Tre nuove Cinture Nere alla Dynamic Center del pluripremiato Maestro di kickboxing Biagio Tralli. È stato infatti consegnato l’ambito attestato di Cintura Nera a Paolo Cotugno, Daniela Dell'Orco e Rocco Volpe. “Un nuovo traguardo che premia impegno, sacrificio e...

Potrebbe essere la sceneggiatura di un film e, se diventasse un film, avrebbe la colonna sonora delle musiche del Maestro Amedeo Minghi. Perché sono proprio i suoi brani, intramontabili e che hanno unito generazioni, il fil rouge che legano il giovane chitarrista lucano Carlo Di Pinto al Maestro.
Docente di strumento e musica d’insieme – è laureato in tecnologie musicali a Edimburgo (Scozia) presso l’università UWS, ha conseguito un Master accademico di secondo livello in Songwriting e sei anni fa ha vinto la borsa di studio presso il CET di Mogol –, Carlo suona attualmente la chitarra pop nell’orchestra del Maestro. Un tour lunghissimo di oltre trenta date tra teatri e piazze d’Italia accanto a un mito della musica contemporanea, un artista noto per la sua umanità e il garbo – ricordo un concerto a Matera negli anni Novanta nel quale accolse i fan nel camerino per firmare autografi – ma anche per il perfezionismo, per la capacità di avere tutto sotto controllo sia sul palco sia dietro le quinte: non sono ammesse imprecisioni, al pubblico deve arrivare solo il meglio.
Carlo affianca il Maestro Minghi da poco meno di anno, era stato contattato dal Maestro Giandomenico Anellino che gli aveva il file di un concerto live chiedendogli di ricavare le parti di chitarra ed essere pronto per due date ormai imminenti: neanche una settimana di tempo per un lavoro immane, ricostruire a orecchio ventisette canzoni complesse. L’entusiasmo di Carlo, forse anche un pizzico di incoscienza, ha prevalso su tutto. Con una full immersion nel suo studio, porta a termine in modo impeccabile un lavoro complicato. È il lasciapassare per il tour, ma è anche un tuffo nel passato.
Carlo l’armonia dei brani del Maestro l’ha respirata fin da bambino. Mamma Renata e papà Antonello, noto critico d’arte, li ascoltavano continuamente. Su tutti, il preferito era La vita mia, “nato” nel 1989, lo stesso anno di Carlo. E non c’è dubbio che in quei versi sia già scritto un destino: “Se questa è vita / L’ho toccata, l’ho sentita su di me / L′ho abbracciata in te / Guardo meglio e non c′è / Più dubbio che tu sia, che sei, la vita mia”.
Rossella Montemurro


