"Mamma mi aveva dato le gocce e il mondo evaporava e non importava che quella fosse la cosa più importante della mia vita, il sonnifero è più potente di ogni tragedia. L'inferno che avevo dentro si andava spegnendo come una fiamma in un barattolo". Nilo Vasciaveo, 13...


Con la pasta in bianco, con il sugo, con le verdure: basta una spolverata di Croccantella – mollica di pane e peperone crusco – per dare un sapore deciso e un tocco di vivacità, anche dal punto di vista estetico, ai piatti. E pensare che quando Gianni Lapenta, 57enne panificatore di Montescaglioso, ha deciso di crearla, l’intento era solo quello di far assaggiare ai più giovani i sapori di una volta: “Questo era il condimento per un piatto di pasta veloce preparato dalle nostre madri e dalle nostre nonne. All’epoca c’era povertà e, non avendo la carne, per insaporire il primo si friggeva la mollica aggiungendo un po’ di peperone crusco. Ed è da qui che preso spunto la Croccantella, che ho però rivisitato: la mollica non è fritta ma tostata con l’olio e il peperone. Aggiungendo un pizzico di sale, il risultato – e non lo dico solo io ma quanti l’hanno assaggiata – è eccezionale”.
Tanto sapore, quindi, ma anche un colpo d’occhio non indifferente, un tocco estetico che non guasta mai.
“Dopo il panko per le panature, la Croccantella è un valido aiuto per le nostre mogli sempre impegnate. È molto saporito e già pronto, deve essere solo versato sul quel che vogliamo mangiare. Insaporisce le verdure e, perché no, ha tutte le caratteristiche per diventare un prodotto tipico lucano”. E se lo dice Gianni – insieme a lui la moglie Grazia e i tre figli Anna, Antonio e Raffaele – , da 38 anni panificatore di una delle realtà storiche di Montescaglioso, il panificio Sant’Anna, c’è da fidarsi.

