Undici nuovi posti letto e una strumentazione d'avanguardia che non ha nulla da invidiare ai più rinomati ospedali: sono stati inaugurati questa mattina, al "Madonna delle Grazie" di Matera, i nuovi spazi della Terapia Intensiva Generale nell’ambito degli interventi...
Proteggere il grano duro, il nostro “oro biondo”, le “miniere a cielo aperto” del territorio lucano. È questo il messaggio lanciato dall’Amministrazione Comunale di Matera nel corso del convegno nazionale organizzato dalla Federazione Italiana Dottori in Scienze Agrarie e Forestali e tenutosi ieri nella sala Mandela, un momento di confronto che ha visto la Città dei Sassi protagonista del dibattito sul futuro della filiera cerealicola. Al centro dei lavori, la qualità e la sostenibilità del grano duro lucano, inteso non solo come prodotto agricolo, ma come perno di uno sviluppo economico, scientifico e culturale di respiro internazionale. All’incontro sono intervenuti il Sindaco Antonio Nicoletti e l’Assessore all’Agricoltura e alle Attività Produttive Giuliano Paterino, che hanno sottolineato come sia importante “celebrare una tradizione, ma analizzare anche una visione di futuro. Matera e le zone limitrofe sono storicamente il granaio d’Europa; parlare di filiere e competitività oggi significa avere il coraggio di parlare di agricoltura sostenibile e innovazione tecnologica”, hanno sostenuto Sindaco e Assessore, che hanno dedicato un passaggio fondamentale al prestigioso riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO, avvenuto il 10 dicembre 2025. “Questo traguardo trasforma il cibo in una vera espressione culturale – ha precisato l’Assessore Paterino -. Matera, con la sua tradizione molitoria, di panificazione e di produzione della pasta, deve essere un laboratorio dove la sostenibilità e la biodiversità diventano realtà economica, garantendo dignità ai produttori e sicurezza ai consumatori”.
Il convegno, durante il quale è stata celebrata l’adesione della comunità al Regio Cammino di Matera – La via del Grano, in virtù del protocollo d’intesa con il Comune di Eboli come capofila e altri di Puglia, Campania e Basilicata, ha confermato ancora una volta il ruolo di Matera come ponte tra i produttori della materia prima, i trasformatori e il settore della ristorazione. “La sfida della valorizzazione paesaggistica e dei prodotti agroalimentari cammina di pari passo con la tutela della vocazione produttiva”, ha concluso l’Assessore Paterino.

