Due sconosciute che prendono lo stesso volo e incontrano, innamorandosi, lo stesso uomo. Poi, la routine delle due donne che si spezza, lasciando intuire risvolti tragici. Inizia con le voci di Stephanie e Jasmine La donna che sapeva troppo (Newton Compton, traduzione...
In Italia i bambini autistici hanno il diritto di ricevere terapie cognitivo comportamentali (ABA, i supporti di neuropsicomotricità, logopedia) adeguate e tempestive senza ritardi causati da lunghe liste d’attesa.
Eppure, ricevere le terapie più adatte caso per caso in tempi celeri è un’utopia. L’attesa media oscilla tra i 12 e i 18 mesi ma in alcune regioni si superano i due anni. L’alternativa, per un genitore che ha possibilità economiche, è provvedere privatamente. Le famiglie che non possono permetterselo devono sperare che nel frattempo il proprio figlio non peggiori troppo, affidandosi alla sorte. Per essere più incisivi: chi può paga privatamente 1.200-2.500 euro al mese, chi non può aspetta – e non è solo “attesa”, è una finestra evolutiva che si chiude, per un bambino piccolo 18 mesi sono un’eternità!
Tra l’altro, alle terapie assicurate – pur nell’incertezz della tempistica – dallo Stato, vanno aggiunte quelle di routine e quelle impreviste – visite specialistiche per approfondire un determinato problema e relative terapie, visite extra dal neuropsichiatra infantile, valutazioni psicologiche, supporti scolastici… – che sono indispensabili e gravano sul bilancio familiare.
In conclusione, anche in questo caso siamo “tutelati” da un diritto che c’è sulla carta ma non in concreto nei tempi. E il fattore tempo, lo sappiamo, mai come in questo caso fa la differenza.

