venerdì, 13 Febbraio 2026

“Cambio vita cercasi”, l’esordio brillante di Francesca Safina

Le persone che la circondano ama definirle a seconda del "cioccolatino interiore" che le contraddistingue: cremino, al latte con nocciola, al liquore, al pistacchio... Isabella Perfetti, psicoterapeuta, sembra la prima ad aver bisogno di aiuto: si ostina a portare...

“Gli piaceva pensare che anche Betta, da qualche parte nell’universo, potesse essere felice per l’estate che ricominciava. Che potesse vedere il mare cosparso di polvere d’argento sotto il sole alto, sentire sul viso la brezza fresca che arrivava da ponente. Immagino che anche a lei giungessero le note di Strada facendo, che suonava fortissimo da una finestra aperta sulla piazza. La canzone faceva vibrare l’aria, mentre una vecchia strillava insulti in un dialetto strano in direzione della musica.”

È una penna raffinata, elegante come poche quella di Roberta Recchia che, dopo Tutta la vita che resta (Rizzoli), è tornata in libreria con Io che ti ho voluto così bene, un romanzo che ricalca dal punto di vista di Luca la trama del suo esordio, uno straordinario successo di pubblico e critica – ha vinto, tra gli altri, il premio iO Donna “Eroine d’oggi” 2024, è stato tradotto in 16 paesi e in Francia e Germania e ha già venduto 150.000 copie.

“Ero convinta che fosse giusto andare oltre il dramma di Betta Ansaldo, intorno a cui ruota Tutta la vita che resta. Mi sono dedicata per un periodo ad altre storie, altri mondi. Ma sin dalla sua breve apparizione nel primo libro, Luca era rimasto con me, insistente, lo sguardo smarrito in tante emozioni a cui da solo non poteva dare voce”, sottolinea l’Autrice.

Luca è un quattordicenne diverso dai coetanei: ha una sensibilità marcata, una purezza di fondo che non gli permette di uniformarsi lasciandolo, però, spesso ai margini. Ha un fratello più grande, Mizio, un papà maresciallo dei Carabinieri in una località di mare che d’estate brulica di turisti. Ed è ogni estate che torna Betta, una ragazzina di cui si è innamorato con l’innocenza dei suoi anni e che è diventata la sua ragione di vita. La morte atroce di Betta non diventa lo spartiacque, per Luca, tra la prima giovinezza e il diventare di colpo adulti. All’improvviso, la madre lo mette su un treno con un biglietto di sola andata per Bergamo dove lo zio Umberto, professore al liceo, e la zia Mara con le cugine si prenderanno cura di lui. È un modo per tentare di metterlo al sicuro dalla tragedia dalla quale è stata colpita la sua famiglia ma Luca soffre, tantissimo, in un contesto che non gli appartiene. Pian piano prova a ricostruirsi, cresce e mette nuove radici, cercando di restituire un senso a parole come fiducia e appartenenza. A sostenerlo ci sono lo zio Umberto, che per lui dà tutto se stesso, e Flavia, una ragazzina determinata a fargli ritrovare la speranza nel futuro.

Oltre alla trama, molto coinvolgente, è nella scrittura della Recchia che il lettore rimane incantato: ecco perché Io che ti ho voluto così bene è davvero un piccolo capolavoro.

L’Autrice, nata a Roma nel1972) è insegnante in una scuola superiore della Capitale.

Rossella Montemurro

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