Le persone che la circondano ama definirle a seconda del "cioccolatino interiore" che le contraddistingue: cremino, al latte con nocciola, al liquore, al pistacchio... Isabella Perfetti, psicoterapeuta, sembra la prima ad aver bisogno di aiuto: si ostina a portare...

“Vorrei che anche tu fossi un po’ più clemente con lui, perchè non potrai provare neanche un attimo di felicità vivendo nell’odio per chi ti ha generata. È difficile riuscire a dare un senso a quello che è avvenuto nella nostra famiglia.
Il destino sembra essersi accanito contro di noi, ma l’autocommiserazione non porta da nessuna parte. Occorre prima o poi fare i conti con la cattiva sorte, per semplice istinto di sopravvivenza. Forse quell’uomo era davvero malato, e crederlo serve soprattutto a te, per provare a condurre una vita normale. Una vita non proiettata in un passato così fosco, ma affacciata su un futuro luminoso, in cui a prevalere è l’amore. So che è difficile, tesoro mio. So che ti sto chiedendo qualcosa che ora non riesci neanche a immaginare, però questa è la strada da percorrere. Ci vorrà del tempo, ma sono sicura che raggiungerai il traguardo, magari proprio grazie a un grande amore.”
Emma è stata cresciuta da nonna Ada che, fin quando ha potuto ha cercato di proteggerla e tenerla al riparo da verità tragiche, che avrebbero potuto sconvolgerla (“finchè era stato possibile, aveva voluto risparmiarmi l’orrore che mi sarebbe piombato addosso una volta scoperto come erano andate le cose”). I genitori sono morti in un incidente stradale e la ragazza tende a evitare amicizie e relazioni. È tormentata da incubi, poi la nonna, malata, le rivela un segreto che cambia la narrazione del suo passato ed Emma, con una nuova consapevolezza, si chiude ancora di più in sé stessa.
“Pensavo di avere la carica giusta per ricominciare tutto daccapo. Ma presto mi resi conto che farlo a ventotto anni comportava grande impegno e forza di volontà. Mi sentivo come una persona da sempre paralizzata che per miracolo poteva finalmente alzarsi dalla sua carrozzina. Dovetti faticare non poco per trovare l’equilibrio dopo la prolungata immobilità.”
Facendo leva su tutte le sue risorse, pian piano reagisce e, nell’arte, trova l’antidoto ideale per rinascere. Ha accanto Cristina, sua amica da sempre, e ha incontrato un uomo, Matteo, che con estrema delicatezza è riuscita a farla innamorare. Ma anche il passato di Matteo e il suo presente non sono dei più semplici… Quando, a distanza di tempo, suo figlio Luca le chiede di raccontarle qualcosa in più ssul padre, che non ha mai conosciuto, Emma ripiomba in un tunnel di emozioni contrastanti, vittima di un destino beffardo che le ha fatto preferire il silenzio (proprio come sua nonna) alla verità.
Fai un bel respiro e ascolta (Baldini+Castoldi) di Donata Maria Biase è un romanzo pieno di argomenti di stretta attualità, dalla violenza contro le donne alla depressione ai rapporti genitori figli fino a quelle dinamiche psicologiche che ci portano a voler, a tutti i costi, proteggere gli affetti più casi.
Emotivamente coinvolgente, mai banale, con dialoghi serrati e molta introspezione psicologica, Fai un bel respiro e ascolta conferma il talento della Biase, autrice lucana di nascita.
La Biase vive a Salerno. La scelta di trasferire il suo studio notarile dal centro cittadino a un tranquillo borgo cilentano le ha restituito nuova linfa creativa, ispirandola nella scrittura. Dal suo romanzo d’esordio, Giallo narciso (2021), è stata tratta una rappresentazione teatrale diretta da Gerardo Placido. Il libro è stato inoltre adottato come testo di riferimento in convegni e giornate di formazione sul tema della violenza di genere.
Rossella Montemurro

