mercoledì, 8 Aprile 2026

CMD: tecnologia ibrida di eccellenza, dal Mezzogiorno al mondo

A pochi mesi dal ritorno a una proprietà interamente italiana, l’azienda lucana CMD, specializzata in progettazione e prototipazione di sistemi di propulsione, accelera con decisione sulla strategia di sviluppo nell’ibrido, con investimenti mirati su due settori ad...

Filomena Cancellaro neo presidente del Centro Carlo Levi di Matera

Il Centro Carlo Levi di Matera ha un nuovo Consiglio di Amministrazione dal 9 marzo scorso: la  nuova Presidente è  Filomena Patrizia Cancellaro, la Tesoriera, Rosa Tafuni,  e la Segretaria, Anna Scarciolla.  Gli altri componenti del Consiglio sono Carmela Biscaglia,...

“Lasciate che vi descriva: la solitudine è la tua compagna più fedele. Passi notti intere appostato in un’auto che odora di caffè freddo e sigarette spente – o anche solo di caffè freddo, se non fumi – osservando vite che scorrono dietro finestre illuminate. Il mondo va avanti senza di te, mentre tu resti fermo, invisibile, a cogliere dettagli che a nessuno importano finché non diventano cruciali.”

Benvenuti in una specie di universo parallelo dal quale tanti sono affascinati altri un po’ intimoriti: quello dei detective, gli investigatori privati che abbiamo imparato a conoscere dal cinema e dalla letteratura.

Better call Klara (Baldini+Castoldi) della numero uno di Europol – l’agenzia investigativa più importante d’Italia che opera a livello internazionale –, Klara Murnau, è una lettura coinvolgente e avvincente. A metà tra manuale e autobiografia, con uno stile diretto ed empatico che cattura fin dalle primissime pagine, ci accompagna “dietro le quinte” dell’attività investigativa. Se nell’immaginario collettivo risalta la vita avventurosa alla James Bond o le intuizioni alla Sherlock Holmes, le descrizioni di Klara ci riportano con i piedi per terra, sottolineando più volte l’indispensabilità di non andare mai oltre il limite sottile del rispetto della legge – l’onnipresente “pivacy” è un mantra da non travalicare – e delle sfumature dell’etica. Poi, ovvio, bisogna essere portati, proprio come lei, detective undercover per eccellenza: “Chi lavora in questo campo non è solo un professionista indipendente, il suo compito è vedere ciò che gli altri non vedono, o vedere ciò che vedono, ma da un’angolazione diversa. Esamina gli spazi più intimi delle persone, quelli non sottoposti all’attenzione delle autorità.”

Casi reali nazionali e internazionali, fra tradimenti e spionaggi aziendali – il pane quotidiano di Klara – sono riportati nel libro con un’avvertenza: le indagini sono vere ma “filtrate dalla memoria, dalla creatività e da quel pizzico di teatralità che serve a proteggere le persone coinvolte”. Detto in altri termini: “La verità è sempre lì, ma non aspettatevi di trovarla esattamente dove ve la aspettereste”.

Dalla parole, sempre obiettive, dell’autrice, emerge che il detective non è un eroe, ma una persona con dubbi e fragilità, così come la verità non è mai assoluta, ma un enigma, spesso sfuggente… che forse, in fondo, temiamo di scoprire.

È presente una vastissima bibliografia, un ulteriore valore aggiunto.

L’autrice non avrebbe mai immaginato di diventare una detective: eppure la sua carriera dimostra che gli imprevisti possono funzionare alla perfezione. Cresciuta in un ambiente militare e abituata fin da giovane a confrontarsi con culture diverse, dopo gli studi in ambito chimico guardava al mondo del cinema, non alle indagini. È proprio questa combinazione di rigore scientifico e natura istrionica ad averla guidata verso una professione iniziata quasi per caso e rapidamente consolidata. Oggi, dopo vent’anni di esperienza, è considerata una delle investigatrici undercover più versatili in attività: opera ogni settimana in un Paese diverso, muovendosi con competenza e riservatezza dove la verità tende a sfuggire.

Rossella Montemurro

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