Oltre i numeri, per leggere storie e comprendere i bisogni di un territorio sempre più segnato da fragilità complesse. È questo il significato dell’incontro promosso dall’Arcidiocesi di Matera-Irsina per la presentazione del report sulle attività della Caritas...
Un amico mi ha consigliato dio leggere Il potere di adesso.
Cosa che ho fatto e adesso vi racconto.
Il libroha quasi 30 anni, ma resta uno dei libri più letti al mondo
È uscito prima in Canada nel 1997, poi negli Stati Uniti nel 1999. Da allora ha venduto circa 16 milioni di copie ed è stato tradotto in 33 lingue. A farlo esplodere è stata Oprah Winfrey, che nel 2000 lo consigliò nella sua rivista.
L’autore è Eckhart Tolle, un tedesco che a 29 anni, dopo anni di ansia e depressione, racconta di aver avuto una specie di risveglio: una notte ha sentito dentro di sé le parole “non resistere a nulla”, e da lì è cambiato tutto.
Il suo messaggio sta in una frase: tu non sei i tuoi pensieri.
Tolle non scrive un manuale di psicologia. Scrive di esperienza diretta. Divide il libro in tre idee molto chiare.
È quel commento continuo che giudica, confronta, si preoccupa.
Tolle dice che dobbiamo “lasciare da parte la nostra mente ed il falso sé che questa ha creato: l’ego”.
I problemi, spiega, “nascono perché ci identifichiamo con la mente”. Non è la mente il problema, è che la lasciamo comandare.
Il passato è un ricordo, il futuro è un’idea. La vita succede solo ora. Quando siamo persi nei pensieri, perdiamo il contatto con quello che c’è davvero.
È l’idea più famosa del libro.
Tolle lo descrive così: ogni dolore emotivo che non viviamo fino in fondo “lascia un residuo che vive in te. Si fonde con il dolore del passato e si deposita nella mente e nel corpo”.
Lo chiama pain-body.
È per questo che a volte reagiamo in modo esagerato: non è solo quel momento, è tutto il dolore vecchio che si riaccende.
Niente rituali complicati.
Tolle suggerisce tre mosse, che puoi fare anche a Grassano mentre aspetti il caffè:
- rallenta. Smetti di fare tre cose insieme. Anche lavare i piatti può diventare una pratica.
- senti il respiro. Non serve meditare un’ora. Bastano 30 secondi di attenzione all’aria che entra ed esce.
- di fronte a un problema, scegli: vai via, cambialo, o accettalo davvero. Tutto il resto è rumore mentale.
Dice anche di tornare al corpo: sentire le mani, i piedi, il petto. È il modo più veloce per uscire dai pensieri.
Il libro pesca da più tradizioni — un critico lo ha definito “buddismo mescolato con misticismo e qualche riferimento a Gesù, una specie di zen in versione New Age”. Proprio per questo piace a persone molto diverse.
Negli anni è finito ovunque: Paris Hilton lo portò con sé in carcere nel 2007, Kendrick Lamar lo cita nel suo album Mr. Morale & The Big Steppers, e in film e serie compare spesso sul comodino dei personaggi in crisi.
Le critiche? Non mancano. Il Telegraph Herald lo ha trovato “non molto ben scritto”. Time lo ha definito “pieno di frasi spirituali vaghe”. The Independent ha scritto che “non c’è molto di nuovo”. E in parte è vero: Tolle non inventa nulla, mette insieme cose già dette.
Ma è anche il motivo per cui funziona. Non chiede di credere a una dottrina. Chiede di provare.
Viviamo con il telefono in mano, tra notifiche e liste di cose da fare. Il potere di adesso non promette la felicità. Promette una pausa. Spegne per un attimo la radio in testa.
E in un mondo che corre, fermarsi un minuto e respirare è diventato quasi rivoluzionario. Forse è per questo che, a quasi 30 anni dall’uscita, continua a vendere.
Nicola Incampo

