È stata inaugurata questa mattina, nella sede di Casino Padula in via dei Pesci, la nuova Stazione di Posta dell’Ambito Territoriale Sociale della Città di Matera, uno dei tre centri multifunzionali previsti dal progetto finanziato con risorse PNRR per il contrasto...

“Perché era capitato proprio a me?
E a quel punto cominciavo ad arrovellarmi con i se e con i ma, pur sapendo che mi sarei sentita peggio.
Qual è stato il momento in cui potevo ancora salvarmi? E se quel giorno non fossi andata al luna park? E se avessi avuto l’influenza e non fossi riuscita ad alzarmi dal letto per tutto il giorno?
E se i miei genitori avessero scoperto la mia bugia, cioè che ci andavo da sola e non con la mia amica Ella?
Me lo avrebbero impedito? E se lo Stronzo, all’ingresso del luna park, mi avesse offerto i confetti alla frutta invece delle mie caramelle preferite? Avrei resistito alla tentazione?
E la domanda più terribile di tutte: e se lo Stronzo avesse scelto un’altra?
Io avrei vissuto una vita normale. Lui avrebbe distrutto l’innocenza di un’altra bambina.”
Ira, nomen omen, una ventenne brillante ma piena di ossessioni, decide di rivolgersi a Clarissa, una delle psicologhe più mediatiche della Finlandia. Regina dei talkshow, con un’immagine impeccabile – tailleur griffato e tacco dodici -, sicura di sé. Ma Clarissa viene destabilizzata dalla nuova paziente. Probabilmente non riesce a gestirla: troppo silenziosa, ombrosa, ermetica. La sua presenza la inquieta, è una ragazza molto depressa, a forte rischio suicidio. Ira ha bisogno di Clarissa non come terapeuta: sarà il suo alibi alla scia di delitti che sta commettendo – è un’assassina seriale, una spietata killer di uomini –, ma ancora non sa chi davvero ha di fronte.
È un gioco di specchi Butterfly (Longanesi, traduzione di Delfina Sessa) l’esordio di Martta Kaukonen, un grande successo di pubblico e di critica in Finlandia e in tutta Europa. Tradotto in 16 paesi, arrivato in vetta alle classifiche dello Spiegel in Germania, presto diventerà una serie tv.
In questo thriller mozzafiato nel quale niente è come sembra, oltre alle voci di Ira e Clarissa si alternano quelle di Pekka, il marito di Clarissa, e del giornalista Arto. Psicologie complesse, tra loro intrecciate in capitoli brevissimi che danno ritmo e suspense alla storia. Di certo, fin dalle prime pagine, c’è un omicidio e il passato traumatico di Ira. Pian piano ci si rende conto che dietro le apparenze degli altri personaggi ci sono crepe e non detti. Ira e Clarissa prendono a turno la parola per spiegare il proprio punto di vista e crearsi la propria via d’uscita. Alla fine non ci sarà più nessuno a cui credere, e al tempo stesso tutto sembrerà terribilmente chiaro: le parole occultano, manipolano, ingannano o guariscono?
La Kaukonen vive a Helsinki. Prima di diventare una scrittrice a tempo pieno è stata critica cinematografica per i più importanti giornali nazionali.
Rossella Montemurro

