mercoledì, 4 Marzo 2026

“Appartengo a colui che ha mostrato coraggio e dedizione”. Una katana con una dedica splendida in dono dalla Fijlkam (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali) all’agente di Polizia Francesco D’Onofrio, già campione di karate – ha infatti calcato con successo i tatami internazionali vincendo nel 2018 i mondiali universitari prima di entrare in Polizia.
Francesco, insieme a Terryana, Orsola, Giusy e Karol Maria D’Onofrio è stato tra gli ospiti a Sant’Arcangelo della giornata di riflessione “I valori dello sport: parlano i protagonisti” promossa nel Centro polifunzionale dalla Fijlkam Basilicata e dal Comune. Presenti il sindaco Salvatore La Grotta, il presidente della Fijlkam Pino Attico, l’editore Vito Epifania (Altrimedia Edizioni) e i giornalisti e scrittori Filippo Radogna e Rossella Montemurro che hanno firmato il libro Una famiglia di campioni. I fratelli D’Onofrio, leggenda lucana del karate (Altrimedia Edizioni, prefazione del ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi). In sala anche Claudio Distefano, presidente del settore karate-Fijlkam e il Maestro Giuseppe Zaccaro, arbitro mondiale WKF. Davanti a una platea gremita di studenti, la giornata è stata aperta dalla testimonianza di Francesco che, intervistato da Radogna, ha ricordato gli attimi terribili dell’esplosione di un distributore di benzina lo scorso 4 luglio a Roma. Era in servizio presso il Commissariato di Polizia Porta Maggiore e, dopo aver allontanato 50 persone dall’ area della deflagrazione, è rimasto coinvolto insieme a un collega in una seconda esplosione. “In quel momento non si ragiona, c’è solo l’istinto di sopravvivenza”, ha detto “Ho pensato solo a proteggermi il capo e a cercare una via d’uscita. L’onda d’urto è stata così forte da stendere per terra tutto ciò che si trovava in un raggio di due-trecento metri. Ero molto debilitato, lo scoppio mi ha fatto perdere lucidità e forza. È stata una situazione difficile da gestire, molto più grande di me.” Francesco, che ha riportato ustioni di secondo e terzo grado sul 40 per cento del corpo, pur essendo stato definito eroe, ha ribadito di aver fatto solo il suo dovere.

Commossi papà Vincenzo (Maestro di karate, cintura nera VII Dan, preparatore fisico e allenatore dei ragazzi) e mamma Antonella, cuore pulsante di una famiglia nella quale la passione per lo sport non è mai mancata. Ciò che è emerso in mattinata, ed è ben evidenziato nel libro, al di là dello sport – allenamenti, gare e medaglie –, è il grande senso della famiglia insito nei D’Onofrio, famiglia molto unita – e già questo dato, nei tempi in cui viviamo, è emblematico. Vincenzo è il faro, Antonella non è da meno con il suo lavoro instancabile “dietro le quinte”, sempre pronta a intercettare eventuali ansie e preoccupa­zioni e a sdrammatizzare, quando serve.

Tra i ricordi più belli, lo scorso anno, durante i campionati assoluti, in una gara emozionante sotto tanti punti di vista, la sfida tra Orsola e Terryana – con molta probabilità le prime due sorelle a sfidarsi a livello nazionale. L’uno per l’altro, i fratelli D’Onofrio rappresentano un modello cui tendere: sul tatami e nella vita di tutti giorni, non c’è rivalità ma complicità. Terryana è campionessa europea di karate e bronzo ai Mondiali 2025 (terza nel Ranking Mondiale World Karate Federa­tion), Orsola medaglia di bronzo a squadre nel 2025 agli europei assoluti, sta seguendo le orme della sorella maggiore mentre Giusy e Karol, che da piccoli si sono distinti nel karate, oggi sono rispettivamente la presidente dell’as­sociazione Asd Cam D’Onofrio e mental coach e un giovane talento della Ternana Calcio.          

Pubblicità
Pubblicità
Copy link