C’è un proverbio africano che dice: “Il mais non può aspettarsi giustizia da un tribunale composto di galline”. C’è un’immagine che vale più di molte analisi giuridiche. Un campo di mais, simbolo di vita e sostentamento. Un tribunale di galline, affamate proprio di...



Predominano le sfumature del blu, i colori del Mediterraneo, in un’atmosfera avvolgente che rende il cantiere del teatro Duni, aperto eccezionalmente per l’occasione, magico e suggestivo. Le imperfezioni, le impalcature, i vuoti diventano un valore aggiunto per la cerimonia istituzionale di inaugurazione di Matera Capitale mediterranea della cultura e del dialogo 2026. Condotto dalla giornalista Valentina Bisti, l’evento di è aperto con un video diretto da Alessandro Rak e prodotto da Riva Dei Ginepri Production e Mad Entertainment Spa per MaTiFF – Matera International Film Festival – accompagnato dalle note di Mediterraneo di Mango.
In video collegamento sono intervenuti il vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani e il Ministro della Cultura Alessandro Giuli. Hanno preso la parola il vicepresidente esecutivo della Commissione europea e Commissario europeo per la politica regionale Raffaele Fitto, il Ministro per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa Elisabetta Casellati, la Commissaria europea per il Mediterraneo Dubravka Suica, il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, il Sindaco di Matera Antonio Nicoletti, la Deputy Secretary General dell’Unione per il Mediterraneo Petra Kezman, il Direttore esecutivo della Fondazione Anna Lindh Josep Ferrè e la Direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019 Rita Orlando.
Dopo la lectio magistralis di Pietro Laureano, si sono esibiti Antonella Albano, Mick Zeni, Eva Danino, Orchestra Sinfonica di Matera e Coro della Polifonica Materana Pierluigi da Palestrina e Eugenio Bennato.
A seguire, sul cantiere Prefettura la Grande Orchestra di Fiati Città di Grottole con l’installazione Sirena Bicaudata di Vincenzo D’Alba. In centro si è svolta la performance dei musicisti e ballerini delle compagnie Oltredanza, Breathing Art Company e Danzatori di Ginosa, Stefano Siggillino e La Compagnia del Trifone. Sulla Murgia Materana, infine, con spettacolo laser di Studio Antani e droni show di Nicola Di Meo e Drone&Lights Show.
Rossella Montemurro
Discorso del Sindaco di Matera Antonio Nicoletti in occasione della cerimonia istituzionale di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026
Buon pomeriggio,
Saluto e ringrazio per la loro presenza il Vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Raffaele Fitto e il Ministro Elisabetta Casellati, la Commissaria al Mediterraneo Dubravka Šuica, le istituzioni regionali a partire dal Presidente Vito Bardi, i nostri graditi ospiti internazionali dell’Unione per il Mediterraneo Petra Kezman e della Fondazione Anna Lindh Josep Ferré, tutte le autorità civili e militari, sua Eccellenza il Vescovo, i colleghi sindaci, che ci hanno raggiunto così numerosi…saluto tutti voi qui presenti e chi ci sta ascoltando in piazza o da remoto.
Saluto con particolare affetto la rappresentanza scolastica, le ragazze e i ragazzi che sono il presente e il futuro del mondo.
Saluto e ringrazio chi, del Comune e della Fondazione Matera Basilicata 2019, lavorando con impegno, passione e dedizione, ha consentito a tutti noi di essere oggi qui, a inaugurare l’anno di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo.
Il Mediterraneo, per i Romani, era il “Mare nostrum”; cosa è invece per noi italiani, per noi europei? Di solito possiamo considerare “nostro” un pezzo di terra, non qualcosa che sfugge tra le dita come l’acqua. E allora, posso dire cosa è per me. È la spiaggia quasi deserta delle mie estati di bambino, il mare che si è portato via la mia palla. È il mare che ho studiato a scuola, quello di Omero e di Ulisse – il mare del ritorno a casa -, quello delle guerre persiane, delle crociate e delle incursioni saracene, ma anche il mare delle avventure disegnate di Corto Maltese, il mare del viaggio sognato, degli approdi, … e dei naufragi. Il mare dove nuotò per salvarsi mio zio marinaio, quando la sua nave venne affondata durante la Seconda Guerra Mondiale. Quando ero piccolo mi raccontava dei suoi amici che non ce la fecero; stremati, si lasciarono andare a fondo perché si salvassero gli altri.
