giovedì, 12 Febbraio 2026

“Cambio vita cercasi”, l’esordio brillante di Francesca Safina

Le persone che la circondano ama definirle a seconda del "cioccolatino interiore" che le contraddistingue: cremino, al latte con nocciola, al liquore, al pistacchio... Isabella Perfetti, psicoterapeuta, sembra la prima ad aver bisogno di aiuto: si ostina a portare...

È in pieno svolgimento la rassegna dedicata ai traduttori e alle traduttrici dei capolavori della narrativa internazionale, organizzata e promossa dall’associazione Amabili Confini.

La prossima ospite di “Scrittori allo specchio” sarà Cristiana Mennella, traduttrice dall’inglese e la voce italiana di importanti scrittori anglo-americani. Nel suo monologo dal titolo “Tradurre in contemporanea due giganti” parlerà di due libri che hanno lasciato il segno in questi ultimi anni: Lincoln nel Bardo di George Saunders (vincitore del Man Booker Prize 2017 e del Premio Gregor von Rezzori per la narrativa straniera 2018) e 4 3 2 1 di Paul Auster (finalista al Man Booker Prize 2017).

L’incontro avrà luogo giovedì 18 settembre nella sede della Fondazione Le Monacelle con inizio alle 18:30 e verrà introdotto da Vita Epifania, componente dell’associazione Amabili Confini.

Cristiana Mennella è nata a Roma e vive da diversi anni a Bologna. Laureata in letteratura angloamericana, traduce narrativa e saggistica di lingua inglese dagli anni Novanta, prevalentemente per le case editrici Einaudi, Feltrinelli, Adelphi. Ha tenuto laboratori di traduzione letteraria alla Scuola di specializzazione in traduzione editoriale di Torino. Tra i numerosi autori da lei tradotti: George Saunders, Paul Auster, William T. Vollmann, Richard Ford, Philipp Meyer, Donald Antrim, Breece D’J Pancake, Doris Lessing, Edgar Allan Poe.

Lincoln nel bardo di George Saunders (Feltrinelli Editore, 2017)

Febbraio 1862, la Guerra Civile è iniziata da un anno, e il Presidente degli Stati Uniti, Abraham Lincoln, è alle prese con ciò che sta assumendo i contorni di una catastrofe. Nel frattempo Willie, il figlio prediletto di undici anni, si ammala gravemente e muore. Verrà sepolto a Washington, nel cimitero di Georgetown. A partire da questa scheggia di verità storica – i giornali dell’epoca raccontano che Lincoln si recò nella cripta e aprì la bara per abbracciare il figlio morto –, George Saunders mette in scena un inedito aldilà romanzesco popolato di anime in stallo.

Il Bardo del titolo, un riferimento al Libro tibetano dei morti, allude infatti a quello stato intermedio in cui la coscienza è sospesa tra la vita passata e quella futura. È questo il limbo in cui si aggirano moltitudini di creature ancora troppo attaccate all’esistenza precedente come Willie, che non riesce a separarsi dal padre, e il padre, che non riesce a separarsi dal figlio. Accompagnati da tre improbabili guide di ascendenza dantesca, assisteremo allo sconvolgimento nel mondo di queste anime perse per l’arrivo di Willie, che è morto e non lo sa, e di suo padre, che è come morto ma deve vivere per il bene del proprio paese. Ascolteremo le voci – petulanti, nostalgiche, stizzose, accorate – degli spiriti e il controcanto della storia. Leggeremo nei pensieri di Lincoln e nella mente di suo figlio, uniti da un amore che trascende il dolore e il distacco fisico.

Il romanzo si svolge in una sola notte, in un territorio dove tutto è possibile, dove la logica convive con l’assurdo, le vicende vere con quelle inventate, dove tragedia e farsa si compendiano in un’unica realtà indifferenziata e contraddittoria. Come si può vivere, amare e compiere grandi imprese, sapendo che tutto finisce nel nulla.

