sabato, 18 Aprile 2026

Il prof. Incampo: “Bisogna prendersi il tempo di andare oltre”

"Non giudicare mai un libro dalla copertina” è un’espressione che appartiene ormai al linguaggio comune, tanto da sembrare quasi scontata. La utilizziamo per mettere in guardia contro i giudizi affrettati, per invitare alla prudenza, o semplicemente per ricordare che...

Riceviamo e pubblichiamo dalla CNA:

“Qui in Italia, l’aumento dei costi di produzione del pane non è stato ancora riversato del tutto sul consumatore finale, sono le imprese che stanno scontando una serie di rincari, ad iniziare dalla crescita del 30% degli imballaggi ad arrivare all’aumento del costo dell’energia del 300% nei primi mesi dell’anno. Ma gli aumenti si sono iniziati a vedere già a partire dallo scorso anno con il rincaro del grano e di tutte le materie prime dovuto al fatto che i Paesi oggetto della pandemia hanno riavviato la produzione contemporaneamente, ritrovandosi a rispondere anche a una ripresa massiccia della domanda. A tutto questo si è aggiunta la siccità che ha colpito raccolti statunitensi e canadesi, con un inevitabile aumento dei costi delle farine. Senza interventi concreti sia da parte del Governo nazionale che da parte della Regione Basilicata per l’abbattimento delle bollette energetiche saranno veramente poche le imprese che entrate nell’autunno ne verranno fuori ancora attiva alla fine dell’inverno!”

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