mercoledì, 25 Febbraio 2026

Forte presenza scenica, bellezza raffinata e tanta grinta: l’insegnante di danza e coreografa originaria di Nova Siri Antonietta Tarantino, materana d’adozione, è l’unica lucana ad aver superato le audizioni per l’ampliamento del Corpo di Ballo della Fondazione La Notte della Taranta. Novanta le candidature (under 35) ritenute valide, giunte da tutta Italia ma solo dieci sono i ballerini selezionati. Tra loro, Antonietta, diplomata in Danze Coreografiche Freestyle, da 12 anni presidente dell’A.S.D. Dance on beat con sede a Nova Siri – che da anni raccoglie e accoglie tantissimi iscritti e tantissimi corsi per grandi e piccini – e fondatrice del gruppo folk “Zingare Lucane”.

Antonietta, come è nato il tuo amore per la danza?

“In realtà non riesco a riconoscere un momento preciso in cui è nato il mio amore per la danza, perché è come se fosse sempre stata parte di me, una presenza costante. Non si tratta solo di movimento, è identità, attraverso la danza io sono.”

Artisticamente parlando, come ti sei formata?

“Ho iniziato a danzare all’età di cinque anni e da allora non mi sono più fermata.

A diciassette anni ho intrapreso un percorso formativo più strutturato, confrontandomi con diversi stili e approfondendo discipline caratterizzate da una forte componente ritmica, che mi hanno sempre particolarmente affascinata. Ho studiato danze brasiliane e successivamente mi sono formata nelle danze urbane con la “Flava Hip Hop School”, dove ho avuto la fortuna di essere allieva di ballerini di rilievo anche a livello internazionale.

Avvicinandomi sempre di più al mondo Urban, mi sono innamorata del Reggaeton, di cui dal 2020 sono insegnante ufficiale. Amo la sua energia, la sua musicalità e la capacità di esprimere forza e femminilità attraverso il movimento.

Sono diplomata in Danze Coreografiche Freestyle perché sento forte il bisogno di comporre veri e propri “disegni in movimento”, di costruire quadri coreografici capaci di raccontare emozioni. Parallelamente ho conseguito diversi attestati e certificazioni nell’ambito fitness, con un’attenzione particolare all’allenamento femminile, alla ginnastica ipopressiva e al lavoro in gravidanza, integrando così arte e benessere in un’unica visione.

Accanto a questo percorso, la passione per le danze popolari del Sud mi accompagna fin da bambina. Sono cresciuta ascoltando i racconti di mio nonno, affascinata dalle tradizioni, dalla musicalità e dai passi che custodiscono identità e memoria. Circa dieci anni fa ho incontrato Mariella Pellegrino e, condividendo la stessa visione, abbiamo fondato il gruppo folk “Zingare Lucane”, dedicato a Pizzica, Taranta, Tarantella e Tammurriata.

Con bambini, ragazzi e adulti lavoriamo in diversi paesi del territorio non solo attraverso spettacoli, ma anche con corsi e laboratori di danze popolari, con l’obiettivo di trasmettere le radici e il valore culturale di queste tradizioni alle nuove generazioni. Abbiamo danzato sui palchi di gruppi di musica popolare, partecipato a feste di piazza e festival importanti, realizzando spettacoli riproposti soprattutto nel periodo estivo.

Dal 2014 sono presidente dell’A.S.D. Dance on beat con sede a Nova Siri, che da anni raccoglie e accoglie tantissimi iscritti e tantissimi corsi per grandi e piccini.

La mia formazione è un percorso in continua evoluzione, dove studio, ricerca, tradizione e innovazione convivono e si intrecciano in un’unica identità artistica.”

Pochi giorni fa sei stata l’unica ballerina lucana selezionata dalla Fondazione La Notte della Taranta per l’ampliamento e l’integrazione del proprio Corpo di Ballo. Quali emozioni hai provato?

“Sono ancora incredula. È come se si fosse aperto un cassetto dove custodivo un sogno da tempo, quasi in silenzio. Spesso si dice “bisogna crederci”, ma dentro di noi non osiamo davvero sperarci fino in fondo. E invece è successo.

