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È un argomento che intriga, forse perché è ancora ammantato di una conoscenza superficiale che non sempre gli attribuisce il giusto significato: parlare di ipnosi, e farlo con una figura competente, vuol dire soprattutto fare chiarezza rispetto a una pratica che oggi contribuisce a risolvere numerose problematiche. Con un approccio che unisce scienza, esperienza e umanità, la dottoressa Rita Ciani, psicologa e psicoterapeuta, oltre alla Terapia Breve e all’EMDR, integra nella sua pratica anche l’ipnosi clinica.
Da oltre dieci anni accompagna le persone nel percorso di costruzione dell’autostima e nel recupero del benessere relazionale e sessuale. Autrice, divulgatrice e formatrice, esplora il legame tra mente, corpo e ormoni, restituendo alla menopausa il suo significato più autentico: un tempo di trasformazione, consapevolezza e rinascita. È ideatrice del podcast Intimamente e del canale YouTube Psicologia della Menopausa, spazi in cui intreccia neuroscienze, psicologia e vita vissuta per guidare le donne – e chi le accompagna – a vivere con più pausa e meno stress. Ha pubblicato Maledetta menopausa, che fretta c’era? Strategie per vivere la trasformazione più sottovalutata della vita (Giacovelli Editore), uno dei libri più completi e interessanti pubblicati finora in Italia su questo periodo complesso.
Dottoressa Ciani, nel suo lavoro di psicologa e psicoterapeuta utilizza anche l’ipnosi. Può parlarcene?
“Certo. La prima cosa che dico sempre è questa: l’ipnosi non è magia e non è medicina alternativa. È una tecnica clinica a base scientifica, studiata da decenni e utilizzata sia in medicina sia in psicoterapia.
La seconda cosa che dico invece è: in ipnosi non perdiamo il controllo.
Anzi, è uno stato assolutamente naturale che sperimentiamo tutti, anche senza rendercene conto. Si considera che, più o meno ogni due ore, possiamo entrare spontaneamente per circa 10-15 minuti in uno stato simile alla trance.
Succede, per esempio, quando guidiamo e a un certo punto pensiamo: “Ma sono già arrivata?”. Oppure quando siamo talmente prese da un film o da un libro che, per qualche minuto, tutto quello che abbiamo intorno sembra sparire.
Ecco, quella è già una forma di attenzione molto focalizzata.
La differenza è che nell’ipnosi clinica questo stato non avviene per caso: viene utilizzato in maniera intenzionale e guidato da un professionista, con un obiettivo terapeutico preciso.
Io la utilizzo all’interno della psicoterapia, per esempio per l’ansia, il dolore, i disturbi del sonno, alcune problematiche sessuali e alcuni sintomi della menopausa.
Nel mondo anglofono l’ipnosi clinica è molto più conosciuta e normalizzata, anche in ambito sanitario e universitario. Da noi, invece, appena dici “ipnosi” qualcuno pensa ancora al pendolino, al “dormi!” e alla persona che perde completamente il controllo.
In realtà è quasi il contrario: l’ipnosi non serve a togliere il controllo alla persona, ma ad aiutarla a utilizzare meglio le capacità di regolazione della propria mente e del proprio corpo.”
Di solito chi è che si avvicina all’ipnosi?
“Si avvicinano all’ipnosi persone molto diverse, spesso anche persone che hanno già provato altre strade.
Io utilizzo soprattutto un’ipnosi medica rapida, molto orientata al sintomo. Questo significa che, in alcuni casi, possiamo lavorare direttamente su ciò che in quel momento crea maggiore disagio alla persona.
Penso per esempio al dolore, soprattutto quando una persona non può assumere alcuni farmaci. In questi casi l’ipnosi può rappresentare un valido supporto nella gestione del sintomo.