È il mare che ha restituito il corpo del piccolo Alan Kurdi, che come tanti, troppi altri, ha perso la vita in cerca di una vita migliore. Quando io avevo la sua età, andavo con mio padre in campagna, un piccolo appezzamento di terra appena fuori dal centro abitato. Mi affascinava l’enorme quantità di conchiglie fossili che trovavo per terra, o sui fronti di cave di tufo scavate secoli addietro per costruire la città. Trovavo più conchiglie lì, di pietra, che non sulla spiaggia.
Anni dopo, proprio poco lontano da qui, fu scoperto un enorme fossile di balena, oggi custodito nel Museo Ridola.
Quindi il “mare nostro” è un po’ anche il mare del tempo. Ma il tempo non è nostro, al massimo siamo noi ad appartenergli, “come dei piccoli segmenti in uno spazio infinito”. Diceva così don Basilio Gavazzeni.
Se guardiamo all’Europa e al Mediterraneo, dobbiamo trovare il nostro posto nel tempo e non soltanto nello spazio. Possiamo farlo pensando a ciò che resterà, di noi e delle nostre civiltà, ovvero quello che costruiamo, ma anche quello che non distruggiamo. Come gli esseri umani, anche le città sopravvivono nel tempo per i segni che lasciano.
Per essere capitale della cultura e del dialogo, dobbiamo cercare e saper riconoscere i segni delle altre città, delle altre culture, il segno degli altri. Solo così potremo tracciare un segno nostro, e far riconoscere il significato di una città come Matera, che persiste nel tempo come le conchiglie che sono nei blocchi di pietra di cui è costruita.
Il messaggio di Matera capitale della cultura e del dialogo, in questo tempo, è proprio questo messaggio di pace e di solidarietà. Di comunità. Di amore. Parole così forti, che a volte sembrano spaventarci.
Cos’è, quindi, il Mediterraneo per una capitale culturale europea?
Di certo non è, come potrebbe dire Bauman, un “confine liquido”, che poi, per il solo fatto di essere percepito come tale, come tutti i confini finisce per invitare al suo attraversamento.
Non è solo un’area geografica, né tantomeno un’entità circoscritta nello spazio: così come l’Europa (per il comune e più profondo sentimento europeo) è definita dalle diversità delle sue culture, altrettanto può dirsi del Mediterraneo. Una diversità figlia del tempo, che ha prodotto la nostra – le nostre – culture, che ci uniscono. Non è l’acqua, infatti, l’unico elemento ad accomunare questa parte di mondo, ma anche la pietra; non ci sono solo i confini, le distanze, le divergenze, ma anche la scienza, i linguaggi (e i dialetti), il cibo, la musica, la letteratura, … molto ma molto di più dei conflitti e della sofferenza dei popoli e degli individui.
Lo scopriremo nei prossimi mesi, che ci vedranno declinare tutto questo in progetti, insieme alla nostra città gemella di Tetouan, capitale Mediterranea 2026 al pari di Matera. E per noi materani, se il 2019 ha chiuso una lunga stagione di desideri cercati e di obiettivi raggiunti, il 2026 aprirà la stagione dei nuovi progetti e anche dei luoghi restituiti alla città, a partire da questo.
Abbiamo scelto di inaugurare quest’anno nella giornata internazionale della felicità, che coincide con la fine del Ramadan. Domani inizia la Primavera, una nuova stagione.
Definire la felicità non è semplice; un dizionario direbbe che è “lo stato d’animo di chi è pienamente appagato”. Ma come potremmo esserlo, se vicino a noi infuriano le guerre? Per noi, come diceva il grande Rodari, “la felicità sta nel fare le cose che possono arricchire la vita di tutti gli uomini; nell’essere in armonia con coloro che vogliono e fanno le cose giuste e necessarie. La felicità non è semplice e facile: è una lotta”.
Felicità può voler dire impegnarsi, con ostinazione e tenacia, a cercare la bellezza, a scacciare le paure che ci limitano, a ricordare a tutti che i droni o i laser non devono necessariamente essere strumento di morte, ma possono e devono essere strumenti che creano arte. E lo dimostreremo stasera!
Allora, se questa è la felicità, sarà stata felice la famiglia di imprenditori materani che costruì questo teatro, inaugurato esattamente 77 anni fa, il 26 marzo 1949. L’Italia usciva dalla Guerra e Matera, città medaglia d’argento al valor militare e medaglia d’oro al valor civile, veniva scoperta proprio in quegli anni dalla comunità italiana e internazionale come città “troglodita”, dove la gente viveva in grotta, in condizioni di miseria inumane. In quegli stessi anni, degli imprenditori locali investirono le loro risorse in cultura, dando fiducia a un giovane architetto, Ettore Stella, per costruire questa straordinaria opera di architettura, destinata per generazioni ad essere dedicata alla bellezza e all’arte. Una casa della cultura, un luogo per il futuro, difeso e riscattato da questa comunità contro i rischi della speculazione edilizia. Ha attraversato il tempo fino al 2019, e oggi era un cantiere, un luogo chiuso e interdetto alla vita della città. Non ci siamo fermati, e abbiamo trasformato il cantiere, come testimonianza dell’operosità italiana, capace di creare bellezza e armonia, e di non fermarsi di fronte agli ostacoli, con volontà, professionalità e coraggio.
