martedì, 7 Aprile 2026

Il presidente Bardi chiede lo Stato di emergenza nazionale

La Basilicata fa i conti con i danni dopo l’ondata di maltempo che da giorni sta colpendo senza tregua l’intero territorio regionale. Il Presidente della Regione, Vito Bardi, ha inviato oggi una lettera ufficiale al Ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci,...

Secondo la tradizione, il fragore dei campanacci agitati a ritmo cadenzato e quasi ipnotico allontana disgrazie e spiriti maligni propiziando così un buon raccolto annuale. La campana assume dunque il significato di talismano artistico ricco di energia positiva.

E proprio i campanacci, insieme a una trentina di miniature di personaggi ispirati ai “liberi suonatori di campanacci” e campane di varie dimensioni utilizzate durante la due giorni (15 e 16 gennaio) a San Mauro Forte, sono i protagonisti della mostra “Riti e Miti. Il Campanaccio nei Sassi”, fino al 31 agosto nella chiesa Mater Domini in piazza Vittorio Veneto a Matera. Li ha realizzati l’artista Rocco Giammetta che da un po’ di anni (“Da quando sono in pensione” precisa) si diletta a forgiarli e lo fa con fierezza perché sono anche i suoi i campanacci a riecheggiare durante la festa. E se non è da tutti realizzarli, non è neanche da tutti provare la stessa passione, fortissima, nei confronti di una tradizione che, fatta salva la pausa imposta dalla pandemia, si perpetua nel tempo: Rocco Giammetta, classe 1940, è un artigiano che trasferisce su sculture di ferro – in modo indelebile – le radici profonde e l’attaccamento a una terra, a un paese, San Mauro Forte ispirandosi al “Campanaccio”. L’unico cruccio che Rocco confida è l’assenza di giovani desiderosi di imparare. Per ora, solo suo nipote Simone, di 14 anni cerca di carpirne i segreti.

A corredo della mostra anche “Campanacci, rintocchi magici”, un video-documentario di una decina di anni fa firmato da Isa Grassano e Lucrezia Argentiero.

Una curiosità: la mostra è stata un regalo che la figlia Anna ha voluto fargli. Era in programma nel 2020, per gli ottant’anni del papà ma il Covid ha fatto saltare i piani.

L’esposizione è realizzata con il patrocinio del Comune e l’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero dell’Arcidiocesi di Matera – Irsina in collaborazione con l’Ufficio Mostre ed Eventi della Società Cooperativa Sociale “Oltre l’Arte”. È possibile visitare la mostra tutti i giorni dalle 10 alle 13; sabato, domenica e festivi anche dalle 17 alle 20.

Rossella Montemurro

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