In riferimento alle notizie diffuse a mezzo stampa e social media sulla situazione clinica della minore disabile Sissy, l'Azienda Sanitaria Locale di Matera sta assicurando il massimo impegno nella gestione del caso che presenta elevata complessità clinica ed...
Un confronto istituzionale concreto e operativo sulle prospettive della sanità nel Mezzogiorno ha riunito a Grassano rappresentanti di Campania, Basilicata e Puglia nell’iniziativa “La sanità del Mezzogiorno: analisi e prospettive – Campania, Basilicata e Puglia esperienze a confronto”, occasione di dialogo tra amministratori e direttori generali delle tre Regioni per condividere modelli organizzativi, strategie e strumenti di governo del sistema sanitario.
Nel suo intervento conclusivo, l’assessore regionale alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR, Cosimo Latronico, ha sottolineato che il confronto tra territori del Sud rappresenta un passaggio necessario per affrontare con responsabilità le sfide comuni, superando una narrazione fondata esclusivamente sulle criticità e costruendo invece un modello sanitario sostenibile, capace di rispondere a contesti caratterizzati da invecchiamento demografico, aree interne estese e dispersione della popolazione.
Per la Basilicata la scelta è chiara: rafforzare la sanità territoriale come strumento di equità e prossimità, superando una logica esclusivamente ospedale-centrica e garantendo una presa in carico che inizi e si sviluppi sul territorio, con continuità assistenziale e integrazione socio-sanitaria. In questa direzione si inserisce l’approvazione del nuovo Piano Regionale Integrato della Salute e dei Servizi alla Persona e alla Comunità 2026-2030, strumento organico che integra sanitario e sociale, supera frammentazioni e definisce obiettivi misurabili collegando la programmazione regionale alle opportunità del PNRR e ai fondi europei. L’Assessore ha richiamato l’attuazione degli interventi previsti dalla Missione 6, con la realizzazione di Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali Operative Territoriali e lo sviluppo della telemedicina e della digitalizzazione dei percorsi assistenziali, evidenziando che non si tratta soltanto di infrastrutture ma di strumenti operativi per garantire presa in carico, riduzione degli accessi impropri e maggiore continuità nelle cure. Centrale anche il rafforzamento del capitale umano attraverso un piano di assunzioni significativo con l’inserimento progressivo di nuove unità di personale sanitario e amministrativo, indispensabili per sostenere l’attuazione del PNRR, garantire il turn over e rafforzare servizi territoriali e ospedalieri, perché investire nelle persone significa garantire qualità, sicurezza e stabilità organizzativa.
Parallelamente sono stati programmati e attuati investimenti per l’ammodernamento delle grandi apparecchiature e delle dotazioni diagnostiche, con l’introduzione di nuove tecnologie per la diagnostica per immagini, l’innovazione dei laboratori e il potenziamento delle reti cliniche, nella consapevolezza che l’innovazione rappresenta una condizione necessaria per migliorare appropriatezza, tempi di risposta e qualità delle prestazioni.
Sul fronte della mobilità sanitaria e delle liste d’attesa è stato avviato un lavoro strutturato sul potenziamento delle specialità, sull’estensione dell’offerta e sull’attrattività delle strutture regionali, con l’obiettivo non soltanto di ridurre la mobilità passiva ma di rafforzare la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario lucano.
Ampio spazio è stato dedicato alla prevenzione, con il potenziamento degli screening oncologici mammografico, cervicale e colon-rettale e l’introduzione pionieristica di due nuovi screening gratuiti per prostata e polmone, attraverso l’estensione delle fasce di età, il rafforzamento del personale dedicato, l’implementazione di sistemi digitali per il monitoraggio delle adesioni e l’ammodernamento delle apparecchiature, ribadendo che la prevenzione costituisce la prima forma di sostenibilità del sistema sanitario.
In parallelo è stato rafforzato l’impegno sulle politiche di welfare e sull’integrazione socio-sanitaria, con misure rivolte alle persone fragili, agli anziani, alle famiglie e alle aree interne, superando la frammentazione tra sanitario e sociale e consolidando una visione integrata della salute. Sul piano della governance, la sottoscrizione e l’aggiornamento degli Accordi Integrativi Regionali per la specialistica ambulatoriale e la medicina generale hanno rappresentato un passaggio fondamentale dopo anni di stasi, rafforzando l’assistenza primaria e rendendo più efficiente l’organizzazione delle prestazioni.
Alle aziende sanitarie è stata richiesta una chiara responsabilizzazione sui risultati, un monitoraggio costante delle performance e un’integrazione effettiva tra ospedale e territorio, in una logica di governancerigorosa e orientata agli esiti. In conclusione, l’Assessore ha evidenziato che “nel Mezzogiorno la sanità rappresenta anche un presidio di coesione territoriale: rafforzare i servizi significa contrastare lo spopolamento, sostenere le aree interne e garantire pari diritti di accesso, e la Basilicata ha scelto di affrontare questa fase con programmazione stabile, utilizzo pieno delle risorse disponibili, centralità della persona e responsabilità istituzionale, consapevole che la trasformazione richiede continuità amministrativa, collaborazione tra livelli istituzionali e ascolto dei territori, con l’obiettivo di consolidare i risultati e garantire stabilità al percorso avviato”.