George Saunders è autore di nove libri, tra cui il romanzo Lincoln nel Bardo (Feltrinelli, 2017), vincitore del Booker Prize. Con le sue opere si è aggiudicato il Folio Prize e due volte il National Magazine Award. È stato incluso dal “New Yorker” nella lista dei “venti scrittori per il Ventunesimo secolo” e nel 2013 è stato insignito del PEN/Malamud Award, il più prestigioso premio statunitense per gli autori di racconti. La rivista “Time” l’ha inserito fra le cento persone più influenti del mondo. Insegna scrittura creativa alla Syracuse University.

4321 di Paul Aster (Giulio Einaudi Editore, 2017)

Cosa sarebbe successo se invece di quella scelta ne avessimo fatta un’altra? Che persone saremmo oggi se quel giorno non avessimo perso il treno, se avessimo risposto al saluto di quella ragazza, se ci fossimo iscritti a quell’altra scuola, se… A volte per raccontare una vita non basta una sola storia. Il 3 marzo 1947, a Newark, nasce il primo e unico figlio di Rose e Stanley: Archie Ferguson. Da questo punto si dipanano quattro sentieri, le quattro vite possibili, eppure reali, di Archie. Campione dello sport o inquieto giornalista, attivista o scrittore vagabondo, le sue traiettorie sono diverse ma tutte, misteriosamente, incrociano lei, Amy. Paul Auster ha scritto una sinfonia maestosa suonando i tasti del destino e del caso: un libro che mette d’accordo Borges e Dickens, un’avventura vertiginosa e scatenata, unica e molteplice come la vita di ognuno.

Paul Auster (1947-2024) è stato uno scrittore, sceneggiatore e regista statunitense. Delle sue opere Einaudi ha in catalogo: L’invenzione della solitudineTrilogia di New YorkNel paese delle ultime coseMoon PalaceLeviatanoMr VertigoSmoke & Blue in the FaceLulu on the BridgeTimbuctúSbarcare il lunarioEsperimento di veritàL’arte della fameHo pensato che mio padre fosse DioIl libro delle illusioniLa notte dell’oracoloFollie di BrooklynGioco suicidaViaggi nello scriptoriumUomo nel buioLa musica del casoInvisibileSbarcare il lunario. Nel 2006 sono uscite le poesie di Affrontare la musica; nel 2009 la sceneggiatura La vita interiore di Martin Frost, da cui è stato tratto l’omonimo film diretto da Auster, e il volume Romanzi che riunisce la Trilogia di New YorkNel paese delle ultime cose e Moon Palace; nel 2010 ha pubblicato, sempre per Einaudi, Sunset Park (ripubblicato nei Super ET nel 2012 e nel 2019); nel 2011 viene pubblicato il volume Romanzi 2, che invece raccoglie La musica del casoLeviatano e Mr Vertigo; nel 2012, Diario d’inverno; nel 2013, nella nuova collana digitale dei Quanti Einaudi, Il taccuino rosso e Notizie dall’interno; nel 2014 Qui e ora, il carteggio con J. M. Coetzee e 4 3 2 1 (2017 e 2019, finalista al Man Booker Prize). Nel 2019, Una vita in parole. Dialogo con I. B. Siegumfeldt, nel 2022 Ragazzo in fiamme, nel 2023 Baumgartner e nel 2024 Una nazione bagnata di sangue.

La rassegna “Scrittori allo Specchio” proseguirà nelle settimane successive con i seguenti appuntamenti:

Martedì 23 settembre – Fuori programma

Di fronte al fuoco di Aleksej Nikitin

“La guerra in Ucraina tra ieri e oggi”, in dialogo con la traduttrice Laura Pagliara

Giovedì 25 settembre

Gente di Dublino di James Joyce

“Cronache dal centro del mondo”, a cura di Enrico Terrinoni e Fabio Pedone

Giovedì 2 ottobre

Il settimo giorno di Yu Hua

“Dalla terra dove i sassi ti sorridono”, a cura di Silvia Pozzi

“Scrittori allo specchio” è realizzata con il patrocinio del Comune di Matera e della Fondazione Le Monacelle. Il programma completo della rassegna è online su https://www.amabiliconfini.it/scrittori-allo-specchio-2025/. L’ingresso a tutti gli appuntamenti sarà libero fino ad esaurimento posti. Le registrazioni delle dirette saranno disponibili sulla pagina facebook dell’associazione Amabili Confini.

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