lunedì, 6 Aprile 2026

Il presidente Bardi chiede lo Stato di emergenza nazionale

La Basilicata fa i conti con i danni dopo l’ondata di maltempo che da giorni sta colpendo senza tregua l’intero territorio regionale. Il Presidente della Regione, Vito Bardi, ha inviato oggi una lettera ufficiale al Ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci,...

Sono tante le attestazioni di stima e di affetto nei confronti del Tenente Colonnello Erich Fasolino, a capo per cinque anni del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Matera e, da ieri, del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Potenza.

L’ufficiale, originario di Torre del Greco, nella città dei Sassi è stato in prima linea durante il 2019, l’anno di Matera Capitale Europea della Cultura per il 2019 e, nel 2020, per l’emergenza epidemiologica da Covid 19; ancora, nell’organizzazione dei servizi per il G20 dei Ministri degli Esteri e della Cooperazione allo sviluppo del giugno 2021 e per il congresso eucaristico del settembre 2022 conclusosi con la celebrazione della Santa Messa da parte di Papa Francesco.

Prima di approdare a Matera il Tenente Colonnello aveva comandato la Compagnia di Battipaglia dove si era reso protagonista di numerose azioni a contrasto della criminalità.  Ha comandato anche il Nucleo Operativo e Radiomobile (oggi reparto territoriale) di Nocera Inferiore e ha coordinato la delicatissima Sezione Catturandi del Nucleo Investigativo di Napoli. Già tra il 2002 e il 2008, a Nocera, l’ufficiale si era messo in luce eseguendo numerosissimi arresti. È lui, nel 2004, a Fano, a serrare le manette attorno ai polsi di Franchino Matrone, detto “’a belva”, killer sanguinario della Nuova Famiglia. In quegli anni, inoltre, si rende protagonista di importantissime operazioni, come “Piazza Pulita I”, “Piazza Pulita II”, “Turnover” e “Strike”, tese a debellare lo spaccio di stupefacenti nell’Agro. 

Il Tenente Colonnello Fasolino ha assicurato alla giustizia Luigi Esposito del clan Nuvoletta, inserito nell’elenco dei trenta latitanti più pericolosi, insieme ad altri (Luigi Alberto, Paolo Russo, Salvatore D’Avino, Antonio Petrozzi e Antonio Lorusso) tra i cento malavitosi più ricercati della penisola. 

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