Con questo stesso spirito indomito, che appartiene al popolo materano, vivremo il nostro rinnovato ruolo di città Capitale della Cultura – e adesso anche del Dialogo. Con tenacia e ostinazione scopriremo e parleremo di un Mediterraneo nuovo, definito non per i suoi “confini”, che oggi sono troppo spesso “divisioni”, non per ciò che rappresenta un limite al comune sviluppo, al dialogo e all’armonia, all’anelito di pace delle genti.
Definiremo invece il Mediterraneo per ciò che ci fa sentire più vicini, per ciò che ci arricchisce l’un l’altro, un po’ come fece quasi mille anni fa un celebre geografo arabo, Muhammad Al-Idrisi, alla corte di re Ruggero II di Sicilia. Un uomo di scienza arabo, e un re normanno, venuto da un’altra parte dell’Europa.
Oggi, dopo quasi mille anni, sarà di nuovo l’Italia, il Mezzogiorno d’Italia, ad avvicinare l’Europa al Mediterraneo. Matera 2026 è un progetto aperto a tutti i cittadini, ai Comuni della Basilicata e del Mezzogiorno, alle Istituzioni nazionali e internazionali. Europa e Mediterraneo si incontrano oggi in un semplice e potentissimo punto focale, da cui scaturisce un’energia che ha trasformato il destino di una comunità, e che si staglia verso il cielo come messaggio di fiducia per molti. Questo punto focale coincide con il “campanile” di un Municipio italiano, quello della città di Matera, Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026.
Auguri Matera, e buon nuovo inizio a tutti noi!
Matera 2026, Bardi: cultura, pace e costruzione
“Oggi è una giornata importante. Non celebriamo soltanto un titolo, ma inauguriamo una visione. La visione di un Mediterraneo che imbraccia la cultura come arma potente di costruzione. Questo mare, che per secoli è stato teatro di scambi e conflitti, ha conosciuto la sua grandezza quando ha scelto la via della conoscenza. Un mare che unisce l’Europa e l’Africa, le coste e le terre interne, i porti e le città di pietra, i popoli che nei secoli hanno lasciato qui i loro linguaggi, le loro memorie, le loro forme di vita. È in questa stratificazione che oggi riconosciamo un nuovo inizio che trova in Matera, già Capitale europea della cultura, il suo centro simbolico”. È quanto ha dichiarato il presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, intervenendo alla cerimonia inaugurale di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, dopo aver portato i saluti della Basilicata ai numerosi rappresentanti istituzionali presenti. “Ringrazio a nome della Regione Basilicata l’Unione per il Mediterraneo e la Fondazione Anna Lindh per aver premiato la nostra città, il nostro Sud, la nostra Italia. Il titolo che oggi celebriamo insieme alla città marocchina di Tétouan – ha aggiunto Bardi – non è un semplice riconoscimento: è un programma di cooperazione, un impegno reciproco a costruire relazioni, a condividere competenze, a generare opportunità. Matera e Tétouan, città patrimonio Unesco, sono entrambe porte d’ingresso, entrambi luoghi dove la storia non è mai stata un confine ma un ponte.
Ed è proprio da questo ponte che nasce il nostro messaggio più importante: un messaggio di pace. “La pace è un sogno, può diventare realtà… Ma per costruirla bisogna essere capaci di sognare”, diceva il Nobel per la pace Nelson Mandela. Noi stiamo lavorando affinché quel sogno costruisca mondi possibili. In questo Mediterraneo attraversato da tensioni e conflitti, due città dell’entroterra dimostrano che il dialogo non è un gesto simbolico, ma una scelta concreta. La pace si costruisce così, mettendo in relazione le comunità, condividendo conoscenze, creando fiducia. È un messaggio che l’Italia e il Marocco offrono oggi all’intero bacino mediterraneo. Parliamo quindi di diplomazia culturale che diventa leva di stabilità, di cooperazione economica e di sviluppo umano. Una visione che si inserisce pienamente nella strategia mediterranea del Governo italiano. Ce lo ricorda il Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo con il suo programma secondo cui per raggiungere stabilità e sviluppo bisogna passare dalla conoscenza, dal rispetto e dalla collaborazione tra le società civili. E Matera 2026 – ha evidenziato il presidente – è un tassello concreto di questa prospettiva: un laboratorio dove dialogo culturale tra Paesi, cooperazione economica e scambi formativi si intrecciano generando nuova vitalità.
