Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, della presunzione di innocenza e della necessaria verifica dibattimentale, per quanto risulta allo stato attuale, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa di giudizio, si comunica quanto segue. La Polizia di Stato di...

“La mia vita e quella delle mie figlie sono state sottoposte a una minuziosa, lunga ed estenuante verifica, hanno guardato in ogni minimo dettaglio, siamo state sbattute sui giornali e nelle televisioni con accuse che ci hanno fatto male, ci hanno distrutte in tutti i modi, moralmente e fisicamente. Abbiamo subito attacchi indegni senza poterci difendere.”
Della scomparsa della piccola Denise Pipitone, il 1º settembre 2004 a Mazara del Vallo (una vicenda che ancora oggi scuote l’Italia), vennero accusate Anna Corona e la figlia Jessica, sorellastra della bambina.
Solo cinque anni fa venne archiviata la posizione giuridica di Anna, mentre Jessica è stata assolta in maniera definitiva con sentenza della Cassazione nel 2017.
Questa brutta pagina di cronaca – ben 17 anni di processo – che ha visto coinvolte le due donne sottoponendole a una “violenza inaccettabile”, viene ripercorsa nel libro Anna Corona. Autobiografia di un’innocente (Jolly Roger) firmato dalla Corona con il poeta, scrittore e sceneggiatore Antonio G. D’Errico.
“Ogni persona ferita ingiustamente cerca il bene di chi può darle riparo e fiducia, perchè da soli si perde la serenità e si ritorna con la mente a ripetere quella frase che si fa riflesso e grido”, sottolinea la Corona ringraziando i suoi avvocati.
Ritenute colpevoli dai concittadini, ingiustamente bollate, oggetto di indagini minuziose, attaccate mediaticamente, Anna e Jessica sono state vittima di un pregiudizio che è rimasto loro addosso a lungo. Questo libro è una narrazione lucida e autentica di quel terribile vissuto ma, anche un “dietro le quinte” di una famiglia che l’opinione pubblica ha conosciuto solo in un senso, convinta della colpevolezza.
“Emerge il dramma di tre donne sole, Anna Corona e le sue due figlie, Jessica e Alice, – scrive Erica Comoglio – sottoposte a indagini senza fine, a interrogatori interminabili da parte di carabinieri e polizia. (…) Solo l’amore di un cuore puro può perdonare chi ha fatto di tutto per negare a queste persone il piacere della vita, non permettendo loro neanche la libertà del respiro e perfino la possibilità di parola. Una storia che tocca l’anima, la indaga e la pervade di significati, dove ogni parola arriva dritta al cuore.”
ANTONIO G. D’ERRICO, autore che spazia nei vari campi della cultura. Premio Grinzane Pavese, nel 1998 e nel 2000.
Nel 2008 con il noir ispirato alle attività delle sette sataniche, Il Discepolo (F.lli Frilli editori), ha conquistato il podio della giuria popolare al Premio Scerbanenco. Nel 2018 sempre con un noir, Morte a Milano. Ernest (Macchione editore), ha vinto il Premio Nazionale Rende.
Ha scritto numerosi testi di argomento musicale. Nel 2011 la biografia di Eugenio Finardi, Spostare l’orizzonte (Rizzoli), scritta insieme al cantautore milanese e, nel 2015, esce presso Mondadori con la biografia di Pino Daniele, Je sto vicino a te. Sempre nel 2015 con l’editrice Arcana pubblica Per rabbia e per amore, neapolitan power e dintorni: una conversazione con i protagonisti dell’ondata creativa della neapolitan power, con le testimonianze di James Senese, Enzo Gragnaniello, Eugenio Bennato, Tony Esposito, Beppe Barra.
Ha scritto inoltre la biografia di personaggi come Marco Pannella, nel 2012, dal titolo Segnali di distensione.
Ha scritto per il teatro insieme a Donato Placido, fratello di Michele, del quale ha redatto nel 2019 la biografia, dal titolo Dio e il cinema.
Nel 2020 ha scritto con la collaborazione di Fabrizio Pregliasco, Luciano Gattinoni, Paolo Antonio Ascierto, il saggio di divulgazione scientifica Il virus delle verità (Santelli editore).
Nel 2022 esce per F.lli Frilli di Genova Intrighi e morte sull’Adda, il suo quarto noir: Premio Speciale Giallo 2023 “Città di Grottammare” – Presidente onorario Dacia Maraini.
Nella primavera del 2024 pubblica, con l’editore Homo Scrivens, Viaggio Infinito, con la prefazione di Don Luigi Ciotti e postfazione dello scrittore iracheno Younis Tawfik. Il titolo è risultato primo classificato nella sezione narrativa del Premio Franco Loi, presieduto dal famoso critico Filippo La Porta, e Premio Speciale Piersanti Mattarella.
Nel 2025 con il saggio Un Giudice, quando la realtà è riflesso di una canzone di Faber (edizioni Pan di Lettere) riceve il Premio alla carriera nel Concorso Internazionale dedicato a Papa Woytila.
ANNA CORONA, nasce a Mazara del Vallo il 6 febbraio 1963. Si sposa giovanissima all’età di 18 anni e dà alla luce le sue due figlie, Jessica e Alice. Frequenta i corsi per il conseguimento della qualifica di operatore socio sanitario, intanto il suo matrimonio naufraga, come capita a molte coppie, e inizia un periodo di lavoro e sacrifici. La sua passione e il suo altruismo rivolti a giovani e anziani la vedono coinvolta in attività di volontariato in qualità di socia del Lido Malibù, dove si dedica all’animazione e alla cura di bambini speciali. Dopo varie esperienze lavorative approda nelle scuole statali di Milano e provincia in qualità di collaboratrice scolastica, instaurando con i ragazzi, in particolar modo presso il Liceo Classico Carducci, un rapporto di reciproca attenzione e di scambio umano intenso, di quelli che lasciano una traccia indelebile. Attualmente svolge la sua opera a Palermo, presso l’Istituto Boccadifalco Tomasi Di Lampedusa.
Rossella Montemurro