Durante la selezione l’emozione e l’agitazione erano fortissime, quasi travolgenti. Sentivo la responsabilità, l’importanza del momento, ma allo stesso tempo dovevo imparare a governare quelle sensazioni, a trasformarle in energia utile. Sono arrivata lì senza grandi aspettative: volevo vivere l’esperienza, assaporare ogni prova, ogni turno, ogni confronto con gli altri professionisti.

Poi, dopo diverse prove e passaggi, è arrivato il grande esito. Un momento che difficilmente dimenticherò. Non è solo una soddisfazione personale, ma il riconoscimento di un percorso fatto di studio, sacrificio e amore profondo per la danza popolare del Sud.

Per me significa portare con orgoglio la mia terra e tutto il lavoro costruito in questi anni.”

Sei un’insegnante di danza, quali riscontri stai avendo dalle giovani generazioni?

“Sono nata tra loro e oggi vivo quotidianamente a contatto con bambini e ragazzi. Questo mi permette di osservare da vicino la loro crescita, le loro fragilità ma anche le loro grandi potenzialità.

È vero, la società contemporanea spesso espone le nuove generazioni a modelli e direzioni non sempre positive. Ma nelle realtà in cui opero, vedo per fortuna tantissimi bambini e ragazzi che scelgono di dedicarsi allo sport e alla danza. E questa, per me, è una risposta concreta e incoraggiante: significa che c’è ancora desiderio di esprimersi in modo sano, creativo e disciplinato.

Attraverso il gruppo folk Zingare Lucane coinvolgiamo moltissimi bambini, nonostante oggi i gusti musicali siano molto diversi rispetto alle sonorità tradizionali. Eppure si appassionano, si divertono, vivono la musica con autenticità. Quando iniziano a comprendere il ritmo, la storia, l’energia della pizzica o della tarantella, diventano incredibilmente espressivi.

Questo mi conferma che i ragazzi, se guidati e stimolati nel modo giusto, sanno andare oltre le mode. Hanno bisogno di riferimenti, di esperienze vere, di spazi dove poter essere se stessi. La danza, in questo senso, è uno strumento potentissimo di educazione, identità e libertà.”

Hai una bimba piccola, come riesci a conciliare la tua passione, che è anche il tuo lavoro, con la famiglia?

“La mia bimba è la mia forza più grande, la mia vittoria più autentica. Ha poco più di due anni e adora ballare, soprattutto la pizzica.

Come per tutte le mamme che lavorano, non è semplice incastrare tutto. Ci sono giornate intense, prove, corsi, eventi. Ma ho la fortuna di poter organizzare le mie ore di lavoro in modo flessibile e questo mi permette di dedicarle tempo di qualità.

La mia musa ispiratrice è mia mamma, che mi ha sempre detto: “Con calma si fa tutto.” È diventato il mio motto. Mi ricorda che l’equilibrio non è perfezione, ma presenza consapevole.

E poi c’è un aspetto fondamentale: il supporto costante di mio marito e della mia famiglia. Senza di loro non potrei vivere pienamente tutto questo, compresa l’esperienza della selezione per il Corpo di Ballo della Fondazione La Notte della Taranta.

La famiglia viene prima di ogni cosa. È il mio punto fermo, la mia radice. Tutto il resto — palco, applausi, soddisfazioni — nasce da lì.”

*Puoi svelarci qualche tuo progetto futuro?*

“Stiamo lavorando a nuove proposte che uniscano energia, formazione e coinvolgimento del pubblico, soprattutto in vista della stagione estiva che, come sempre, arriverà all’improvviso… e dobbiamo farci trovare pronti.

Per quanto riguarda le danze popolari, ci sono lavori importanti in corso. Il nuovo tema sarà l’emigrazione dal Sud: una pagina di storia che appartiene alle nostre radici e che continua a essere attuale. Ci piace ideare spettacoli che riprendano concetti del passato, ma che parlino anche al presente, perché certe emozioni — la partenza, l’attesa, la speranza, il ritorno — sono universali e senza tempo.

Sarà un progetto intenso, identitario, che unirà ricerca, coreografia e narrazione. La danza, ancora una volta, diventa il mezzo per raccontare chi eravamo e chi siamo oggi.”

Rossella Montemurro

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