Ce lo ricorda Adriano Olivetti, che negli anni Cinquanta vide in Matera un luogo emblematico per ripensare lo sviluppo, mettendo al centro la dignità della persona, la qualità dell’abitare e la forza della comunità. Oggi portiamo quella lezione nel Mediterraneo: una cultura diffusa, radicata nei territori, capace di generare coesione e responsabilità condivisa. La Regione Basilicata sostiene questo progetto con una visione chiara: la cultura come infrastruttura civile. Il teatro che oggi ospita la cerimonia di apertura dell’anno di capitale mediterranea della Cultura e del Dialogo ne è un esempio. Ma soprattutto, voglio sottolineare che questo percorso non appartiene solo alle istituzioni: appartiene alle popolazioni, alle comunità che abitano il Mediterraneo da millenni. Sono loro i veri protagonisti di questo progetto: le donne e gli uomini che custodiscono narrazioni antiche, che portano nel quotidiano visioni, gesti, saperi, percezioni che nessun piano strategico può inventare. Un Mediterraneo più unito nasce solo così: quando le comunità si riconoscono parte di un disegno più grande e diventano esse stesse narratrici, custodi, costruttrici di dialogo. Il Mediterraneo sia allora un manifesto di identità condivisa, una metafora potente che parla di radici, di memoria, di energia vitale, un luogo dell’anima più che uno spazio geografico. A lui si sono ispirati cantori e poeti descrivendolo come un mondo ricco di storia, di fascino e di bellezza. Mediterraneo da scoprire, cantava uno degli artisti più rappresentativi della nostra terra, Pino Mango, che a questo mare dedicò una delle sue più belle canzoni. Matera 2026 – ha concluso Bardi – sarà dunque un anno ricco di grandi opportunità, in cui i nostri giovani potranno trovare percorsi formativi e rigenerativi nei progetti euro‑mediterranei. La Basilicata è pronta a fare la sua parte. Matera è pronta a guidare questo percorso. E insieme, Italia e Marocco, possiamo costruire un Mediterraneo più unito, più consapevole, più capace di generare pace, sviluppo e opportunità”.
Matera Capitale Mediterraneo 2026, Giuli: “Terra vitale per presente e futuro della Nazione”
“Oggi è una splendida giornata per Matera e per l’Italia. La Città dei Sassi assume un titolo profondamente strategico: diventa la Capitale della collaborazione culturale tra le comunità della koinè mediterranea, di quest’area del mondo legata da millenni di relazioni e scambi, vitale per il presente e il futuro della nostra Nazione”.
Lo ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervenendo in collegamento alla cerimonia d’inaugurazione di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, iniziativa che aveva presentato a fine novembre 2025 a Bruxelles al Consiglio dei Ministri della Cultura dell’Unione Europea.
“Dal cuore della città ai suoi antichi rioni, Matera racconterà al mondo la propria storia e quella che potremmo definire la “genealogia identitaria” dell’Antico Mare, che continua a plasmare il nostro presente. Voglio rivolgere un ringraziamento agli autorevoli dirigenti dell’Unione per il Mediterraneo, Petra Kèzman, e della Fondazione Anna Lindh, Josep Ferré, per aver creduto in questa città e averla designata come Capitale. E sono molto felice che illustri esponenti della Commissione Europea, il Vicepresidente Fitto e la Commissaria per il Mediterraneo Šuica, siano con noi a celebrare questa giornata storica per la città e per il dialogo euro-mediterraneo. Auspico per Matera, “terra immersa”, “ponte di pietra”, luogo del cuore di tutti gli italiani, europei, mediterranei, il successo che merita per il suo anno da Capitale. Viva Matera, viva Tetouan”, ha concluso Giuli.
Il titolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, condiviso fra Matera e la città di Tetouan (Marocco) per l’intero anno 2026, verrà animato dal programma “Terre Immerse”, che punta a valorizzare le profonde connessioni culturali e storiche del Mediterraneo, includendo anche le aree interne prive di uno sbocco diretto al mare. Matera, dopo la Capitale Europea della Cultura nel 2019, aspira così a riunire comunità diverse del Sud Italia e oltre, promuovendo il dialogo, la condivisione di conoscenze e l’innovazione creativa nell’intera area euro-mediterranea.

