Per il prossimo 14 febbraio 2026, i Musei Nazionali di Matera propongono un’esperienza di San Valentino fuori dagli schemi. Non la solita ricorrenza, ma un itinerario culturale ed enogastronomico dal titolo “Dalle dee del grano ai foggiali, dalla pasta alle...


Un serial killer che odia le donne, una giovane poliziotta determinata e una Rimini invernale ben lontana dalla movida estiva: in Undici sorelle, il thriller dello scrittore Piernicola Silvis, spicca un nuovo, interessante personaggio letterario, Caterina Barone. Sullo sfondo, l’Italia degli anni Novanta, uno stile di vita che oggi sembra di un’epoca lontanissima, i delitti della Uno Bianca e una protagonista che non ha nulla da invidiare al noto collega Renzo Bruni, il poliziotto integerrimo che abbiamo incontrato in Formicae (2017), La Lupa (2018), Gli illegali (2019, finalista del Premio Bancarella 2020) e La pioggia (2021), editi da SEM.
Delitti brutali, “firmati” dal Figlio del Tempo di Dopo, vengono commessi lungo undici anni, dal 1998 al 1999.
Silvis, descrivendo alla perfezione il contesto storico sociale di quel periodo, alterna la prima persona di Caterina alla narrazione che coinvolge il prof. John Sebastian Munno, avvocato, docente universitario di Filosofia del diritto. In apparenza integerrimo, sposato e con una bambina, il prof. Munno si porta dentro un’infanzia problematica e un presente in cui dà sfogo agli istinti più turpi, guidato da una terribile misoginia. Il serial killer collezionerà ben 11 vittime, tutte di sesso femminile. Sulle sue tracce, con non poche difficoltà e in una sfida in crescendo che vede sempre un passo avanti il criminale, c’è Caterina: una laurea in Legge, a 28 anni Commissario di Polizia nella Squadra Mobile di Palermo e a 32 in servizio al Commissariato di Rimini dove poi è promossa a capo della Mobile. Caterina è inflessibile sul lavoro, a casa ha ad aspettarla soltanto i suoi gatti; ha il cruccio di una brutta cicatrice sul labbro che, nel tempo, l’ha abituata “a non essere guardata per lo charme”. Sul lavoro ha una grinta fuori dal comune, tanto da spingerla per anni a sacrificare il suo privato per catturare un uomo diabolico, il Figlio del Tempo di Dopo.
I delitti, efferati, si susseguono; l’opinione pubblica è sconcertata, i vertici della Polizia vogliono la testa del commissario Barone. A lungo, non c’è il briciolo di un indizio. Sono provocazioni continue, quelle che lancia il Figlio del Tempo di Dopo, certo che la Polizia non potrà mai arrivare a lui, grazie anche all’appoggio indispensabile di una “mente”, una persona che, abile burattinaia, lo guida e lo istiga. Poi, poco per volta, tra flebili spiragli e piste sbagliate, prende forma qualcosa: una perizia grafologica, un profilo, dei testimoni… L’ennesimo depistaggio o la probabile soluzione di un caso complicatissimo?
L’Autore, per scrivere Undici sorelle, ha impiegato un anno e tre mesi: “Se le azioni di John Sebastian Munno vi sono sembrate eccessivamente crudeli, – scrive Silvis nei ringraziamenti – sappiate che per il personaggio mi sono ispirato a un vero serial killer (si tratta di Dennis Rader, famoso come BTK, ndr) che oggi è rinchiuso nelle galere degli Stati Uniti, oggetto di studi e di libri. La sua crudeltà è stata superiore a quella del Figlio del Tempo di Dopo, il che la dice lunga”.
Ineccepibile lo stile, coinvolgente la trama con descrizioni a effetto e protagonisti dalla psicologia marcata: Silvis si conferma un fuoriclasse.
Undici sorelle può essere acquistato su Amazon al link https://amzn.eu/d/8UcD207, oppure ordinato in libreria.
Nato nel 1954 a Foggia, Alto dirigente della Polizia di Stato, l’Autore ha lasciato il servizio nel 2017 come questore di Foggia. Ha all’attivo, tra le altre pubblicazioni, Un assassino qualunque (2006), L’ultimo indizio (2008) e Gli anni nascosti (2010), Storia di una figlia (2020) e L’errore (2023). I suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue.
Rossella Montemurro