Il punto è che da noi non siamo ancora così abituati a parlare di ipnosi clinica. Raramente è il medico a suggerirla come possibilità, quindi spesso arrivano persone che si sono informate autonomamente, che hanno già una certa curiosità verso approcci integrati o che hanno sperimentato altri percorsi per il proprio benessere.
Molto spesso, però, accade anche il contrario: la persona arriva da me per un altro problema e sono io, durante il percorso, a proporre l’ipnosi come possibile strumento terapeutico.”
Quali sono i benefici dell’ipnosi?
“Uno dei vantaggi più interessanti dell’ipnosi è che è uno strumento non farmacologico. Non ha gli effetti collaterali tipici dei farmaci e, una volta imparata anche attraverso l’autoipnosi, può essere utilizzata praticamente ovunque e ripetuta ogni volta che se ne sente il bisogno.
Questo la rende particolarmente utile, per esempio, nella gestione del dolore, dell’ansia, dei disturbi del sonno e delle vampate di calore. In alcuni casi può affiancare i farmaci e, quando la situazione clinica lo consente, può anche rappresentare un’alternativa per persone che non possono o non vogliono assumere determinati medicinali.
L’ipnosi viene utilizzata anche in ambito medico e chirurgico: generalmente come supporto all’anestesia tradizionale, ma esistono anche casi selezionati in cui è stata impiegata per controllare il dolore durante una procedura riducendo notevolmente, o talvolta evitando, alcuni farmaci.
E secondo me questo è uno dei suoi aspetti più belli: è uno strumento che, una volta appreso, rimane con te. Non devi necessariamente avere qualcosa in borsa o aspettare di essere nello studio del terapeuta. Puoi imparare a utilizzare le tue stesse capacità di regolazione per intervenire sul modo in cui il corpo percepisce e risponde a un sintomo.”
L’ipnosi è adatta a tutti o possono esserci persone per le quali questa tecnica è controindicata?
“Non è adatta indistintamente a tutti. In presenza di psicosi acute, deliri o importanti alterazioni del contatto con la realtà, l’ipnosi è generalmente controindicata.
In altre condizioni, come disturbi dissociativi, trauma complesso, forte instabilità psicologica o importanti difficoltà cognitive, è invece necessaria una valutazione molto attenta e l’utilizzo da parte di professionisti specificamente formati.
E naturalmente c’è una condizione indispensabile: la persona deve volerlo. Non si può ipnotizzare qualcuno contro la sua volontà.”
Nel suo libro Maledetta menopausa suggerisce l’ipnosi per affrontare meglio alcuni dei disturbi che possono presentarsi in questa fase della vita femminile. Qual è la risposta delle donne, predomina la fiducia o lo scetticismo?
“All’inizio direi che prevale una certa curiosità, accompagnata inevitabilmente da un po’ di scetticismo. Ed è comprensibile, perché l’ipnosi è ancora poco conosciuta.
Io però parto sempre da un punto fermo: mi baso sulla scienza e sulle ricerche scientifiche. Anche quando parlo di ipnosi e menopausa faccio riferimento a protocolli strutturati, studiati e testati nella ricerca clinica, con script specifici per determinati sintomi.
Un esempio sono le vampate di calore: negli studi condotti da Gary Elkins e dal suo gruppo di ricerca, protocolli di cinque sedute hanno mostrato riduzioni molto importanti, tra il 68% e il 74%, nella frequenza e nella gravità delle vampate.
Proprio per questo nel libro ho voluto inserire anche dei QR code con esperienze guidate di ipnosi. Mi piace l’idea che la lettrice non debba soltanto leggere quello che dico io, ma possa fare una prima esperienza direttamente, “toccare con mano” e poi eventualmente decidere se approfondire con un professionista.
Credo che sia proprio questo passaggio, dalla diffidenza alla conoscenza e poi all’esperienza, a ridurre lo scetticismo. Non chiedo alle donne di credere nell’ipnosi: offro loro informazioni basate sulla ricerca e la possibilità di sperimentarla.”
Rossella Montemurro

