Perdersi tra gli uliveti, ammirare i colori dell’autunno, respirare il silenzio in cui riecheggiano gli zoccoli dei cavalli, ri-connettersi con sé stessi. Bastano pochi chilometri e, alle porte di Matera, è possibile entrare in un mondo a parte, quello dell’Eledorado...
“Non sono numeri da ricordare, / ma vite già spezzate da onorare. / Volti, corpi, storie vere non puoi cancellarle / pensando a chi è riuscito a dire sempre no. / Anche quando era più facile restare inerme / hanno scelto la lealtà senza nessun però / senza mai voltarsi a guardare / senza il rischio di poterci ripensare”.
È affidato a musica e parole il compito di custodire il valore di chi ha lasciato un senso profondo: è questo il significato del brano “I nomi restano” di Francesca Martinelli, un invito a non dimenticare tutte le vite spezzate dalla mafia, e una riflessione anche sui “custodi silenziosi”, gli uomini e le donne della scorta sopravvissuti agli attentati, che vivono ancora oggi con un macigno nel cuore. Perché, come afferma Francesca, “dietro ogni nome ci sono persone, famiglie ed emozioni”.
“I nomi restano” è il suo primo singolo ufficiale da solista pubblicato per l’etichetta Playcab e progettato in collaborazione con Leonardo Nodari. Il brano è sato scritto e arrangiato da Elio De Pasquale insieme a Francesca. Presente la voce recitante di Mino Vallone. A corredo de “I nomi restano” Umberto Braccili ha realizzato un video emozionante.
Francesca Martinelli, materana, vive a Roseto degli Abruzzi. È cantante, presentatrice, organizzatrice di eventi e Cavaliere della Repubblica Italiana. Una curiosità: Francesca è figlia d’arte, il papà Giovanni è stato la voce storica del noto gruppo folk U’ Uagnin Assnziel.
Rossella Montemurro

