I Carabinieri della Compagnia di Policoro, nel contesto dei controlli straordinari del territorio, finalizzati alla repressione del traffico di droga, hanno arrestato un ventiquattrenne incensurato del luogo, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di...
Bilancio positivo per la nona edizione del convegno “Anaestesia and Intensive Care: To be or not to be (aggressive)”, promosso da ASM e delegazione lucana della SIAARTI.
Il convegno, che si è svolto a Matera, è un punto di riferimento per gli ambienti anestesiologici del Sud Italia e ha rappresentato un passo fondamentale per affrontare le sfide attuali e future nella cura dei pazienti critici, promuovendo la ricerca, l’innovazione e la collaborazione interprofessionale.
Il dott. Francesco Romito – direttore della struttura complessa di Anestesia e rianimazione dell’Azienda Sanitaria Locale di Matera e rappresentante del Consiglio delle Regioni (Sud) della Società Scientifica Italiana degli Anestesisti Rianimatori e Terapisti del Dolore SIAARTI responsabile scientifico di “Anaestesia and Intensive Care 2025″ (il dott. Francesco Dimona è presidente onorario) ha sottolineato che l’obiettivo è stato “fare rete portando professionisti da tutta Italia con esperienze anche di ricerche e studi all’estero per aggiornamenti su tematiche in grado di migliorare la qualità dell’assistenza per tutti i cittadini”.
La terapia intensiva rappresenta l’area più critica e tecnologicamente più avanzata della medicina moderna, dedicata alla cura di pazienti in condizioni potenzialmente letali. Con l’evoluzione delle tecnologie mediche, dei protocolli di trattamento e della comprensione delle malattie, è fondamentale che i professionisti del settore si aggiornino costantemente.
“Anaestesia and Intensive Care 2025″ è stato un forum per la condivisione delle ultime ricerche, delle migliori pratiche e delle innovazioni nel campo, configurandosi quindi come un’opportunità cruciale per il networking tra professionisti del settore, facilitando lo scambio di conoscenze e esperienze. La condivisione di best practices e l’aggiornamento sulle innovazioni possono contribuire a migliorare gli esiti clinici e a garantire cure di alta qualità ai pazienti in condizioni critiche. In un contesto sanitario in continua evoluzione, è essenziale che i professionisti della terapia intensiva rimangano aggiornati e impegnati nella formazione continua.
Rossella Montemurro

