle stesse persone si possono immortalare in un’azione, un gesto. Ecco, per me il mio amico Giovanni Falcone è una nuotata assieme”). La sua narrazione è in grado di stemperare le atrocità e di regalare certezze, come si legge nelle ultime pagine: “Lì, solo con il mio fardello e trafitto dalla sua luce, capii che il mistero di Dio era l’amore, che non separa mai le persone. Quella è una cosa che fa il destino, a volte; la morte, forse. L’amore mai”.
Quello che sembrava, parole dello scrittore, un “azzardo” – intrecciare la ferocia delle stragi di mafia con la delicatezza di una narrazione destinata anche ai bambini – è diventato un libro carico di significati, che riesce a catturare i lettori più giovani. Ma il dubbio, per l’Autore, prima della stesura era lecito: “Poi ho chiuso gli occhi, ho riflettuto e n’è venuto fuori questo romanzo-fiaba”.
Ieri sera a Matera nella Libreria Di Giulio Levantino ha incontrato il pubblico nell’ambito dell’iniziativa “Il Maggio dei Libri” promossa dalla Biblioteca della scuola “Nicola Festa” di Matera in collaborazione con l’Associazione Quartiere Lanera. L’evento ha rappresentato il momento conclusivo delle attività di promozione della lettura, strumento di crescita personale e culturale, organizzate dalla Biblioteca della “Nicola Festa”. Hanno dialogato con l’Autore le professoresse Monica Iorio e Lucia Carone e sono intervenuti Chiara della prima A e Giancosimo della seconda A.
Lo stile di Levantino è diretto e profondo al tempo stesso. Lui, docente di italiano in un liceo di Monza, sa bene qual è il segreto per conquistare i ragazzi: lo ha fatto anche ieri, davanti agli studenti non hanno esitato a fargli domande.
Un dibattito intenso sul rapporto tra giustizia, memoria e nuove generazioni che ha offerto spunti di riflessione profondi e stimolanti per il numeroso pubblico presente. Al centro della discussione, in particolare, si è posto il rapporto tra la giustizia, la memoria storica e il ruolo delle nuove generazioni nella costruzione di una società più consapevole.
Attingendo dalle sue opere, in particolare Il Giudice e il bambino e Il cane di Falcone, Levantino ha saputo tessere un filo conduttore che ha unito le esperienze personali e le vicende collettive, enfatizzando l’importanza della trasmissione della memoria e della comprensione delle radici della legalità. Si è discusso del coraggio di chi ha lottato per la giustizia – i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino –, e di come il loro esempio possa essere veicolo di insegnamento per i giovani.
Un focus particolare è stato dedicato al difficile equilibrio tra il dovere di ricordare e la necessità di guardare al futuro, educando i ragazzi a diventare cittadini attivi e responsabili. La Prof.ssa Iorio ha saputo guidare il dialogo con maestria, ponendo domande pertinenti e favorendo un confronto aperto e partecipato. Il pubblico, composto da studenti, docenti, genitori e semplici appassionati di lettura, ha dimostrato grande interesse.
L’evento ha confermato il valore del “Maggio dei Libri” come iniziativa capace di avvicinare il pubblico alla lettura e di promuovere il confronto su temi di rilevanza sociale e culturale, lasciando ai presenti un messaggio di speranza e di impegno per un futuro all’insegna della legalità e della memoria.
L’Autore è nato a Palermo nel 1986. Il suo esordio, Di niente e di nessuno (Fazi Editore, 2018), ha vinto il Premio Biblioteche di Roma 2018, il Premio Letterario Subiaco Città del Libro 2018, il Premio Leggo QuINDI Sono 2019 ed è stato tradotto in Francia con il plauso della critica. Il suo secondo romanzo, Cuorebomba, è uscito nel 2019 ed è stato ugualmente tradotto in Francia. Ha pubblicato La violenza del mio amore (2021) e Il cane di Falcone (2022), grande successo di critica e di pubblico.
Rossella Montemurro

