giovedì, 12 Febbraio 2026

“Cambio vita cercasi”, l’esordio brillante di Francesca Safina

Le persone che la circondano ama definirle a seconda del "cioccolatino interiore" che le contraddistingue: cremino, al latte con nocciola, al liquore, al pistacchio... Isabella Perfetti, psicoterapeuta, sembra la prima ad aver bisogno di aiuto: si ostina a portare...

Zayd al-Bahri, figura leggendaria – pirata e capitano saraceno –, nasconde nell’840 d.C. in un’area del golfo di Taranto un tesoro che, la sua morte improvvisa, rende introvabile.  A Matera, nei giorni nostri, il liceale Davide rinviene casualmente nella biblioteca “Tommaso Stigliani” una strana pergamena, con alcune frasi in lingua berbera medievale e una mappa. Insieme agli amici Marco, Anna e Sara, Davide si rivolge a un professore universitario che conferma l’autenticità della mappa. I quattro ragazzi si mettono così sulle tracce del tesoro in quelle zone lucane interessate in passato dalla presenza dei Saraceni – la Rabatana di Tursi, la Torre Saracena di Tricarico e il Villaggio Saraceno di Matera. Ben presto la ricerca sarà ostacolata da alcuni mercanti che intendono appropriarsi del bottino.

È un romanzo storico che intreccia mistero e mito e si rivolge in particolare agli adolescenti Il tesoro di Zayd (edito dal Gruppo Santelli) il nuovo libro di Domenico Bennardi, presentato nella sala conferenze della Camera di Commercio di Matera. Una “prima” gremita, moderata dal giornalista Antonio Corrado, che ha visto l’intervento di Nicola Laricchia, presidente dell’Associazione MUV Matera, promotrice dell’iniziativa.
Il tesoro di Zayd – ha spiegato Bennardi, sindaco della città dei Sassi dal 2020 al 2024 – coniuga la storia di Matera, del territorio e della provincia con il fatto che siano strettamente collegate al Mediterraneo. Può sembrare una provocazione ma in realtà siamo tra quelle terre che si affacciavano al Mediterraneo. In più, le incursioni dei pirati saraceni, un po’ i protagonisti del mio romanzo, dal ‘700-‘800 dopo Cristo in poi arrivavano fino alle aree interne dell’Italia. Addirittura hanno raggiunto le Alpi e la Sicilia occupando Lipari. Inoltre, hanno creato due emirati molto importanti, quello di Bari e quello di Taranto. La parte interna della nostra regione veniva certamente coinvolta da queste incursioni. I pirati saraceni non sono come quelli caraibici, sono pirati barbareschi, corsari. Nel volume c’è anche la differenza tra i vari pirati: avevano la necessità di cercare tesori, pietre preziose ma soprattutto persone, gli schiavi”.

Avventura, thriller, storia, mito e leggenda sono parte integrante de Il tesoro di Zayd, così come era accaduto nel primo romanzo di Bennardi, Il segreto delle nove monache di Akkon (Altrimedia Edizioni): “Sono affascinato da queste tematiche, è un libro che ho iniziato a scrivere prima di essere sindaco e che ho ripreso subito dopo. Romanzi simili necessitano di tempo per la scrittura in quanto le ricerche sono rilevanti, ma è un genere che mi diverte e mi appassiona”.

Con uno stile è semplice e diretto e ricostruzioni storiche minuziose, Il tesoro di Zayd riesce a intrigare anche gli adulti.

Il romanzo in forma cartacea sarà presto presente a ottobre nelle librerie di Matera ma è già ordinabile nello store ufficiale delle Librerie Santelli al link https://santellionline.it/products/il-tesoro-di-zayd

Domenico Bennardi classe 1975, si è laureato a Firenze presso la Facoltà di Scienze della Formazione.
Da oltre vent’anni si occupa di corsi e docenze nel settore dei beni culturali. Ha insegnato in vari contesti, tra cui alcuni master presso l’Università La Sapienza, l’Università del Salento e l’Università di Camerino.
Nella vita privata si dedica alla scrittura e alla politica. Presidente della Fondazione Matera Basilicata 2019 e Vice Presidente del Consiglio Nazionale dell’ANCI. Ha scritto il saggio Il Restauro Virtuale tra ideologia e metodologia.

Rossella Montemurro

Foto in copertina Enza Doria

Foto all’interno Elena Baldassarre

Pubblicità
Pubblicità
Copy link